Palazzo Ducale, settimana decisiva per sindaco e Giunta
Entro sabato l’accordo tra Nicola Sanna ed il Pd. Poi si procederà con la nomina dei nuovi assessori. Ma se così non fosse il primo cittadino potrebbe lasciare subito: elezioni o un anno di commissariamento
Sassari. Si chiude in settimana. Forse. È ad un passo la soluzione del rebus Giunta a Palazzo Ducale, con la ricomposizione dei rapporti interni al Pd tra il sindaco Nicola Sanna e le componenti che fanno riferimento a Salvatore Demontis, Silvio Lai e Giacomo Spissu, che in Consiglio comunale esprimono 11 consiglieri (i dieci ribattezzati “dissidenti”, più il presidente Antonio Piu, che però da mesi svolge un ruolo super partes non entrando nelle polemiche politiche) su 13 in totale del Pd. Tutto è ancora da mettere nero su bianco ma la quadratura del cerchio sembra ormai vicina. Top secret (ed è molto probabile che ancora non ci siano) i nomi degli assessori che saranno in quota alle tre componenti democratiche che lo scorso anno appoggiarono Angela Mameli alle primarie per la scelta del candidato sindaco. Lasceranno la Giunta, come noto, i tre assessori “provvisori”, Luca Taras, Maria Francesca Fantato e Luigi Polano. Ma potrebbe aggiungersi un nome a sorpresa (voci non confermate indicano in Monica Spanedda ed Alessio Marras i due “deboli”: la prima, determinante alle primarie dello scorso anno per la vittoria di Sanna, non ha consiglieri di riferimento; il secondo, che inizialmente appoggiava Angela Mameli ed il passaggio al fronte opposto ancora “brucia” a parecchi, ha però lasciato il Consiglio per entrare in Giunta), portando a quattro le novità nell’esecutivo. Nessuna uscita di scena però: dietro l’angolo ci sarebbe una ricollocazione in un altro ruolo apicale. Il quadro allora potrebbe vedere due assessori alla componente Spissu, un assessore a Lai e uno ai soriani (che terrebbero anche la presidenza dell’Assemblea). Sul piatto la delega più pesante, quella nuova alle Politiche per le Infrastrutture ed alla Mobilità (adesso temporaneamente in capo a Taras).

Se però la trattativa non dovesse chiudersi in settimana, cosa potrebbe accadere? Si tratta di un’ipotesi ancora attuale e su cui ieri il sindaco avrebbe discusso con i cinque consiglieri monogruppo di PdS, Sel, Upc, IdV e Cd. Le soluzioni prospettate sarebbero quattro, di cui solo una con un esito negativo: le sue dimissioni e le elezioni da convocare ad un anno esatto da quelle del 2014. I termini per lo scioglimento del Consiglio comunale infatti sarebbero ancora aperti. La data ultima per protocollare le dimissioni dovrebbe essere quella del 23 marzo o addirittura, più realmente, del 30. Ma il condizionale è d’obbligo, sia sulla efficacia della scadenza per la convocazione delle elezioni in tempo utile a giugno (evitando il commissariamento di un anno) sia sulla rottura con il Pd. Un’extrema ratio insomma, da tenere in considerazione solo nel caso di mancato accordo. Nelle ultime settimane infatti i contatti tra i leader regionali del Pd si sarebbero intensificati, con gli interventi pacificatori dei segretari provinciale e cittadino, e la soluzione del rebus sarebbe già stata trovata a Cagliari o almeno il percorso condiviso da seguire. Nei giorni scorsi era anche emersa una insofferenza dei gruppi che fanno riferimento a Demontis e Ganau, i quali sarebbero più per la trattativa che per lo scontro diretto ad oltranza a differenza dei gruppi vicini a Lai e Spissu, ritenuti più intransigenti. Impressioni ed interpretazioni di osservatori esterni, perché il fronte “dissidente” non è mai stato in realtà vicino alla divisione.
Le dimissioni del sindaco Nicola Sanna da un punto di vista politico potrebbero però essere anche un passaggio formalmente obbligato per azzerare subito o in un secondo momento nomi e deleghe assessoriali. La nuova Giunta, che comprenderebbe buona parte degli assessori uscenti, nascerebbe a quel punto con il fondamentale via libera di tutto il Pd di Palazzo Ducale, oggi di fatto quasi interamente assente nell’esecutivo.
Il prossimo fine settimana sarà quindi decisivo. L’accordo comprenderebbe innanzitutto una ripartenza dell’azione amministrativa, all’insegna di un migliore dialogo con il Consiglio e di una visione del futuro a medio e breve termine della città. E poi una ricomposizione della Giunta. Ancora qualche giorno e si capirà se il sindaco Sanna andrà avanti. (lufo)





