Dal M5S sassarese un no all’inceneritore

Si chiede di fermare qualunque iniziativa prima dell’adeguamento del Piano Regionale dei Rifiuti alle reali esigenze del territorio. Occorre il pieno coinvolgimento delle amministrazioni locali

 

CinqueStelleGruppoConsiliareSassari. «L’Amministrazione comunale chieda al Presidente ed alla Giunta della Regione Autonoma della Sardegna di fermare qualunque iniziativa volta alla costruzione e potenziamento di nuovi inceneritori prima dell’adeguamento del Piano Regionale dei Rifiuti alle reali esigenze del territorio, che dovrà obbligatoriamente prevedere e privilegiare ogni nuova tecnologia utile al recupero e valorizzazione delle risorse dai rifiuti. Contestualmente si chiede il pieno coinvolgimento delle amministrazioni locali nella predisposizione e ratifica di progetti aventi ricadute importanti sulla salute e sugli assetti sociali ed economici dei propri territori». È questa la doppia proposta dei consiglieri comunali sassaresi del M5S Desirè Manca, Sofia Fiorillo, Maurilio Murru e Giuseppe Mascia, che hanno presentato un ordine del giorno.

«L’incenerimento dei rifiuti è considerata la tecnologia di gestione dei rifiuti che ha il più alto impatto ambientale, il maggior spreco di materiali riutilizzabili, i più alti costi di costruzione ed esercizio, i più lunghi tempi di messa in opera, il minor bisogno di manodopera. Secondo quanto sostenuto dall’Associazione Medici per l’Ambiente ISDE l’incenerimento dei rifiuti produce ceneri e fumi inquinanti contenenti polveri grossolane e fini costituite da nanoparticelle di sostanze chimiche quali metalli pesanti, idrocarburi, benzene, diossine e altre sostanze estremamente pericolose perché persistenti e accumulabili negli organismi viventi, la combustione trasforma anche i rifiuti relativamente innocui in composti tossici con gravi effetti sulla salute. Gli inceneritori sono considerati dalla normativa nazionale vigente fra le industrie più pericolose per la salute dei cittadini (art. 216, testo unico delle leggi sanitarie, pubblicato nella G.U. n. 220 del 20.09.1994, s.o. n.129) e pertanto vengono classificati come “impianti insalubri di I classe”. La diffusione degli inquinanti prodotti dagli inceneritori – in particolare PM 2.5 e particolato ultra-fine, diossine, furani, metalli pesanti – non conosce limiti geografici perché fortemente influenzata da fattori meteorologici e le particelle sono bioaccumulabili e si trasmettono per via alimentare», scrivono i quattro consiglieri-portavoce.

«Nel territorio del Comune di Sassari operano al momento diverse aziende agroalimentari che sicuramente mal si conciliano con un impianto di incenerimento. Le normative in materia di sicurezza alimentare sempre più stringenti potrebbero pregiudicare nell’immediato futuro il proseguo delle attività operanti sul territorio, che ricordiamo lavorano: latte, cereali, carni, formaggi, ortaggi», aggiungono Murru, Fiorillo, Mascia e Manca. «Si ritiene quanto meno inopportuna la scelta di penalizzare un territorio, che ha ben altre vocazioni, con un impianto che dovrà continuare l’attività di incenerimento per almeno altri vent’anni. Si richiamano l’ultima proposta di moratoria sulla costruzione e potenziamento di nuovi inceneritori, Proposta di legge n. 186, presentata dai Consiglieri regionali Cocco Daniele Secondo – Arbau – Usula – Anedda – Desini – Sale – Agus – Azara – Busia – Lai – Ledda – Manca Pier Mario – Perra – Pizzuto – Unali – Zedda Paolo Flavio, in data 19 febbraio 2015. È pertanto inderogabile il coinvolgimento e l’impegno diretto delle amministrazioni locali, in particolar modo a quelle che, come Sassari, si candidano alla guida di un’Area Vasta, nella revisione e messa a punto di un nuovo piano strategico di gestione dei rifiuti che ponga Sassari e la Sardegna all’avanguardia nel recupero virtuoso delle risorse dai rifiuti.

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