La Torres femminile vuole fare lo scherzetto al Brescia
Le sassaresi nella tana della campionesse d’Italia a mente leggera e senza nulla da perdere

Chiamarla rivalità forse è un tantino eccessivo, soprattutto perchè confrontando le bacheche dei trofei delle due squadre viene onestamente un po’ da sorridere, ma qualcosa fra Brescia e Torres, c’è. Sarà forse per qualche episodio non troppo simpatico e qualche atteggiamento sopra le righe, verificatosi nel recente passato, (più fuori che dentro al campo) sarà perchè nello sport il fiato lo si deve utilizzare più per correre che per parlare. Fatto sta che quando si incontrano Torres e Brescia, la temperatura un pochino sale. In ogni caso, solo di recente queste due squadre e società, hanno iniziato ad affrontarsi nella massima categoria, perchè è di recente che il Brescia si è affacciato al calcio che conta, palcoscenico che la Torres calca invece da oltre 25 anni. Una rivalità sportiva comunque ben lontana, sia come valori che come spessore, da quella ad esempio con il Bardolino (ora Verona) insieme al quale la Torres ha scritto pagine indelebili e memorabili del calcio femminile tricolore. Una sana rivalità, quella col Verona, caratterizzata dal reciproco rispetto, sia nella vittoria che nella sconfitta, perchè è imparando a perdere che si impara a vincere e Torres e Verona hanno si vinto molto, ma anche subito cocenti delusioni, alternandosi al vertice del calcio femminile italiano negli ultimi dieci anni, affrontandosi senza esclusione di colpi, ma rispettandosi e mostrando sempre quella maturità e quell’equilibrio, sia nella vittoria che nella sconfitta, che fanno la differenza fra le grandi squadre e il resto.
Il Brescia, per il momento, non ha la storia del Verona e neanche quella della Torres, è una realtà emergente che con un bel progetto sviluppato anno dopo anno ha raggiunto l’obiettivo tricolore e si sta assestando ai vertici del movimento nazionale. Di questo va dato merito alla società che si è saputa muovere bene, sfruttando anche il calo fisiologico e il ricambio generazionale della Torres e la fase di ricostruzione del Verona, che ora però si è riportato ai vertici. Di vera rivalità col le bresciane dunque, si potrà forse parlare in futuro, sempre che nel frattempo la bacheca delle leonesse si rimpingui un pochino. Per il momento il tutto è circoscritto a un confronto interessante e di spessore, nel quale le bresciane, che sono seconde in classifica e puntano dichiaratamente a confermare il tricolore, partono favorite, sia per i valori e sia per il fattore campo favorevole. Ma attenzione a questa Torres, modellata da Mario Pompili sia tatticamente che caratterialmente, una squadra che gioca con entusiasmo e senza niente da perdere, una squadra in grado di fare lo scherzetto a chiunque. Negli ultimi confronti con le bresciane, la Torres era sempre partita leggermente favorita e quindi con maggiore pressione, una pressione che in un paio di circostanze aveva giocato brutti scherzi a Tona e compagne. Ora i ruoli si sono capovolti, il Brescia non può sbagliare, deve vincere a tutti i costi altrimenti rischia di dover mettere anzitempo nel cassetto i sogni di un bis tricolore; la Torres non ha questo genere di problemi, perchè non ha quest’anno le ambizioni del Brescia e può consentirsi qualunque risultato. In casa rossoblu c’è grande serenità e mister Pompili per la trasferta di domani (calcio d’inizio alle 14:30) dovrebbe recuperare le acciaccate Maglia e Charette, presentando così la squadra al gran completo. (Aldo Gallizzi)








