Per Nicola Sanna la seconda Faradda da sindaco
«Quest’anno è stata una Discesa più riflessiva di quella dello scorso anno. Non c’è ancora la piena consapevolezza in città di tutto il lavoro che abbiamo svolto», dice il primo cittadino sassarese

Sassari. «È stata una Faradda come sempre molto bella e molto partecipata. Ma anche un po’ più riflessiva rispetto alla prima che cadeva a poche settimane dall’insediamento». Per Nicola Sanna è la seconda Faradda da sindaco. Lo scorso anno l’emozione era stata tanta; stavolta è apparsa più contenuta, ma pur sempre grande. «Dico che è stata una Faradda più riflessiva perché c’è stato molto lavoro in un anno nel quale, oltre a tanto altro, abbiamo portato a casa un risultato importante, i 15 milioni di euro per il centro storico. Probabilmente non c’è ancora la piena consapevolezza in città di tutto il lavoro che si è svolto. Ci sono settori di popolazione che soffrono la disoccupazione, la crisi e quindi vedono ancora una situazione senza speranza. Adesso siamo nelle condizioni di far partire importanti opere pubbliche: già in autunno si apriranno diversi cantieri e siamo convinti che cambierà il clima generale in città pure da questo punto di vista. La crisi è una cosa complessa che va superata anche con interventi nazionali e quindi in tutta la regione. Abbiamo un obiettivo completo di avviare un procedimento di rinascita della nostra isola e della nostra città».
Tanti i sassaresi che si sono avvicinati al sindaco lungo il percorso della Discesa. Auguri “A zent’anni”, gli immancabili selfie e richieste, molte. «Abbiamo notato che un tema ricorrente è stato la presenza degli immigrati a Sassari, che risulta essere una situazione che, al di là della solidarietà del momento, crea un problema di “concorrenza” tra un disagio che hanno i nostri cittadini e quello che hanno queste popolazioni. Si ha la percezione che gli immigrati abbiano chissà quale elemento di favore, che invece non è e lo ripeto: non è così. Indubbiamente il fatto che abbiano un alloggio e anche i pasti senza nulla in cambio può apparire a molti che hanno problemi nella quotidianità quasi un affronto. È insomma una percezione di ingiustizia. Però io credo che come sassaresi siamo abbastanza maturi per capire che dobbiamo superare tutto questo. E lo dobbiamo fare partendo da noi, dalle nostre competenze e capacità. Siamo nelle condizioni di farlo», conclude Nicola Sanna. A zent’anni. «“A zent’anni” a tutti». (lufo)








