Raccolta differenziata a Sassari, obiettivo 50 per cento
L’assessore comunale all’Ambiente Gianni Carbini: «Siamo vicini alla soglia». La media del 2014 è stata del 45 per cento. Il porta a porta sarà esteso a Sant’Orsola. Il nuovo Pef prevede un aumento contenuto della tariffa

Sassari. Il 50 per cento nella raccolta differenziata a Sassari. È questo l’obiettivo che l’Amministrazione comunale si è posta per il 2015, conferma il vicesindaco ed assessore alle Politiche Ambientali Gianni Carbini. Ma allo stesso tempo è importante ricordare che «il costo del servizio di igiene urbana non ha subito nessun aumento. È uguale a quello dello scorso anno, anzi c’è addirittura un leggero risparmio». La tariffa invece aumenterà, seppure di poco. Lo prevede il Pef, il Piano Economico e Finanziario che mercoledì mattina è stato approvato dalle Commissioni Finanze e Ambiente del Consiglio comunale, riunite in seduta congiunta. Un aumento davvero contenuto. «Si tratta di pochi euro di aumento e non si riferiscono al servizio».
La raccolta differenziata. «È importante sottolineare soprattutto che per il 2014 è stato confermato l’aumento del trend positivo della percentuale della raccolta differenziata, che si è attestata al 31 dicembre scorso al 45 per cento nell’ultimo trimestre, con picchi anche superiori del 46 per cento. Una media insomma stabile del 45», spiega Carbini. «Questo capitolato d’appalto prevede ancora il conferimento al cassonetto. Non è secondaria questa osservazione. La ditta che ha vinto l’appalto (la Gesenu lo scorso anno è stata inglobata con la Econord nella nuova srl Ambiente Italia, un polo regionale di settore con un fatturato annuo previsto di 60 milioni di euro, ndr) ha attivato, come previsto, il porta a porta a Li Punti, San Giovanni e Ottava. Il conferimento nel cassonetto registra una percentuale di differenziata solo del 37 per cento; viceversa sul porta a porta si raggiungono cifre importanti, tra il 65 ed il 70 per cento di raccolta differenziata. Solo grazie al porta a porta noi oggi abbiamo la media del 45 per cento».
Un dato fisiologico? «È così. Basta vedere cosa avviene nei nuclei abitati piccoli e nelle nostre borgate dove è attivato. Qui il porta a porta va benissimo, con percentuali sempre superiori al 60 per cento. Lo scorso anno, con piccole economie nel settore (anche con decurtazioni alla ditta appaltatrice nei casi in cui non ha ottemperato puntualmente al servizio), abbiamo esteso il porta a porta a Caniga e ad altre porzioni del territorio comunale. È ora in programma già dalla fine di maggio (o al più tardi dai primi di giugno, avremo la conferma a breve) l’estensione a Sant’Orsola storica e alcune vie della Sant’Orsola nuova, nonché successivamente ad una parte dell’agro come Campanedda, Palmadula, La Corte, Villa Assunta. Si tratta di nuclei abitati che sono anche “zone cuscinetto”: non parliamo solo di conferimento da parte dei residenti, ma anche di persone in transito. Per questo sarà necessaria una migliore vigilanza del territorio e confidiamo che ci saranno meno discariche». La percentuale della differenziata potrebbe essere in realtà più elevata già ora. È stato chiesto alla Regione il riconoscimento, nel calcolo della differenziata, del compost. Chi utilizza le compostiere infatti non produce un costo per la raccolta.
Il ritiro dei rifiuti alla domenica. L’attuale appalto inizialmente non prevedeva il servizio domenicale. «Il ritiro era sei giorni su sette, la domenica no. Sempre con delle economie, ma già dalla fine dello scorso mandato, e adesso lo abbiamo implementato, il servizio domenicale almeno nelle parti centrali della città, nel cosiddetto “salotto”. Il sabato sera assistiamo ad accumuli nelle piazze del centro, una situazione non proprio decorosa».
L’obiettivo per il 2015. Il livello della raccolta differenziata sta gradualmente salendo. «Contiamo con l’estensione del porta a porta di arrivare a servire circa 15 mila abitanti. Ci siamo dati l’obiettivo del 50 per cento di differenziata entro quest’anno. Siamo vicini a questa soglia e confidiamo di farcela, anche perché così potremo evitare le penalità previste dalla Regione. C’è stato un aumento del Piano Economico Finanziario ed anche una leggera rivisitazione delle tariffe. Questo è dovuto a due voci in particolare. Innanzitutto il mancato raggiugimento del 50 per cento per il 2013 e 2014. Stiamo parlando di 340 mila euro circa», spiega l’assessore. Si tratta di penalità calcolate per scaglioni (in passato era stata anche di oltre 700 mila euro). «L’aumento della tariffa è dovuto anche all’adeguamento del costo Istat. Parliamo di 400 mila euro in più rispetto allo scorso anno». Il totale è di 758 mila euro: nel 2014 il Pef è stato di 23 milioni e 414 mila euro, quest’anno sarà di 24 milioni e 172 mila euro. Come prevede la legge, questo aumento va addebitato nel costo della tariffa. «Abbiamo per ovvie ragioni fatto il possibile e l’impossibile per evitarlo. Non fa piacere a nessuno aumentare le tasse. Vorrei però tranquillizzare i cittadini. Faccio due esempi. Prima un nucleo familiare composto da una sola persona in un appartamento di circa 60 mq pagava una tariffa pari al 6,08 per cento, adesso del 6,19: tradotto in euro in tutto l’anno l’aumento è di 2,47 euro, da 127,62 euro a 132,08 euro. Una famiglia media composta da quattro persone con 100 mq l’aumento è di 5,79 euro in tutto l’anno. Questi sono gli aumenti reali». C’è un’altra novità. «Oggi la normativa sull’accantonamento dei crediti risulta essere più stringente rispetto a prima. Lo scorso anno nel Pef avevamo dovuto accantonare 114 mila euro per crediti, quest’anno ne abbiamo dovuto accantonare un milione e 98 mila euro, che però non ha portato ad un ulteriore aumento del Piano Economico Finanziario. L’Ufficio ha lavorato molto bene e ha provveduto a decurtare all’azienda appaltatrice i servizi non resi e le penali per servizi resi non nel modo migliore. Questo ha fatto sì che l’aumento sia rimasto contenuto».
I controlli. «A seguito del subentro della nuova azienda, Ambiente Italia, sto riscontrando più attenzione da parte della ditta nel lavoro. Lo dico con soddisfazione. Non spetta a me affermare se la città è più pulita o no, lascio il giudizio ai cittadini. A me comunque sembra che stiamo migliorando. Mi sento di dire che viviamo in una città abbastanza decorosa», sottolinea Gianni Carbini. «Manca ancora un miglioramento della sensibilità da parte dei cittadini. Il dato che ho fornito prima, il 37 per cento di conferimento nei cassonetti della differenziata, evidenzia che all’interno delle nostre case non facciamo una raccolta attenta. Da un lato dobbiamo lavorare con un adeguato piano di comunicazione che spieghi ai cittadini ancora meglio le opportunità e le modalità del servizio. Penso al ritiro degli “ingombranti”: non c’è bisogno di abbandonare nelle campagne frigoriferi, lavatrici e televisori. C’è un numero verde ed entro le 24 ore, gratuitamente, il rifiuto viene ritirato. Ma dobbiamo anche informare che c’è un motivo per il quale i rifiuti devono essere conferiti in una certa fascia oraria, dalle 13 alle 24: i cassonetti devono essere lavati».
La repressione. «Abbiamo intensificato i controlli in questi giorni, non solo attraverso i barracelli, ma anche con la recente convenzione con quattro associazioni di guardie zoofile, che hanno il compito di verificare la presenza di deiezioni canine. I responsabili rimangono i padroni», spiega l’assessore all’Ambiente. Le prime azioni hanno già portato alcuni risultati. Le guardie zoofile verificano anche la microchippatura. A breve saranno posizionati circa 500 distributori in cui saranno messi a disposizione gratuitamente le buste per la raccolta delle deiezioni.
Le campagne informative nelle scuole. Nella nuova campagna di comunicazione ci sarà attenzione non solo alle scuole elementari, ma anche nelle medie e nelle superiori. «Sono i ragazzi che la sera escono ed è importante che passi il messaggio sul rispetto del decoro cittadino. Faremo corsi dedicati a loro», conclude Gianni Carbini. (Luca Foddai)







