Nessuna paura, Sassari non è una città violenta
Il sindaco Nicola Sanna lo ribadisce. «È giusto che manteniamo alta la guardia e non trascuriamo gli ultimi episodi. Non capisco però cosa significa dire “tolleranza zero”»
Sassari. Nessun allarme, Sassari non è una città violenta. Il sindaco Nicola Sanna lo ripete ancora una volta, un paio di giorni dopo l’episodio avvenuto in Piazza d’Armi, dove tre ragazzi hanno cercato di dare fuoco al velo di una suora ultraottantenne, sembra per gioco, dopo avere tentato di aggredire una ragazza che passava lì. Il tutto “armati” solo di un accendino e di un flacone di liquido infiammabile. «Chiaramente quando accadono questi episodi occorre essere determinati nell’isolarli e nel condannarli, oltre a registrare qualche attività di prevenzione in più. È necessario uno sguardo diverso, tanto che abbiamo approntato servizi speciali e aggiuntivi rispetto a quello che si fa solitamente. Lo facciamo però non perché ci sia paura», spiega il primo cittadino.
«Non c’è paura di niente. Più la gente frequenta le piazze e le vie, più si interessa agli altri, meno episodi come quelli accaduti ultimamente possono verificarsi». “Impicciarsi” nelle situazioni in cui pare ci sia un diverbio, placare gli animi, rendersi conto che c’è qualcuno che segue una persona debole ed intervenire di conseguenza deve essere visto come compito di tutti. E non servono maggiori controlli. «La vigilanza c’è, tanto è vero che l’altra sera in Piazza d’Armi in pochi minuti sono arrivati polizia e vigili urbani. I tre ragazzi sono stati anche presi. Non capisco cosa significa dire “tolleranza zero” o chissà che cosa. Ognuno di noi deve avere un poliziotto al proprio fianco? Non esiste».
La condanna dell’atto rimane netta. «Ho preso posizione in maniera decisa perché ci sono stati fatti gravi. Quando c’è l’aggressione o il tentativo, pensando che sia uno scherzo, di commettere un atto gravissimo come quello dell’altra sera, che poi era quasi un tentato omicidio perché se il velo della suora fosse stato di tessuto acrilico e non di cotone o lana avrebbe preso fuoco velocemente», è giusto intervenire. Ma non viviamo in una città violenta e non c’è paura di niente. «È così. Tra l’altro, conosciamo le situazioni e sappiamo quali sono le famiglie con problemi: incrementeremo le azioni con gli educatori e quant’altro si renda necessario. Servono chiaramente anche fondi. Spero che la Regione ci dia un sostegno tramite il Fondo Sociale Europeo», prosegue Nicola Sanna. Sarebbero finanziamenti da utilizzare per la creazione di occasioni di lavoro o formazione professionale.
«È giusto che manteniamo alta la guardia e non trascuriamo questi episodi, ma penso allo stesso tempo che non sia bene enfatizzarli oltre misura», dice ancora il sindaco. Eppure in tante piazze cittadine si notano gruppi di ragazzini, che in certi casi allarmano i passanti. Nel complesso domina comunque un atteggiamento più da “greffa” che altro. «Attenzione: finché un comportamento sta nei limiti della “buffunaddura” va bene, ma quando sfocia nella violenza non è ammissibile», conclude il primo cittadino. (lu.fo.)






