IX Premio Enoletterario Vermentino, vince Cristina Caboni

Con il romanzo "La ragazza senza radici", edito da Garzanti. Il Premio Narrativa Straniera alla francese Laure Gasparotto

Sabato Olbia ha ospitato al Museo Archeologico la cerimonia di premiazione della IX edizione del Premio Nazionale Enoletterario Vermentino, un evento che celebra il legame inscindibile tra il mondo del vino e la narrativa. La mattinata è stata condotta dall’attore e showman Neri Marcorè, che ha guidato il pubblico e i protagonisti attraverso un percorso fatto di dialoghi, letture e riconoscimenti.

L’evento si è aperto con un breve dialogo sul palco moderato da Marcorè, che ha accolto il presidente della Camera di Commercio di Sassari, Stefano Visconti, la vicesindaca e assessora alla Cultura del Comune di Olbia, Sabrina Serra (anche giurata del Premio), e il vicesindaco di Castelnuovo Magra, Luca Marchi.

«Il Premio Enoletterario Vermentino – ha detto Visconti – resta un elemento cardine non solo per lo sviluppo locale ma anche l’occasione per dimostrare quanto la cultura può essere importante e contribuire alla crescita di un territorio. Quest’anno la nona edizione ha dimostrato una volta di più quanto le case editrici e gli autori tengano a prendere parte al nostro evento. Non a caso l’interesse dopo nove anni è sempre crescente e la reputazione di questo premio è più che mai consolidata in ambito nazionale ed è pronta ad aprirsi anche a realtà editoriali straniere. Com’è stato dimostrato quest’anno».

La cerimonia ha preso il via con l’assegnazione delle Menzioni Speciali, introdotte da Luca Marchi insieme a Marco Piro, neopresidente del Consorzio di Tutela del Vermentino di Gallura DOCG. L’atmosfera è stata resa dinamica dal coinvolgimento degli studenti del Liceo Gramsci di Olbia, che hanno realizzato suggestivi video-booktrailer e curato le letture dei brani tratti dalle opere premiate. Le motivazioni delle menzioni sono state lette da Daniele Monachella. Le menzioni speciali sono andate a Enrico Beccastrini con “DOCG: di origine criminale garantita” (Carmignani Editrice) e a Clizia Fornasier con “Volevo sognarmi lontana” (HarperCollins). Un momento di grande impatto è stato l’assegnazione del “Premio Territorio” ex aequo a due volumi: Ludovica Elder con “I vestiti della domenica” (Piemme) e Franco Faggiani con “Basta un filo di vento” (Fazi editore). Questo riconoscimento è stato attribuito alle opere che si sono distinte per la capacità di valorizzare gli aspetti culturali, ambientali e i contesti regionali della Gallura attraverso l’espressione narrativa. A consegnare il premio è stata Sabrina Serra.

Una delle grandi novità di questa edizione è stata l’apertura alla narrativa edita straniera. A salire sul palco per l’assegnazione del Premio Narrativa Straniera 2025 sono stati Luca Ammirati (presidente del Comitato di sviluppo del Premio), Aldo Addis (vicepresidente dell’Ali – Associazione Librai Italiani) e Andrea Fattizzo della casa editrice Ampelos. Il premio è andato all’opera “Intrecci di vite. Elogio della caparbietà dei vignaioli”, scritto dall’autrice francese Laure Gasparotto in collaborazione con il compianto Alain Graillot (scomparso nel 2022). Laure Gasparotto è intervenuta in un interessante collegamento streaming. Luca Ammirati e Aldo Addis, hanno messo in luce il successo delle iniziative di promozione del Premio, come il Media Day di Milano e l’accordo con l’ALI che ha portato gli espositori dedicati ai volumi finalisti in cento librerie d’Italia, avvicinando lettori e appassionati a un’esperienza culturale che celebra le eccellenze del Paese.

Il momento culminante è arrivato con l’annuncio del vincitore del IX Premio Enoletterario Vermentino 2025: Cristina Caboni, sarda di Decimomannu, con il suo “La ragazza senza radici”, edito da Garzanti. Un romanzo ambientato nell’affascinante contesto della coltivazione della vite e della produzione del vino, che simboleggia in modo potente la necessità di affondare le radici per prosperare e di far decantare il passato per rivelare la verità. L’autrice esplora temi profondi come l’identità, la maternità, l’abbandono e la forza dei legami affettivi.

Maria Amelia Lai, presidente della Giuria Tecnica, ha svelato il nome della vincitrice dell’edizione di questa nona edizione: «Per un premio che anche in questa occasione ha dimostrato un grande valore umano e contenuti veri che interpretano al meglio lo spirito del “Vermentino”. Quelli che sono stati in grado di esprimere tutti gli autori anche in questa bellissima nona edizione, ancora una volta di ottimo livello».

In chiusura, Pietro Esposito, direttore dell’ente camerale, ha raggiunto il palco per il finale, ringraziando tutti i partecipanti e gli stakeholder per aver reso l’evento un successo che rafforza il binomio tra letteratura e mondo del Vermentino dando l’appuntamento alla prossima edizione: la decima.

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