Mario Ara eletto vicepresidente di Conflavoro Pmi nazionale

Nei giorni scorso l’assemblea nazionale a Lucca. Dell’organizzazione, nata nel 2010, fanno parte oltre 40mila imprese. In Sardegna opera da due anni

 

MunMarioAra.jpgSassari. Nell’assemblea nazionale di Lucca, il sassarese Mario Ara è stato eletto vicepresidente nazionale di Conflavoro Pmi, a dimostrazione dell’impegno profuso in questi anni per il lancio e la crescita dell’organizzazione a livello regionale. Confalvoro, la cui nascita è relativamente giovane – nel 2010 – ma che conta a livello nazionale ben oltre 40mila imprese iscritte, ha iniziato ad operare in Sardegna due anni fa in tutti i maggiori centri puntando sul sostegno ed i servizi alle imprese e relazionandosi proficuamente con tutti gli enti territoriali di riferimento. Con un unico obiettivo: individuare percorsi di crescita per le aziende.

«Siamo convinti che le nostre imprese – dice il neo vicepresidente Ara – abbiano le potenzialità per poter competere su tutti i mercati e molti settori rappresentino vere e proprie eccellenze. Sono queste le imprese da sostenere e valorizzare anche in un’ottica di internazionalizzazione. Certo, il periodo non è semplice, e la nostra Isola patisce i troppi ritardi infrastrutturali che non le consentono di essere competitiva, tuttavia anche le numerose criticità che passano per i trasporti o i costi energetici, devono continuare ad essere affrontate per trovare una soluzione». Criticità ma anche propositività. «Continuiamo a cercare soluzioni condivise – prosegue Mario Ara, che è anche presidente provinciale di Conflavoro – ad esempio sul fronte del credito e c’è la netta impressione che gli istituti siano più propositivi e disposti al dialogo nei confronti del sistema imprenditoriale. Ma è una strada difficile che noi non abbiamo intenzione di abbandonare, anzi».

Le eccellenze vanno tutelate e Conflavoro attraverso il Marchio Unico Nazionale, il MUN, ha attivato un percorso virtuoso di certificazione dei prodotti nazionali. La prova? La prima certificazione isolana, attribuita alle Tenute Delogu qualche giorno fa. E molti altri imprenditori interessati a qualificare le loro produzioni. «I nostri prodotti, italiani e isolani, sono un esempio di qualità e come tali devono essere tutelati attraverso percorsi e controlli che ne certifichino la filiera di produzione – aggiunge Ara – in questo senso il Marchio unico nazionale è un passo di grande importanza per garantire i consumi. Per tutelare non solo i produttori ma anche i consumatori che potranno essere informati sul percorso del prodotto che hanno scelto. Riteniamo che il mercato si possa conquistare e mantenere solo con controlli più efficaci e le giuste certificazioni di qualità legate alla produzione e alla trasformazione. Elementi caratterizzanti della tipicità e originalità proprie del vero Made in Italy».

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