Palazzo Ducale, lavori di pubblica utilità come riscatto sociale

In Consiglio comunale un ordine del giorno presentato da Franco Era (Centro Democratico) e Marco Manca (Sel), che propongono che l’Ente sia convenzionato con il Tribunale di Sassari

 

PalazzoDucaleFacciataSassari. Una convenzione del Comune di Sassari con il Tribunale perché Palazzo Ducale offra la possibilità di far svolgere lavori di pubblica utilità. Si tratterebbe di «concedere una opportunità di riscatto sociale in sostituzione di una pena detentiva o nel caso di decreto penale di condanna dell’irrogazione di una pena pecuniaria». In questo modo «l’interessato, lavorando gratuitamente per il Comune, può evitare anche restrizioni peggiori mettendosi a disposizione e al servizio obbligato della collettività», spiegano i consiglieri comunali Franco Era (Centro Democratico) e Marco Manca (Sel), che hanno presentato un ordine del giorno congiunto che sarà discusso nei prossimi giorni dall’Assemblea Civica.

«Tali individui – è scritto nell’odg – vengono utilizzati da altri comuni in diverse mansioni e da altri enti financo nei cantieri archeologici. Tale prestazione non retribuita a favore della collettività è prevista dal decreto ministeriale 26/03/2001 e viene svolta a favore di portatori di handicap, malati, anziani, minori, ex detenuti o extracomunitari o nel settore della protezione civile, della tutela del patrimonio pubblico e ambientale o in altre attività pertinenti alla specifica attitudine professionale dell’interessato». Si tratta di una «attività [che] viene svolta presso enti che hanno sottoscritto con il Ministero o con i presidenti dei Tribunali delegati le convenzioni previste dal citato decreto ministeriale. L’Ufficio di esecuzione penale esterna può essere incaricato dal Giudice di verificare l’effettivo svolgimento dell’attività lavorativa a favore della collettività, eseguita presso gli Enti convenzionati. L’Ufficio di esecuzione concorda con l’interessato la modalità di svolgimento dell’attività riparativa, tenendo conto delle sue attitudini lavorative e delle specifiche esigenze personali e familiari, e raccordandosi con l’ente presso cui sarà svolta la prestazione gratuita».

«Il lavoro di pubblica utilità diventa [inoltre] parte integrante e obbligatoria del programma di trattamento per l’esecuzione della prova che è sottoposto alla valutazione del Giudice nel corso dell’udienza. Nel corso dell’esecuzione, l’Ufficio cura l’attuazione del programma di trattamento, svolgendo gli interventi secondo le modalità previste dall’art. 72 della legge 354/1975, informa il giudice sull’adempimento degli obblighi lavorativi, sulla necessità di eventuali modifiche o inosservanze che possano determinare la revoca della prova».

«Concedere tale possibilità di svolgere il lavoro di pubblica utilità consentirebbe una sicura opportunità di riscatto sociale, un servizio utile alla collettività ed un risparmio di energie e risorse pubbliche che sarebbe necessario impiegare per la gestione del soggetto e del disagio famigliare dello stesso». Il Consiglio Comunale – spiega in conclusione l’ordine del giorno –, accogliendo il documento, potrà deliberare di «dare mandato al Sindaco e alla Giunta di promuovere tutte le iniziative utili al fine di ottenere il convenzionamento con il Tribunale di Sassari per consentire agli interessati di poter svolgere lavori di pubblica utilità».

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