Marco Spissu e i giovani della Torres
Il progetto ideato dalla Fondazione Sef Torres, ha visto il campione di basket Marco Spissu incontrare i ragazzi dell’Under 16 rossoblù allo stadio Vanni Sanna
Marco Spissu, idolo di tutti i tifosi di basket sassaresi e non solo, in questi giorni è a Sassari in occasione della pausa del campionato iberico di pallacanestro dove gioca, e questo pomeriggio nell’ambito del Progetto Sef Torres ideato dalla Fondazione Sef Torres ha incontrato i giovani dell’under 16 rossoblù.
Spissu, sassarese e con una impressionante carriera che lo ha visto indossare le prestigiose maglie di Virtus Bologna, Dinamo Sassari, Unics Kazan, Viola Reggio Calabria, Reyer Venezia e Saragozza, nonché della Nazionale Italiana, si è reso disponibile per raccontare le sue esperienze ai giovani calciatori.
All’incontro hanno partecipato anche il presidente del Club Stefano Udassi, il presidente della Fondazione Umberto Carboni, il Responsabile del Settore Giovanile Luca Raineri ed il Responsabile Comunicazione Filippo Migheli. Il tema dell’incontro si è focalizzato sul concetto di sacrificio e rinuncia nel mondo dello sport.
Le parole di Marco Spissu: “Sono cresciuto in un contesto molto positivo sia familiare che di amicizie. Questo mi ha aiutato molto nel portare avanti gli studi perché i miei genitori ci tenevano molto. Il mio sogno però è sempre stato quello di essere un giocatore di basket e quando mi chiedono se abbia mai pensato ad alternative ho sempre risposto di no. Era il mio sogno e ho fatto di tutto per diventare professionista. La chiave di tutto è l’umiltà ed essere forti di testa, imparare dagli errori e non essere mai soddisfatti. Non sono mai stato alto, palestrato, eppure allenandomi duramente ce l’ho fatta. La mia carriera non è sempre stata rose e fiori e agli inizi ho fatto diversa panchina e cambiato molte squadre prima di impormi. A Bologna, in una piazza storica del basket come quella della Virtus, mi sono guadagnato l’opportunità di giocare nell’elite della pallacanestro. Dopodiché è arrivata la Dinamo e lì ho realizzato un sogno. Un consiglio ai ragazzi? Durante una partita, quando le cose non vanno bene, pensare a tutti i sacrifici fatti. Non farsi condizionare dall’ambiente esterno, fischi o quant’altro. Il momento più difficile? Quando non ho passato le visite mediche a Malaga”.
Aldo Gallizzi






