L’Intergremio ribadisce: alla Faradda decoro e civiltà

«La nostra critica è espressamente rivolta verso le forme eccessive di contestazione e nei confronti delle manifestazioni di inciviltà che, ahinoi, talvolta si verificano»

 

FaraddaPartenza12Sassari. L’Intergremio ritorna sul tema dei comportamenti incresciosi tenuti da parte del pubblico alla Discesa dei Candelieri. Ecco la nota del presidente Salvatore Spada e del segretario Fabio Madau.

 

L’Intergremio Città di Sassari ha di recente inteso denunciare il diffondersi durante la Discesa dei Candelieri di comportamenti che stridono con il decoro che tale festa imporrebbe. Più che un appello ai partecipanti alla Festa – non erano queste le nostre intenzioni – si è voluto piuttosto prendere distanza da tali comportamenti e auspicare che in futuro – non solo, quindi, in questa edizione – si verifichino sempre meno episodi incresciosi. Sul tema, si è aperto un dibattito che salutiamo con molto favore. Il fatto che le posizioni emerse al riguardo siano plurime è indicatore che la materia è tutt’altro che definita. Alcune puntualizzazioni, però, riteniamo sia doveroso farle per meglio comprendere il senso autentico del nostro punto di vista.

Innanzitutto, buona parte della discussione si sta incanalando sulla questione dell’opportunità che si esprimano forme di dissenso verso il Sindaco e la municipalità. Qualcuno sostiene che anche questo tratto peculiare della festa appartenga ormai alla tradizione e che probabilmente di ciò l’Unesco ne ha tenuto conto in fase di stesura del parere positivo. Invitiamo i sostenitori di questa tesi a consultare la documentazione esaminata dall’Intergovernmental Committee dell’Unesco (scaricabile on line) e potrà essere chiaro che le valutazioni si sono basate su ben altri fattori identitari (markers) della Festa.

La nostra critica non è, comunque, nei confronti dei “fischi” in sé, ma è espressamente rivolta verso le forme eccessive di contestazione. In tanti hanno riportato un concetto che potremmo così riassumere “fischiare sì, ma senza trascendere”. Ecco, è nella trascendenza dal mero fischio che risiede la nostra critica. Inoltre, da alcuni siamo stati tacciati di complicità con l’amministrazione comunale. Forse sfugge un passaggio sulla questione, vale a dire che la presenza della municipalità alla Faradda è, da regolamento, non una “passerella” posticcia al corteo dei Candelieri, ma elemento costitutivo di essa. Non è certo nella piaggeria nei confronti dell’amministrazione comunale che vanno ricercate le fondamenta della nostra denuncia contro certi eccessi, quanto piuttosto nella volontà di tutelare la Discesa in ogni sua componente.

Ancora, il nostro comunicato voleva porre l’accento più che sui “fischi” sulle manifestazioni di inciviltà che, ahinoi, talvolta si verificano. D’accordo che gli episodi dello scorso anno possono essere stati singolari per gravità, però si assiste non di rado a comportamenti comunque irrispettosi lungo la processione.

Qualcuno ci ha fatto notare che il nostro è un punto di vista partigiano. Rispondiamo che lo è certamente, dato che i Gremi sono i soggetti che portano avanti tradizioni ultrasecolari ed è senz’altro interesse “di parte” che la Faradda si svolga secondo canoni di decoro e civiltà. Non ci arroghiamo ruoli privilegiati dentro la Discesa – è la città tutta che scioglie il voto all’Assunta la notte del 14 agosto – però almeno ci si riconosca il diritto di voler tutelare la Festa da degenerazioni che in parte inficiano la solennità e la bellezza dell’evento.

Forse la nostra comunità è stata nel corso del tempo troppo chiusa su se stessa. Oggi crediamo, invece, che sia doveroso aprirci alla città, attraverso azioni di divulgazione che possano contribuire a creare nuova conoscenza attorno ai Gremi e alla Faradda. La nostra posizione sul tema dei mal comportamenti si innesta in questo mutato scenario, consapevoli che si debba fare di più, non solo su questo aspetto, per meglio tutelare le nostre tradizioni e valorizzarne l’autenticità.

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