Il Teatro Verdi diventerà “monumento nazionale”

La proposta di legge è già stata approvata dalla Camera. Il riconoscimento comprenderà La scala di Milano e il San Carlo di Napoli

Sassari. Il Teatro Verdi di Sassari è inserito nella lista delle strutture teatrali italiane che presto sanno dichiarate “monumento nazionale”. Il primo step del provvedimento è stato definito nei giorni scorsi con l’approvazione da parte della Camera di una proposta di legge che includerà nella lista 401 teatri italiani, tra cui La Scala e il Dal Verme di Milano, il San Carlo di Napoli e, in Sardegna, oltre al Verdi, il Teatro Civico sempre di Sassari, il Civico di Cagliari e quello di Alghero. Il testo è già stato trasmesso al Senato e verrà calendarizzato in commissione nelle prossime settimane.

Una notizia che arriva in occasione di un importante anniversario: i 140 anni della fondazione del Teatro Verdi. Era il 1884 quando un gruppo di cittadini decise di costruire a proprie spese l’allora Politeama per consentire ai tantissimi appassionati di poter assistere a concerti di musica classica e spettacoli di lirica. Una iniziativa che contribuì a rafforzare la presenza di Sassari nei circuiti culturali nazionali.

Stefano Mancini

«A rendere il riconoscimento ancora più prezioso – fa notare Stefano Mancini, direttore artistico della Cooperativa Teatro e/ o Musica che gestisce il teatro – non sono solo la longevità del Verdi e il suo valore storico, ma anche la vitalità e il rilievo che ancora oggi la struttura occupa nella vita culturale della città di cui è rimasto nel tempo un simbolico e amatissimo luogo di aggregazione».

A conferma della vitalità del Verdi è il successo della stagione concertistica appena conclusa, “I Grandi Interpreti della Musica”, che quest’anno ha avuto un’impennata con più di 400 abbonati e un totale di presenze, calcolando anche le matinée per le scuole, di 4.734 spettatori. «Da sempre – conclude Stefano Mancini – le nostre stagioni concertistiche sono connotate da una varietà di proposte musicali che propongono sia artisti internazionali dall’impostazione “tradizionale”, come in questa edizione è stato ad esempio il violoncellista Mischa Maisky e il violinista Boris Begelman ma cerchiamo sempre di inserire nella programmazione anche qualcosa di nuovo e originale». L’arpista Alexander Boldachev, per esempio, ha inserito nel suo programma brani rock e pop. Apprezzato da un pubblico generalista anche il racconto del duo Francesco Nicolosi e Stefano Valanzuolo che ha ripercorso la storia del pianista Wadysiaw Szpilman, resa celebre dal film “il pianista” di Roman Polański. Nell’ultimo appuntamento della stagione la Teatro Verdi Chamber Orchestra, diretta da Guglielmo De Stasio, ha divertito il pubblico degli abbonati, e una nutrita presenza di bambini, con un programma che ha proposto le musiche dei più recenti lungometraggi animati della Disney.

Il grande violinista Boris Begelman e il suo ensemble specialista in musica barocca su strumenti d’epoca

Una grande partecipazione confermata agli appuntamenti legati alla presentazione di musica pop-rock e per gli eventi pensati per evocare le atmosfere della programmazione storica del teatro, come “Il salotto culturale del Teatro Verdi” che propongono la formula che abbina l’esecuzione dei brani ad un dialogo diretto con il pubblico. Un altro elemento degno di nota è l’ampliamento del target di spettatori che include sempre più le nuove generazioni.

Infine, anche la cooperativa Teatro e/o Musica si appresta a celebrare un importante anniversario nel 2025 festeggerà i 50 anni di attività.

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