Il Corpo Forestale della Sardegna compie 180 anni
Oggi a Sassari le celebrazioni nella ricorrenza del patrono San Giovanni Gualberto. Todde: «Costituisce la spina dorsale della tutela ambientale nella nostra isola»
Questa mattina doppia cerimonia a Sassari in occasione dei 180 anni dalla fondazione dell’Amministrazione Forestale della Sardegna, in occasione della ricorrenza di San Giovanni Gualberto, patrono del Corpo Forestale. Si è iniziato nel duomo di San Nicola, con una funzione religiosa presieduta da monsignor Antonio Tamponi, amministratore diocesano, alla presenza della presidente della Regione Alessandra Todde, del vicesindaco Pierluigi Salis e delle autorità civili, militari e religiose, oltre a donne e uomini del Corpo Forestale e di Vigilanza Ambientale della Regione Sardegna. A seguire, nell’auditorium “Giovanni Paolo II”, si è tenuta la cerimonia civile, alla quale sono intervenuti il comandante del Corpo Forestale e di Vigilanza Ambientale, ingegner Gianluca Cocco, la presidente Alessandra Todde e altri rappresentanti istituzionali. Al termine sono stati consegnati gli encomi al personale del Corpo.

Nel suo intervento, la presidente Todde ha voluto esprimere il proprio ringraziamento al Corpo Forestale per l’impegno costante nella difesa del territorio e della sicurezza dei cittadini. «Oggi celebriamo i 180 anni di storia del Corpo Forestale sardo, una storia di coraggio, disciplina e amore per la nostra terra. Il Corpo Forestale rappresenta un’istituzione che incarna i valori più alti ed è un simbolo importante della nostra autonomia. Non è solo un presidio operativo, è la spina dorsale della tutela ambientale in Sardegna. Da chi combatte in prima linea contro gli incendi, a chi indaga sui reati ambientali, a chi si occupa di intervenire contro la speculazione energetica e l’abbandono dei rifiuti fino a chi lavora per prevenire e proteggere».
Un concetto ribadito poco prima dal comandante del Corpo, l’ingegner Gianluca Cocco. «Il Corpo Forestale rappresenta un presidio fondamentale di sicurezza, legalità e tutela ambientale per la Sardegna – ha detto Cocco –. Siamo l’unica presenza stabile in molti territori a rischio di spopolamento, nelle campagne, nei boschi, in montagna. Il nostro compito non è solo quello di spegnere incendi o reprimere reati, ma anche di costruire una cittadinanza consapevole, lavorando sulla prevenzione, sull’educazione ambientale e sulla formazione delle nuove generazioni. Oggi celebriamo 180 anni di storia e guardiamo al futuro con fiducia, pronti a rinnovarci per continuare a servire la nostra terra con professionalità e dedizione». Attualmente fanno parte del Corpo 1033 unità, con un totale di 1150 compresi i civili. Sono attivi alcuni concorsi, tra i quali quello dello scorso luglio per agenti, che consentiranno di avere presto nuovo personale.
Le celebrazioni hanno rappresentato un momento di riconoscimento e di gratitudine nei confronti di un Corpo che da 180 anni costituisce un presidio fondamentale per la tutela ambientale, la sicurezza e la legalità in Sardegna, mantenendo vivo lo spirito di servizio e dedizione che ne hanno accompagnato la storia sin dalle origini. Fu fondato come Amministrazione forestale dal re di Sardegna Carlo Alberto nel 1845, in applicazione delle Regie Patenti Albertine del 1844. Secondo lo Statuto Speciale Sardo le attribuzioni del Ministero dell’Agricoltura e delle Foreste sono esercitate dalla Regione. Per questo motivo mentre nelle altre regioni italiane nel 2017 il Corpo Forestale dello Stato è stato assorbito nell’Arma dei Carabinieri, in Sardegna questo non è avvenuto, restando ferme anche tutte le attribuzioni relative alla pubblica sicurezza e di polizia giudiziaria.
«Come presidente della Regione – ha concluso Alessandra Todde – ho l’onore e la responsabilità di essere il Capo del Corpo Forestale e di Vigilanza Ambientale della Sardegna. È un privilegio rappresentare donne e uomini che ogni giorno difendono il nostro patrimonio naturale e la sicurezza delle nostre comunità. A tutte e a tutti voi, va la gratitudine della Regione e dei cittadini sardi».









