Pigliaru congela il Pps di Cappellacci

Annullata la delibera “elettorale” dello scorso 14 febbraio. Rimane invece in piedi quella di ottobre, ma non si esclude la revoca. Positivi i commenti di Legambiente. I Riformatori: «Dalla Giunta un macigno burocratico»

Francesco PigliaruCagliari. Il Pps, il Piano Paesaggistico dei Sardi, come Cappellacci aveva ribattezzato il Ppr revisionato lo scorso ottobre ritorna alla prima versione. Le modifiche approvate in febbraio a due giorni dalle elezioni sono state eliminate: il Piano è stato così “sterilizzato e congelato” nella prima seduta operativa della Giunta Pigliaru di venerdì. È stato lo stesso presidente della Regione a presentare la delibera che annulla di fatto la modifica allo strumento urbanistico. Il Pps revisionato non viene totalmente cancellato. Rimane in piedi solo la parte che riguarda i beni identitari. Pigliaru, che ha spiegato che il Piano aveva «palesi aspetti di illegittimità», ha anche ricordato di aver mantenuto «quanto promesso in campagna elettorale».

Cappellacci – ha attaccato Pigliaru – «sperava di avere un ritorno elettorale» dall’approvazione all’ultimo minuto delle modifiche al Ppr ma ha invece sbagliato i calcoli. «Il Ppr revisionato avrebbe abbassato in modo pericoloso il livello di tutela del paesaggio. La difesa dell’ambiente non va contro il lavoro e lo sviluppo ma, al contrario, è in grado di creare occupazione di qualità». Da lunedì inizieranno gli incontri con “i portatori di interessi”: «Vogliamo parlare con tutti, anche con quelli che non sono d’accordo con noi, per convincerli che il Ppr può essere uno strumento per creare benessere». Non è comunque esclusa la revoca della delibera di adozione del Ppr dello scorso ottobre.

Il Ppr di Cappellacci, ha spiegato l’assessore all’Urbanistica Cristiano Erriu, risultava illegittimo perché la revisione non era stata sottoposta alla necessaria procedura di partecipazione dei portatori di interesse e del Mibac né alla Valutazione ambientale strategica. Non è stato rispettato il principio di leale collaborazione con il Ministero. Non decadono però le norme che riguardano beni identitari, alberi monumentali, grotte e caverne in quanto previste dalla delibera di ottobre e non oggetto di modifica da parte di quella di febbraio. Saranno comunque verificati eventuali profili di illegittimità anche nella delibera dello scorso anno, ha concluso l’assessore regionale dell’Ambiente Donatella Spano, che ha anche sottolineato che c’è stata una «pressione assurda sulla struttura dell’Assessorato per la definizione della Verifica ambientale strategica. Si tentava una approvazione i tempi strettissimi di una procedura che, invece, è molto complessa».

È sicuramente un atto di grande significato politico e programmatico che il primo atto della giunta regionale presieduta da Francesco Pigliaru riguardi la salvaguardia del paesaggio della Sardegna, con la decisione di mettere da parte gli ultimi provvedimenti sul PPR della passata Amministrazione Regionale», è il commento di Vincenzo Tiana, presidente Regionale Legambiente Sardegna. «È molto positivo che da subito sia stato approvato un provvedimento di cancellazione dell’ultima delibera del 14 febbraio ed assunto l’impegno ad esaminare a breve la revoca anche della delibera del 25 ottobre, a seguito degli opportuni accertamenti procedurali. Manifestiamo da subito la disponibilità al confronto, con l’augurio che al più presto si giunga all’annullamento della delibera del PPS del 25/10, come abbiamo ripetutamente richiesto, per aprire una nuova fase che passa per il miglioramento del PPR del 2006, con la correzione di tutti gli errori materiali senza stravolgimenti, per dare centralità alla pianificazione innovativa dei Piani Urbanistici Comunali. Voltare pagina rispetto alle disposizioni derogatorie e di stravolgimento della tutela contenute nella proposta del PPS è molto importante per affermare nei fatti che la salvaguardia dei paesaggi delle coste e delle zone interne deve costituire la risorsa strategica per promuovere lo sviluppo sostenibile della Sardegna».

Differente invece la posizione dei Riformatori. «La revisione del Ppr che la Giunta ha deciso sia fatta eliminando innanzitutto i vincoli privi di senso, garantendo però la tutela dei beni che non devono essere toccati in alcun modo», dice il coordinatore regionale Michele Cossa.

«Mi auguro – dice ancora Cossa – che la Giunta non pensi di continuare con il macigno burocratico che in questi anni ha quasi ucciso il settore edilizio, sostanzialmente scoraggiando qualsiasi iniziativa imprenditoriale. Per troppi anni la Sardegna è stata bloccata da divieti senza senso e procedure farraginose che hanno impedito ai Comuni di procedere con i Puc».

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