Microbee(r), martedì un evento dedicato alle birre locali

Si conclude il progetto dell’Università di Sassari “Innovazioni microbiologiche per microbirrifici”

 

 

BirraartigianaleSassari. Sono in tutto 25 i microbirrifici presenti in Sardegna. Una produzione di nicchia, seppure di grande qualità, che copre però appena il due per cento del mercato. È solo uno degli aspetti che saranno analizzati martedì prossimo in occasione dell’evento conclusivo del progetto dell’Università di Sassari “Innovazioni microbiologiche per microbirrifici – Microbee(r)”. Alle 10, nel Dipartimento di Agraria, è previsto un corso di formazione per i produttori di birre, mentre in serata, a partire dalle 18,30 in piazza Santa Caterina, i risultati del progetto saranno illustrati in un evento pubblico che si concluderà con la degustazione delle INNOVoBirre e un concerto dei Dislocation Blues. La giornata è stata presentata venerdì mattina in piazza Santa Caterina dalla professoressa Marilena Budroni, responsabile del progetto, e dai ricercatori Giacomo Zara e Virgilio Balmas.

MicrobeerPresentazioneObiettivo del progetto è la produzione di birre artigianali e locali di qualità, attraverso l’utilizzo di materie prime e lieviti locali. Grazie alla collaborazione tra il Dipartimento di Agraria dell’Ateneo e sei birrifici isolani, si aprono nuove prospettive di sviluppo per il settore della birra artigianale, tra ricerca scientifica e trasferimento di innovazione tecnologica e imprenditoriale. Costa Ovest (S. Antioco), Luppolo & Birra (Guspini), Birrificio Nora (Oliena), Microbirrificio Lara (Tertenia), Birrificio P3 (Sassari), La Volpe e il Luppolo di Christian Frau (Simaxis) e l’Azienda Agricola di Michele Piras (Pozzo S. Nicola, Stintino) sono i birrifici e le aziende coinvolte, localizzate in diverse parti dell’Isola.

La birra artigianale italiana conosce da alcuni anni un successo straordinario anche oltre confine. Il settore birrario impiega 4.700 addetti, che salgono a oltre 144.000 se si considera l’indotto e, grazie alle accise, corrisponde allo Stato italiano circa 4 miliardi di euro. Nel 2012 gli stabilimenti italiani hanno prodotto 13.482.000 ettolitri; i 1.990.000 ettolitri esportati nel 2012 costituiscono il secondo miglior risultato di sempre. «Il progetto vuole rafforzare una filiera capace di proporsi autorevolmente sui mercati con diverse tipologie di birre artigiane e locali di qualità – spiega Marilena Budroni –. L’innovazione che abbiamo proposto alle aziende coinvolte è l’utilizzo di ceppi di lievito isolati e caratterizzati in Sardegna, e l’adozione di protocolli di trasformazione sostenibile che prevedono l’utilizzo di orzo coltivato nell’Isola, eventualmente certificato». L’isola è la sesta regione a livello europeo per consumo di birra, la prima in Italia, con 60 litri pro capite. «Il progetto è stato molto rapido: partito lo scorso dicembre, lo stiamo chiudendo adesso, al 30 settembre. Stiamo inoltre curando un sito che sarà online per martedì prossimo ed inoltre video. L’idea fondamentale è che noi dobbiamo riattivare la filiera della birra».

Del gruppo di ricerca fanno parte anche il professor Quirico Migheli e i ricercatori Virgilio Balmas, Giacomo Zara, Annalisa Coi del Dipartimento di Agraria, per la parte economica Andrea Grimaldi e il dott. agronomo Antonio Demelas di Laore per la parte agronomica.

Microbeer è uno dei 10 Progetti Pilota di Trasferimento Tecnologico dell’Università di Sassari, finanziati con i fondi del Progetto INNOVA.RE (P.O.R. Sardegna 2007-2013). Si ringraziano il Brewshop iBeer di Piazza S. Caterina e Demartis snc.

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