Sa Essìda, i Candelieri anche a Nulvi
Il paese dell’Anglona si prepara a rinnovare il rito lo stesso giorno della Faradda a Sassari. Una tradizione che supera il tempo e che mantiene intatto impatto e pathos
Nulvi. I Candelieri. Quattro comunità isolane, Nulvi, Iglesias, Sassari e Ploaghe, legate da un filo che lo scorrere degli anni non ha minimamente intaccato, che tiene assieme tradizione e passato, che racconta una storia comune e differente, la storia dei Candelieri. A Nulvi tutto comincia quando a cavallo fra 1400 e 1600 peste e carestia assediavano la Sardegna lasciando alla popolazione la sola via della religione, della devozione, del voto che anima della speranza. La comunità nulvese si rivolse alla sua patrona, la Vergine Assunta, dedicandole il Candeliere ed un rituale che si rinnova nelle generazioni dei protagonisti e nella materiale forma del Candeliere stesso, ma non nel significato e nella sostanza: prosperità, continuità, nulvesità e lungimiranza in vista di un futuro che mai si staccherà da quel che la storia ha scritto sullo scorrere del tempo. La peculiarità dei tre Candelieri di Nulvi è la forma a tabernacolo (quelli di Sassari, Ploaghe e Iglesias sono invece a fioretto), da far risalire ad epoca pisana e preservata dalle forti contaminazioni aragonesi presenti sull’Isola in sede di dominazione. La prima “Essida”, ovvero l’uscita dei tre ceri votivi dalla loro dimora e per le vie del paese, potrebbe quindi risalire al XVI secolo, oppure al periodo di dominazione pisana del XIII, dato che l’idea del cero votivo a forma tabernacolo è prettamente toscana: un dono da offrire in cambio della soluzione di un problema. Assimilata e rivisitata la tradizione, con il passaggio alla dominazione aragonese, si arrivò alla nascita dei tre gremi (Messai, Artigiani e Pastori), qualcosa di molto simile alle associazioni delle “arti e dei mestieri” pisane.
Ogni Candeliere veniva distrutto e ricostruito di volta in volta. Poi una pausa lunga 27 anni, e nel 2005, grazie al sapiente lavoro di giovani artigiani nulvesi, la nascita dei nuovi giganti.
I tre Candelieri di Nulvi, retaggi di un passato lontano e conservato come il più prezioso dei tesori. Tre come i tre gremi che rappresentano i pastori (Sos Pastores), gli artigiani (Sos Mastros) e gli agricoltori (Sos Messajos). Sciogliere l’antico voto alla Vergine Assunta, patrona di Nulvi, è l’obiettivo che nei lustri torna e si ripete, nel senso e nella sostanza. Ritrovarsi all’ombra delle imponenti e colorate pale è manifestazione di indentità e appartenenza. Il 14 agosto la festa più importante dell’anno nulvese, “Sa Essida”.
Alle 16 tutto comincia, dopo che da ogni parte del paese i portatori cominciano a camminare verso la piccola chiesa di San Filippo, il giaciglio nel quale i tre mastodonti riposano per un anno intero prima di rivelarsi. Il leggero vociare che proviene da via San Filippo è il segnale che tutto sta per accadere. Il nulvese esce di casa, il turista prende posizione e regola l’obiettivo, la scena è caratteristica, lo spettacolo è denso di sacralità e devozione, regalata alla Madonna da chi il Candeliere lo porterà sulle spalle. Partono i fusti, poi arrivano le pale. Si sa il perché, si intuisce il cosa, si osserva il come: in corso Vittorio Emanuele, alla sinistra delle scuole elementari, le parti si fondono, le voci si alzano, i tre Candelieri svettano verso il cielo attorniati da una folla sempre più compatta e quasi impaziente. Il parroco benedice i tabernacoli, la risposta sono applausi ed inni. Gli otto metri e mezzo di legno, canne e cartapesta a breve cominceranno a camminare per le vie di Nulvi e sulle spalle di circa 40 portatori (16 per volta con altri pronti a dare il cambio e gli addetti alle funi), che i nove quintali li sentono sulla pelle, che faticano e che ritmicamente avanzano e si caricano, perché lo sforzo è grande e la serata è appena agli inizi. Bandiere, rose, santi, angeli e fregi in cartapesta ornano il volto dei tre Candelieri. Le quattro stanghe sono il mezzo attraverso il quale tutto ha inizio, ed una volta issati “Sa Essida” comincia a dispiegarsi intensa, lenta, rumorosa, partecipata. La discesa che costeggia i giardini pubblici è il primo passaggio. Salutato il vecchio lavatoio di Fontana Rosa, l’incedere prosegue per le strette vie del centro storico, lungo il percorso che è dei Candelieri, di nome e di fatto. Evoluzioni, semplici allo sguardo, ma capaci di catturare perché compiute in spazi angusti da uomini che sembrano piccoli al cospetto di ciò che portano sulle spalle. Dietro ogni Candeliere il fiume di folla occupa le strade, in attesa di sfociare nel piazzale antistante il convento di San Bonaventura, la sosta prefissata, il momento del recupero e della carica. “Sa falada de Sos Candhaleris ”, ripida discesa lungo la quale i colossi avanzare in posizione eretta, è una prova importante, forte per chi dal basso osserva lo scorrere di attimi intrisi di pathos ed emozione. La curva è via, ancora lungo Corso Vittorio Emanuele. Canti e applausi. I Candelieri si distendono sulle mani dei loro tanti alfieri, poi sostano ancora all’inizio del paese, di fianco ai giardini “Belvedere”. Quindi l’ultima fatica, ed esattamente da dove tutto alle 16 era cominciato, Mastros, Messajos e Pastores avanzano verso la chiesa dell’Assunta. È qui che con maestria e perizia fuse all’esperienza di anni ed alla voglia di liberare la gioia per il voto sciolto, i Candelieri vengono introdotti e disposti come una corona attorno al simulacro della Vergine dormiente. Qui gli inni salgono fragorosi al cielo mentre la spossatezza si fonde all’orgoglio per l’impresa compiuta, e da inizio alla festa. In chiesa i Candelieri riceveranno la visita degli apostoli e di un angelo, in quello che resta uno dei riti più suggestivi e praticamente unici della celebrazione, “S’Apostoladu”. In chiesa resteranno sino all’Ottava, che otto giorni dopo “Sa Essida” fissa lo scorrere ed il passare di un altro anno, archivia l’evento e rinverdisce il ricordo, vivo e pronto a ripetersi, ancora una volta.
Eventi del Ferragosto nulvese 2013
7 agosto
Ore 21 – Presentazione del libro “L’eroe maledetto” di Antonio Strinna
Chiostro Santa Tecla (Coro di Nulvi)
9 agosto
Ore 11 – Proiezione del filmato “Sotto il Candeliere – Tra fede, passione e tradizione”
Piazza Santa Tecla (Gremio dei Messajos e Comitato Sos Messajos)
11 agosto
Ore 19 – Serata per bambini con “Party Time Animazione” e a seguire i classici giochi in piazza
Piazzale del Comune (Amministrazione Comunale e Comitato Sos Mastros)
12 agosto
Ore 22 – Ottava edizione del Festival del Folklore
Impianti Sportivi comunali (Coro di Nulvi)
13 agosto
Ore 22 – Commedia a cura della compagnia “La Frumentaria”
Piazzale del Comune (Amministrazione Comunale)
14 agosto
Ore 22.30 – Eugenio Finardi in concerto
Area concerti (Amministrazione Comunale)
15 agosto
Ore 22.30 – Zaman, Momar Gaye e i Valleskas
Area concerti (Comitato Sos Messajos)
16 agosto
Ore 22 – Tribute Band – Cantautori Italiani in concerto
Scuole elementari (Comitato Sos Mastros)
17 agosto
Ore 22 – Sos Cantadores
Piazza Marconi (Comitato Sos Mastros)
20 agosto
Ore 21 – Gian Antonio Stella incontra i suoi lettori Tribute Band
Chiostro Santa Tecla ( Amministrazione Comunale)
21 agosto
Ore 19:30 – Torneo di calcio sotto il Candeliere
Impianti sportivi – Campo comunale
30 agosto
Ore 21:30 – Free Nulvi Radio
Anfiteatro Chiesa di San Giovanni – (Associazioni “Albatros” e “A Totturock”, Consulta Giovanile)






