La lampada di San Francesco a Santa Maria di Betlem

Anche quest’anno il rito con la preghiera del sindaco di Sassari Nanni Campus. L’olio è stato offerto dal Gremio dei Contadini

Il sindaco Nanni Campus accende la lampada votiva

Sassari. Domenica 4 ottobre, nel giorno in cui si commemora il patrono d’Italia San Francesco d’Assisi, nella chiesa di Santa Maria di Betlem, da secoli casa a Sassari dei Frati Minori Conventuali, è stato rinnovato ancora una volta il rito dell’accensione della lampada votiva dei comuni d’Italia. È il sindaco che compie il gesto e recita l’invocazione a Frate Francesco per Sassari e tutta l’Italia. Un momento ancora più significativo nell’anno dell’emergenza del covid, che costringe a seguire anche in chiesa il protocollo sanitario previsto per queste occasioni. Posti contingentati, distanziamento fisico e mascherina obbligatoria, oltre al controllo della temperatura e gel all’ingresso per tutti.

Il rito dell’accensione della lampada si è svolto durante la messa, subito dopo la lettura del Vangelo. L’arcivescovo monsignor Gian Franco Saba ha benedetto l’olio, portato dal presidente del Gremio dei Contadini Nicola Sanna, che lo ha versato nella lampada votiva, accesa subito dopo dal sindaco Nanni Campus. Ogni anno l’olio viene offerto a turno da un gremio e questa volta è toccato appunto ai Contadini.

Hanno assistito i rappresentanti dei gremi, con Raimondo Rizzu per l’Intergremio, oltre alle autorità militari, all’Ordine di San Giovanni di Gerusalemme – Cavalieri di Malta OSJ e ai gruppi ecclesiali. I canti della liturgia sono stati curati dal coro Laudate et Benedicite guidato da Jana Bitti.

L’arcivescovo di Sassari Gian Franco Saba

Una giornata preceduta sabato ad Assisi dalla visita di Papa Francesco, che sull’altare della tomba di San Francesco, nella cripta della Basilica inferiore, ha presentato la sua terza enciclica, “Fratelli tutti”, sulla fraternità e l’amicizia sociale. Un evento ricordato nella sua omelia dall’arcivescovo Gian Franco Saba. «Francesco è divenuto la figura venerata non solo da noi cristiani, ma apprezzata anche da altre fedi, perché ha saputo cogliere l’essenziale della sapienza di Dio, ovvero che siamo figli di un unico padre. È stato un annunciatore del Vangelo. Oggi per noi è un modello, un fratello, un intercessore», ha detto monsignor Saba. «Ancora di più quest’anno, a causa dell’emergenza che stiamo vivendo, dobbiamo celebrare in unione di spirito, intercedendo Francesco come nostro patrono e che possa darci la possibilità di attraversare questo momento, non di tornare come prima, ma, come dice giustamente Papa Francesco, diversi e migliori di prima», aveva detto all’inizio della celebrazione il padre guardiano dei Frati Minori Conventuali Salvatore Sanna.

Il rituale dell’accensione della lampada votiva è avvenuto in contemporanea nelle città d’Italia. Ad Assisi nella Basilica di San Francesco è stata la sindaca di Ancora e presidente di Anci Marche Valeria Mancinelli, presente il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, ad accendere la lampada a nome delle Marche e di tutti i comuni italiani. La cerimonia qui si ripete dal 1939 con il primo cittadino del capoluogo di una regione scelta a turno a rappresentare l’intera nazione. Per tutto l’anno la fiamma della lampada resterà accesa davanti alla tomba del Santo Patrono d’Italia grazie all’olio offerto dagli abitanti di quella regione.

Luca Foddai

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