La Dinamo al completo è un’altra squadra
Bilan e Spissu i giocatori chiave, Bendzius letale, ottimo esordio di Katic. Il punto di Aldo Gallizzi

Nel giorno che doveva essere di Marco Belinelli, è toccato a Toni Katic da Macarsca Crozia, guadagnarsi la foto di copertina. È infatti lui l’uomo del giorno dopo la splendida vittoria della Dinamo sul campo della presuntuosa Virtus Bologna. Il play amico del Poz, arrivato a Sassari accompagnato dallo scetticismo generale dei tifosi, ha dimostrato di avere personalità e attributi, con alcune giocate nell’ultimo quarto sia in attacco che in difesa che hanno spento le velleità di Teodosic e compagni che si erano riportati a meno uno dopo essere stati sotto di 21 lunghezze nel secondo quarto. Parentesi Belinelli: il suo nuovo esordio nel campionato italiano aveva creato un tam tam mediatico degno di una finale Scudetto, tant’è che persino la RAI si era prodigata per poter trasmettere in diretta la partita. Tutti fregati, il nativo di San Giovanni in Persiceto è rimasto seduto in panchina, perché coach Djordjevic non lo ha considerato ancora pronto, con buona pace dei principi della correttezza della comunicazione giornalistica.
Guardando in casa biancoblu, che è ciò che più ci interessa, già detto di Katic e prima di parlare dei singoli, va fatta una considerazione generale. Coach Poz evidentemente non si stava arrampicando sugli specchi quando qualche settimana fa aveva sottolineato che il non allenarsi al completo e l’aver cambiato diverse volte assetto, avesse condizionato e rallentato la crescita del gruppo. Ieri ne è arrivata dimostrazione. La squadra nell’ultima settimana si è allenata al completo e i risultati si sono visti sul campo. Gli automatismi difensivi sono migliorati e l’attacco ne ha tratto beneficio. Disinnescare una Virtus Bologna, per quanto supponente e presuntuosa, non era comunque facile considerato l’enorme talento di alcuni suoi elementi e la Dinamo ci è riuscita alla grande, conducendo sostanzialmente dall’inizio alla fine e strameritando i due punti.
È stata una vittoria di squadra ed è la squadra che va lodata in blocco per l’atteggiamento avuto, ma è chiaro che all’interno di questo contesto si muovono i singoli. L’asse play pivot si è confermato imprescindibile. Spissu e Bilan sono il muro portante della costruzione. Spissu perché ormai ha raggiunto una consapevolezza totale dei suoi mezzi, segna, smazza assist, detta i ritmi. Bilan perché è un faro là sotto e quando coach Poz lo fa rifiatare, il confronto con il suo alter ego Tillman è impietoso. A proposito di quest’ultimo, la società lo sta giustamente proteggendo, gli sta dando tutto l’aiuto e il sostegno possibili, ma è chiaro che il tempo stia passando e non lo si possa aspettare all’infinito. Una citazione doverosa va fatta anche per il bombardiere lituano Bendzius, che si sta rivelando il vero colpo grosso della campagna acquisti estiva della Dinamo. Neanche il suo arrivo era stato accompagnato da squilli di tromba, perché quelli nell’immaginario collettivo si riservano ai giocatori americani atletici e spettacolari. Come poteva un “freddo” spilungone lituano scaldare i cuori dei tifosi? Ebbene, il buon Eimantas ci sta riuscendo a suon di triple e probabilmente il vero rammarico è quello di non poter applaudire lui e i suoi compagni dagli spalti del PalaSerradimigni. Maledetto Covid.
Aldo Gallizzi








