Medico a Palmadula, Sardegna Vera a sostegno dei cittadini

I consiglieri regionali Azara, Arbau, Ledda e Perra preoccupati per l’imminente paventata chiusura del presidio. Michele Azara: «Sarebbe un fatto gravissimo che andrebbe ancora una volta a penalizzare un territorio decentrato rispetto alla città»

 

Palmadula2.jpgSassari. Oltre 1000 cittadini rischiano di perdere il loro diritto all’assistenza per via del pensionamento dell’attuale medico. Pare che la Asl non abbia pronto il sostituto e, cosa ancor più grave, non ci sarebbe l’intenzione di nominarne uno nell’immediato. «Questo come è facile comprendere – interviene Azara – sarebbe un fatto gravissimo che andrebbe ancora una volta a penalizzare un territorio decentrato rispetto alla città, che già per la sua posizione geografica subisce non pochi disagi». Disagi ai quali non si può aggiungere anche quello dell’assistenza medica (parrebbe comunque che qualcosa potrebbe sbloccarsi già lunedì prossimo: la Asl avrebbe trovato una soluzione, ndc).

«Non si può pensare neanche lontanamente – continua l’On. Azara – che dei pazienti debbano spostarsi dalle loro abitazioni per oltre 40 km per ricorrere alle cure mediche di cui necessitano, cure che spesso si rivelano urgenti, considerato che ad usufruire del medico di famiglia molto spesso i più numerosi sono gli anziani. E nella gran parte dei casi si rivolgono al medico per la prescrizione di medicinali che hanno bisogno di ricetta medica ogni 15 giorni». Se poi aggiungiamo che i mezzi per recarsi a Sassari non sono neppure dei più idonei siamo proprio al paradosso.

È questa la denuncia dei consiglieri regionali di Sardegna Vera, Michele Azara, Efisio Arbau, Gaetano Ledda e Raimondo Perra, che sottolineano la necessità di una risposta immediata in merito. «Chiediamo all’assessore della Sanità quali urgenti iniziative intenda intraprendere per garantire il diritto fondamentale alla salute assicurando l’assistenza medica locale nella frazione di Palmadula evitando ulteriori disagi che alimenterebbero paure di discriminazioni ed emarginazioni per chi occupa i territori lontani dal centro cittadino. Non è tollerabile che all’interno di uno stesso comune ci siano cittadini di serie A e altri di serie B».

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