Faradda 2015, la pioggia bagna i Candelieri

Ma nonostante un improvviso acquazzone estivo il pubblico ha toccato numeri record. Il fascino dei dieci grandi ceri lignei. A Santa Maria lo scioglimento del Voto alla Vergine Assunta

 

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La pioggia cade per alcuni minuti intorno alle 20,45

Sassari. Il ritardo c’è stato ma alla fine quasi nessuno lo ricordava più. Dieci minuti di pioggia, forse anche un quarto d’ora, hanno bagnato l’edizione del 2015 della Faradda, la seconda con il marchio prestigioso dell’Unesco. Sono le 20,40 ed è tutto un fuggi fuggi del pubblico, mentre i candelieri rimangono al centro al corso. Un inedito acquazzone bagna la Discesa dei Candelieri e già qualcuno dice: «Non era mai successo». In realtà non è proprio così. «È accaduto 25 anni fa», si affretta a dire qualcuno a Palazzo di Città. Numeri che tranquillizzano. E comunque cinque anni fa un feroce acquazzone si era abbattuto su Sassari tra tarda mattinata e primo pomeriggio, sufficiente a trasmettere prudenza a portatori e gremianti. Sì, perché la pioggia costringe a prestare maggiore attenzione. Il rischio caduta è dietro l’angolo e con ceri lignei pesanti alcuni quintali non è il caso di distrarsi. Alla fine però l’acqua non disturba più di tanto e tutto è ripreso immediatamente. Il sindaco Nicola Sanna, sotto Palazzo di Città, insieme agli assessori, ha ripreso subito il proprio posto, come anche la banda musicale, il Corpo Bandistico Luigi Canepa.

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La partenza da piazza Castello

A parte la pausa per la pioggia, la Faradda quest’anno ha davvero richiamato più gente delle ultime edizioni. Il colpo d’occhio già in piazza Castello diceva tutto, per diventare impressionante intorno alle 22. Impossibile muoversi in corso Vico. In piazza Santa Maria, al di là delle transenne, la muraglia umana era impenetrabile. Centomila spettatori, forse anche di più? Stavolta il sì è d’obbligo. Parecchi i turisti, soprattutto francesi, britannici e del nord Europa, oltre a molti italiani, affascinati dai “balli” dei grandi ceri lignei.

Passano i Candelieri. Il primo, quello dei Fabbri arriva di fronte a Santa Maria alle 23,05. Ritardo recuperato o quasi: a Palazzo di Città era passato solo alle 19,26, mezz’ora in più rispetto allo scorso anno. Stesso discorso per i Massai: il nuovo candeliere si ferma per il brindisi “A zent’anni” alle 21,12 e a Santa Maria, ribaltando l’ordine di sfilata, entra a mezzanotte e 31 minuti, venti minuti in più di differenza con lo scorso anno, un niente considerando la pausa forzata per la pioggia.

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Il brindisi “A zent’anni” con il Gremio dei Massai a Palazzo di Città

Il brindisi a Palazzo di Città. Poco prima dell’uscita da Palazzo di Città è stato rinnovato uno dei riti laici della Faradda, con il brindisi tra sindaco e Gremio dei Massai. All’appuntamento stavolta è stata imposta maggiore sobrietà, con una scrematura degli invitati già imposta all’origine. Non mancavano le maggiori autorità cittadine, dal prefetto al questore ed ai vertici di Carabinieri e Guardia di Finanza, ma anche il rettore dell’Università Massimo Carpinelli. C’erano anche il neo candeliere d’oro Luigi Berlinguer e la pittrice Liliana Cano e si sono intravvisti alcuni consiglieri regionali, come Gavino Manca, Luigi Lotto e Peppino Pinna, esattamente come nel 2014, oltre al presidente dell’Assemblea legislativa sarda, Gianfranco Ganau, che da sindaco e oggi da presidente è ininterrottamente presente a Palazzo di Città dal 2005, ed al suo predecessore Giacomo Spissu, presidente dal 2004 al 2009. Dei parlamentari c’era Giovanna Sanna e a rappresentare la Giunta Regionale l’assessora Claudia Firino. Presenza confermata anche per il professor Mario Segni. Pochi anche quest’anno i consiglieri comunali, con il presidente Antonio Piu a fianco del primo cittadino per tutta la serata. Confermata la consueta ressa di giornalisti, fotoreporter e cameramen, accentuata da un rigidissimo protocollo.

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La preghiera collettiva nella chiesa del Rosario

Al Rosario. Anche quest’anno la partenza da piazza Castello si è arricchita di una tappa in più alla chiesa del Rosario. Qui, secondo tradizione, entrano i gremianti appena arrivati con il candeliere e depositano per dieci minuti la bandiera piccola su uno degli altari laterali. Da qualche anno, su iniziativa dell’Intergremio, si recano in chiesa anche tutti i portatori, insieme ad obrieri, gremianti e capicandeliere (che si siedono nella prima fila), per una preghiera collettiva, il Quarto Mistero Glorioso dell’Assunzione della Beata Vergine in cielo, sotto lo sguardo attento ed incoraggiante dell’arcivescovo. «Partiamo dal cuore della fede dalla città che è tutto cristiano e mariano. Mi raccomando, ricordate l’anima mariana che portate sulle spalle, ma anche il rispetto del rito, con quella trasparenza che in qualche modo fa tripudiare la folla, non per gesto di semplice cionfra ma capace di accogliere tutta la nostra fede», ha detto padre Paolo Atzei.

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Il padre guardiano Alfio Pusceddu (OFMConv) e l’arcivescovo padre Paolo Atzei

La benedizione a Santa Maria. «Tutta Sassari scioglie oggi il Voto alla Vergine Assunta in un tripudio di gente gioiosa. Da oltre 500 anni la città manifesta la sua devozione», ha detto il padre guardiano Alfio Pusceddu al termine della solenne cerimonia del Voto. «Il beato Padre Zirano è la testimonianza viva di questa bella tradizione. Sono convinto che lui abbia tante volte pregato per sua amata città di Sassari», ha concluso padre Alfio. In chiesa era presente anche il provinciale dei Frati Minori Conventuali padre Salvatore Sanna. «Non aggiungo molto di più alle parole di padre Alfio. Del resto, secondo tradizione, era il padre guardiano di Santa Maria che da solo accompagnava gremianti e autorità all’ingresso in chiesa. La presenza dell’arcivescovo si è aggiunta solo di recente», ha ricordato padre Paolo Atzei, arcivescovo ma anche confratello francescano conventuale. «Nel pomeriggio nella chiesa del Rosario ho ricordato l’apprezzamento per l’iniziativa presa dall’Intergremio per compattare gremianti e portatori, ai quali è richiesta grande forza per giungere a Santa Maria. La pioggia è sembrata ostacolare questo. Faradda07Ma alla fine non è successo niente di irreparabile. Del resto nella Bibbia la pioggia è considerata anche segno di fecondità. Ho detto ai gremianti di conservare la forza identitaria della Faradda: fede cristiana e devozione mariana non devono consumarsi all’interno del gremio. Ho raccomandato ai portatori di essere anch’essi custodi. Siamo uniti dalla stessa identità mariana», ha aggiunto l’arcivescovo. «Vedere la città plaudente anche di turisti significa davvero rendere grazie. Come anche l’inchino ed i balletti dei candelieri sono un modo di dire grazie. Dicevo l’altro giorno di voler vedere i carcerati con il loro candeliere venire qui a Santa Maria dopo Ferragosto. Ma rivolgo un invito a voi tutti: venite qua con i vostri parenti per ringraziare Maria». E l’augurio finale, ripetuto dopo il Salve Regina: «A zent’anni. Anzi, a duizentu!».  (luca foddai)

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