Pasquini: “Cerchiamo un lungo sul mercato ma non è facile”

Il General Manager della Dinamo è intervenuto in conferenza stampa per analizzare il momento difficile, fare chiarezza sulla situazione infortuni e spiegare le strategie della società

Il fatto che Federico Pasquini quando ci sia da mettere la faccia, ce la metta non si può negare e anche quest’anno, come era accaduto lo scorso anno, più o meno di questi tempi, i fatti si sono ripetuti.

Errori ne sono stati evidentemente commessi, questo accade da un paio d’anni, Pasquini si è assunto la propria parte di responsabilità, spiegando i fatti e le strategie societarie, facendo prima di tutto chiarezza (finalmente) sulla situazione infortuni.

” Partiamo dall’infermeria – ha esordito il DG, Sokolowski rientra oggi a Sassari dopo un mese di terapie particolari fatte in Polonia, i primi riscontri che abbiamo sono abbastanza positivi, rientrerà subito all’interno del gruppo, ma è chiaro che ci vorrà ancora del tempo prima di rivederlo in campo. Udom penso che nel giro di 20/25 giorni si aggregherà, mentre per Renfro la situazione è un pochino più complicata, prevediamo un suo rientro dopo la sosta per la Coppa Italia, quindi nella seconda metà di febbraio. Per questo motivo siamo alla ricerca di un cinque atletico sul mercato, che lo possa sostituire, ma in questo momento non ci sono giocatori che abbiano le caratteristiche globali necessarie. I pivot sono i più ricercati in questa fase. Non vogliamo e possiamo prendere un giocatore tanto per prendere, siamo rimasti scottati dall’esperienza dell’anno scorso con Smith, sapete tutti che ci andò malissimo, quest’anno non possiamo permettercelo. Sappiamo perfettamente che ci manca atletismo dentro l’area, abbiamo la disponibilità da parte del presidente per “fare la spesa”, stiamo lavorando e cercando sul mercato, ma ripeto ad oggi non c’è il giocatore adatto, questo non significa che non ci sia domani. Devo dire che siamo aperti, stiamo lavorando, stiamo facendo, sappiamo dove dobbiamo andare e che tipo di giocatore vogliamo perdere. Vedremo come si evolverà”.

Il discorso si è spostato poi su un’analisi a più ampio spettro: “Ci sono momenti in cui bisogna analizzare ciò che stiamo vivendo. Il campionato ha cambiato valori, basti pensare alle neopromosse di quest’anno, noi abbiamo fatto sempre bene esclusi gli ultimi due anni e mezzo. Io considero tre cicli. Travis Diener e l’entusiasmo per la serie A, la seconda fase l’Eurolega dove alzavi il telefono e ti dicevano tutti di si e la terza, ovvero la possibilità di avere giocatori italiani di assoluto livello come Polonara, Spissu e Vitali. Quest’anno abbiamo fatto un’ottima scelta di italiani, scelte che vengono fatte in condivisione con gli allenatori. Ora come ora è più che mai importante essere bravi a crearsi un gruppo italiano di un certo tipo, per poi incastrare i giocatori stranieri giusti, cosa non semplice. Perchè abbiamo preso un giocatore come Gazi? Dovevamo sostituire Soko e volevamo prendere un elemento con capacità difensive, attitudine a rimbalzo e capacità di palleggio, non volevamo rompere gli equilibri. Pensavamo che ci permettesse di coprire la falla rimbalzo in difesa, spostando Veronesi da quattro”.

“Credo che per quello che è il legame e la passione che abbiamo tutti – ha concluso il DG -, non riuscire a trasmettere emozioni, anche quando abbiamo vinto è la cosa che più dispiace. Ora ragioniamo sul fatto che è arrivato il momento di fare un tuffo in più e dare una gomitata in più sotto canestro, dove onestamente siamo ridicoli. La scelta di affidare a Bullo la squadra, nasce da attente riflessioni, lui è una brava persona e un bravo allenatore, abbiamo preferito non fare confusione, pensiamo che la squadra in questo momento abbia bisogno di qualcuno che la conosce”.

Aldo Gallizzi

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