La musica di Luigi Canepa al Teatro Verdi

Pubblico delle grandi occasioni per ricordare il maestro sassarese nel centenario della morte. Insieme Corale, Orchestra e Corpo Bandistico. Eseguiti brani tratti dalle opere liriche e composizioni garibaldine

 

ConcertoCanepaVerdi
La Corale Canepa e l’Orchestra del Conservatorio mentre eseguono sabato sera le musiche di Luigi Canepa

Sassari. Teatro Verdi gremito ieri (sabato) nella serata conclusiva delle celebrazioni per il centenario della morte di Luigi Canepa, il più importante musicista sardo del XIX secolo, che svolse un fondamentale ruolo propulsivo all’interno della vita culturale di Sassari. Le tre realtà culturali cittadine a lui intitolate, il Conservatorio di Musica, l’Associazione Corale e il Corpo Bandistico, hanno unito le proprie energie per regalare al maestro e alla sua città due eventi che sono stati accolti con grande calore dal pubblico sassarese.

Dopo la giornata di studi incentrata sull’opera e sul contesto storico politico in cui il musicista visse e realizzò la sua importante opera, tenutasi martedì scorso nella Sala Sassu del Conservatorio, il concerto di sabato al Verdi ha offerto una selezione di composizioni e brani orchestrali tratti dalle opere teatrali di Canepa. La serata di celebrazioni si è svolta nel luogo ideale, il Teatro Verdi, che fu inaugurato alla presenza dello stesso Canepa e dove il compositore presentò le sue opere teatrali e diresse l’orchestra delle stagioni liriche.

La prima parte del concerto è stata affidata al Corpo bandistico Luigi Canepa, diretto da Luca Uras, La formazione erede della Banda civica che il compositore fu chiamato a dirigere nel 1880 ha presentato brani di interesse sia storico che musicale. Tra questi due brevi componimenti d’occasione che rinviano direttamente alla fede garibaldina di Canepa ispirati e scritti con grande cura, “Elegia di omaggio a Nino Bixio”, composta ed eseguita in occasione della traslazione delle ceneri dell’illustre garibaldino nel cimitero di Staglieno, a Genova nel 1877, ed il “Largo funebre”, eseguito a Caprera nel 1882 in occasione delle esequie di Garibaldi. A questi si sono aggiunti due brani appartenenti al repertorio bandistico dei tempi di Canepa, una marcia tratta dall’opera goliardica “Amsicora” e la celebre marcia militare “Vecchi camerati”, del compositore tedesco Carl Teike, divenuta ben presto una delle marce più popolari di tutta la Germania e adottata in molti paesi.

Nella seconda parte spazio all’Orchestra del Conservatorio, diretta da Andrea Raffanini, e composta da docenti e studenti, ed all’Associazione Corale Luigi Canepa, guidata dal maestro Luca Sirigu. Sul palcoscenico il soprano Margherita Massidda ed il mezzosoprano Eleonora Cossu. Sono stati eseguiti brani tratti dalle quattro opere liriche scritte da Canepa. Innanzitutto, l’opera d’esordio, “David Rizio”, scritta a 23 anni su libretto di Enrico Costa: è stata presentata la sinfonia iniziale, ben strumentata e dalla bella linea melodica, apprezzata dalla critica musicale dell’epoca. Dalla seconda opera composta, “I Pezzenti”, su libretto tratto dall’omonimo dramma di Cavallotti, sono stati proposti tre episodi corali, con la preghiera “Divisa dal creato” e il “coro dei Pezzenti” che evoca la condizione dei patrioti olandesi. Con il “Riccardo III” invece Canepa fece una riuscita incursione del genere del grand opèra. L’Orchestra e la Corale Coro hanno eseguito il “Coro di marinai” e la “Barcarola”. L’ultima opera scritta da Canepa fu “Amsicora”, di cui è stato proposto “Ballo”, brano ispirato all’etnofonia sarda, una sorta di duru-duru in cui il compositore fa risuonare in modo originale, con l’uso di un lungo pedale e di una strumentazione tutta basata sul colore dei legni, il suono delle launeddas.

Ospite della serata di sabato è stato anche uno dei discendenti di Canepa, Nicola Salvatore Andrea Giua, pronipote del maestro in quanto suo nonno materno era figlio di Beatrice, una dei sette figli che Canepa ebbe con la moglie contessa Enrica Rossi De Ruggero.

Le due giornate celebrative, oltre a ricordare l’opera di Luigi Canepa, aprono ora un percorso che sarebbe auspicabile portasse nel prossimo futuro ad un progetto di ripresa e messa in scena delle opere teatrali dell’illustre maestro sassarese.

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