Il Noe di Sassari sequestra la discarica di Minciaredda
Sottoposta a sequestro anche la porzione dell’area del carbondotto nella zona industriale di Porto Torres. Il sindaco Wheeler: «Servono soluzioni pratiche e tempi certi»

Sassari. I Carabinieri del Noe di Sassari, dopo accertamenti tecnici e un’articolata indagine eseguita in stretta collaborazione con l’autorità giudiziaria di Sassari, hanno eseguito il sequestro preventivo disposto dal gip del Tribunale di due aree. La prima è la discarica abusiva denominata Minciaredda, vasta circa 35 ha, che si trova a Porto Torres nella zona industriale della Marinella e che è adibita a deposito di rifiuti speciali anche pericolosi di origine industriale, posta all’interno dell’area di proprietà della Syndial. La seconda area sottoposta a sequestro è la porzione del carbondotto, vasta circa due ettari, che confina con la discarica abusiva, di proprietà in parte della Syndial ed in parte della nuova società Fiume Santo s.p.a. (ex E.On s.p.a.), contaminata dalla migrazione di inquinanti provenienti dall’area di Minciaredda. Entrambe le aree insistono nel sito di bonifica di interesse nazionale delle aree industriali di Porto Torres.
Nell’area adibita a discarica non autorizzata, sottoposta a misura cautelare, venivano smaltiti rifiuti speciali industriali anche pericolosi derivanti dalle lavorazioni presenti all’interno del Polo Petrolchimico, privi di copertura e di alcuna opera di regimazione idraulica delle acque meteoriche e di percolazione, con conseguente elevata contaminazione delle acque sotterranee da alifatici clorurati, metalli pesanti, solventi aromatici, idrocarburi totali, per cui venivano contestate ai responsabili i reati di disastro ambientale e gestione di discarica non autorizzata, in quanto veniva accertato pericolo per la salute pubblica, per l’ambiente naturale e per l’incolumità pubblica.
Il commento di Sean Wheeler. Il sindaco di Porto Torres, Sean Wheeler, interviene in merito al sequestro della discarica di Minciaredda, avvenuto stamani da parte dei Noe, in esecuzione di un provvedimento di sequestro penale firmato dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Sassari. La notizia segue di qualche giorno quella sui sigilli alla discarica di palte fosfatiche nelle aree dell’ex stabilimento petrolchimico, sempre ad opera dei Noe. «Abbiamo piena fiducia nel lavoro che i carabinieri del Nucleo operativo ecologico e il Tribunale di Sassari stanno svolgendo nelle zone oggetto dell’inquinamento originato decenni fa. Ci auguriamo che dalla Conferenza di servizi in programma il 9 luglio emergano proposte utili per mettere in atto le reali attività di bonifica. Servono soluzioni pratiche e tempi certi per risolvere un grave problema rimasto tale per troppo tempo. È ora che il territorio venga perfettamente risanato e restituito ai cittadini».





