Matrimoni, non più solo Palazzo Ducale

Il Consiglio comunale ha approvato il “Regolamento per la celebrazione del rito civile”. Astenuti i monogruppo. Il servizio di Canale 12

 

PalazzoDucaleSassari. Finora si andava avanti con un semplice disposizione interna. Adesso si potrà fare riferimento a un apposito regolamento, approvato giovedì scorso dal Consiglio comunale. Sposarsi con rito civile a Sassari adesso è ancora più facile e lo si potrà fare anche in altre strutture, oltre che in quella storica di Palazzo Ducale. Per il sì si sono espressi tutti i gruppi, tranne i consiglieri monogruppo che si sono astenuti (ma il voto poteva essere negativo, sancendo una rottura palese in maggioranza e portando definitivamente a galla un malessere presente da mesi).

«Si tratta di un regolamento nuovo – ha detto l’assessore agli Affati Generali Amalia Cherchi in Consiglio comunale – perché, sino a oggi, non esisteva niente di simile ma semplicemente una disposizione che indicava il luogo, il giorno e l’orario in cui si poteva celebrare il matrimonio. Una vera e propria novità che viene incontro alle esigenze che molti giovani desiderosi di sposarsi presentano agli uffici del Comune».

AmaliaCherchi
Amalia Cherchi

Un regolamento ormai necessario, con il quale dare risposte a chi chiede di potersi sposare in luoghi differenti dalla Sala Rina Sanna, al primo piano del palazzo comunale, dove ogni sabato mattina vengono celebrati i matrimoni.

Ancora da individuare nel dettaglio i siti alternativi a Palazzo Ducale e già anticipati, a titolo esemplificativo, alla Commissione Affari Generali in sede di illustrazione della pratica. Alcuni saranno in città: il parco di Monserrato, il Teatro Civico e il giardino dell’Archivio Storico Comunale in via dell’Insinuazione; a questi si angiungerebbero Porto Ferro e l’Argentiera. Novità anche per gli orari: in settimana dalle 11,30 alle 12,30, e dalle 16 alle 17 ma solo il martedì e il giovedì. Un’altra richiesta ricorrente era poter celebrare il sabato pomeriggio: d’ora in poi sarà possibile, con alcune differenze di orario a seconda della stagione (16-17 in autunno e inverno, 17-19 in primavera ed estate).

A parte la Sala Sanna, il cui utilizzo rimarrà gratuito, per gli altri siti saranno introdotte apposite tariffe, che verranno utilizzate per coprire i costi per il personale, la sorveglianza e la custodia (per il 40 per cento). Le entrate derivanti dalle tariffe saranno destinate al finanziamento delle spese connesse allo svolgimento della cerimonia e per incrementare le risorse del fondo per lo sviluppo delle risorse umane del comparto, per incentivare il personale direttamente impegnato nella celebrazione dei matrimoni.

L’Amministrazione comunale, inoltre, sta valutando una adeguata forma di garanzia degli spazi che si metteranno a disposizione. Ragion per cui il regolamento prevede che chi si sposerà sarà considerato direttamente responsabile di eventuali danni arrecati alla sede di celebrazione durante lo svolgimento della cerimonia. L’allestimento infine rimarrà a cura degli sposi, ma dovrà essere osservata una tipologia che sarà definita con un apposito provvedimento.

«Una scelta che potrà costituire un volano per il turismo e che dà finalmente tante risposte. Sappiamo che c’è un’economia intorno ai matrimoni», ha commentato durante la discussione il consigliere Simone Campus (Pd). Rassicurazioni sull’accessibilità dei luoghi prescelti a tutti gli utenti sono state richieste da Francesca Arcadu (Città Futura). (lufo)

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