Dinamo, arriva la Virtus
Sfida di alto livello sabato alle 18 al PalaSerradimigni contro la corazzata bolognese, ma la Dinamo è in crescita e ci vuole provare

Ripartire dallo stesso atteggiamento messo in campo contro Trento per iniziare a spiegare le vele e prendere il giusto vento. La rima non è voluta ma fotografa in maniera piuttosto chiara il concetto di quello che è il pensiero comune in casa Dinamo alla vigilia del difficile match casalingo contro la Virtus Bologna, in programma sabato alle 18 al PalaSerradimigni.
La fase critica attraversata nelle scorse settimane, sembra essere ormai alle spalle, le problematiche emerse sono state affrontate, discusse e chiarite, i giocatori in ritardo di condizione si stanno rimettendo al passo, Nikolic ha una settimana in più di allenamenti sulle gambe e di conoscenza coi compagni, idem per Devecchi la cui condizione dopo il lungo stop e il rientro della scorsa settimana, sta crescendo. Ogni tessera del mosaico si sta lentamente mettendo a posto, con il solo Treier indisponibile (oltre ovviamente a Dowe) e per il quale si dovrà ancora avere pazienza prima di poterlo rivedere in campo. I progressi ci sono, il giocatore si sta allenando con grande impegno e voglia, ma l’infortunio al gomito è stato piuttosto serio, perciò i tempi di recupero sono comunque lunghi e al momento non ancora quantificabili.
La Virtus Bologna viene da una brillantissima affermazione in Eurolega sul campo del Real Madrid, in una partita nella quale ha messo in mostra tutto il suo potenziale fisico e tecnico. Non arriverà freschissima al match contro la Dinamo, ma ha un roster infinito, basti pensare che in coppa si è potuta permettere di far riposare giocatori come Belinelli e Mannion. Difficilmente sarà dunque la stanchezza fisica degli avversari la chiave per cercare di portare a casa la partita, più probabile casomai un rilassamento mentale.
< Affrontare Bologna deve essere uno stimolo perchè in questo momento è la squadra più forte del campionato – ha detto Ousmane Diop -, ci siamo allenati molto bene in settimana e ci concentreremo su noi stessi, sulle nostre cose. Come si fermano i lunghi di Bologna? son giocatori di Eurolega, sono fortissimi, hanno esperienza, non si può pensare di fermarli nei duelli singoli, ma con l’organizzazione di squadra. Per quanto mi riguarda devo dire che mi sento bene, sono mentalmente più sereno rispetto all’anno scorso, sto cercando di dare il massimo ogni giorno, sia in partita che in allenamento, non ho mai abbassato il mio livello di energia >.
< Giochiamo contro una squadra che ieri a Madrid ha fatto una partita molto buona – ha invece sottolineato il coach Piero Bucchi -, arriviamo a questa stimolante sfida dopo una buonissima settimana in palestra e credo che arriveremo pronti. Poi è chiaro che giochiamo contro una formazione forte, ma vogliamo partire dal fare una buona partita, sarà poi il campo a dirci se siamo stati abbastanza bravi per portarla a casa. Dalla partita contro Trento sono emerse indicazioni e segnali che fanno ben sperare, perchè abbiamo avuto ragione di una squadra molto solida e quadrata, è stato un ottimo banco di prova. Stiamo lavorando con assetti diversi anche per cercare gli equilibri giusti, considerando sempre i vari infortuni e i conseguenti cambiamenti a cui abbiamo dovuto far fronte. Siamo alla ricerca degli assetti migliori. Jones e Robinson ieri hanno praticamente chiuso il loro primo mese di lavoro. Robinson sta facendo buoni allenamenti, nel complesso sta crescendo, non è ancora al top, ma non vedo il problema se l’atteggiamento è quello che ha avuto domenica scorsa. Arriveranno i canestri e anche gli uno contro uno sino al ferro col crescere della sua condizione. Quanto ci manca il cambio di Bendzius? Tanto, un giocatore come Treier ci manca tanto, perchè nel roster non c’è un altro con quelle caratteristiche. Raspino lo ha sostituito numericamente e ci sta dando una grossa mano, ma ha caratteristiche differenti. Ho visto comunque buona disponibilità da parte di tutti e spero che la partita di domenica scorsa abbia indicato ai ragazzi quale sia la strada che dobbiamo percorrere tutti insieme. Non siamo ancora perfetti, ma se l’impegno sarà quello, da ora in poi ci potremmo togliere delle soddisfazioni >.
Aldo Gallizzi
In successione le interviste a Ousmane Diop e a coach Piero Bucchi, curate da Ico Ribichesu:








