Rinasce il cinema Astra. Un nuovo spazio per gli spettacoli a Sassari
Manca il collaudo finale ma la struttura è pronta. La sala accoglierà 361 posti, con camerini per gli artisti e strumentazioni all’avanguardia. Sopralluogo dei consiglieri comunali
Sassari. Un sopralluogo per verificare lo stato dei lavori. Il cineteatro Astra è finalmente pronto ma per la (ri)consegna agli spettatori sassaresi bisognerà ancora attendere. Questione di pochi mesi. Occorre completare il collaudo, già iniziato (è stato eseguito il precollaudo), ma soprattutto va installata una nuova cabina elettrica. La spesa aggiuntiva potrebbe essere intorno ai 140mila euro (compresi gli oneri di legge e l’iva) ed è già stato individuato il punto realizzarla, nel cortile interno, verso piazza d’Armi. Tutto il resto è pronto e funzionante. La capienza della sala è di 361 posti (260 in platea, il resto in galleria). Cinque i locali adibiti a camerini al piano terra (realizzati dove un tempo c’era uno storico bar); e poi un deposito, un’area presidiata con uno spazio per i vigili del fuoco che possono stare anche in biglietteria, un bar al primo piano, guardaroba e biglietteria nel foyer. Vicino alle scale di accesso, all’ultimo piano, è stata mantenuta una terrazza panoramica, mentre al primo piano sarà possibile allestire una galleria per mostre ed esposizioni. Il palcoscenico è ampio oltre 130 mq ed ha una superficie di legno (ma non è un parquet), sopra un solaio di cemento armato. Complessivamente il teatro occupa 1200 metri quadrati. Già eseguiti positivamente i primi test per gli impianti di climatizzazione, antiintrusione, rilevamento fumi e antincendio con manichette. Rimangono alcuni limiti strutturali, che non è stato possibile superare: l’edificio è infatti vincolato in quando costruito negli anni ’30 per la Gioventù Italiana del Littorio (diventata, al termine della guerra mondiale, Gioventù Italiana Centro Provinciale, come ricorda una scritta gigantesca sul muro esterno). E poi alcuni locali al piano terra ed il piazzale verso piazza d’Armi, rimasti di proprietà della Provincia.
Questa mattina (lunedì) i consiglieri comunali delle Commissioni Lavori Pubblici e Cultura hanno effettuato un sopralluogo, accompagnati dall’assessore ai Lavori Pubblici ed alle Manutenzioni Ottavio Sanna, dall’ingegner Ica Sanna del Comune (era invece assente la responsabile del procedimento l’architetto Roberta Omoboni), e dall’ingegner Luca Vargiu, per conto delle imprese che costituiscono l’ati aggiudicataria, formata da Vacomic e Cosaco (che gestiscono altri cantieri in città: la prima è di Cagliari e sta lavorando anche all’ex Mattatoio, mentre la seconda è di Oristano e sta intervenendo sulla Buddi Buddi nel tratto provinciale).
Nel Dopoguerra il cineteatro Astra passò ad un ente, di lì a poco soppresso. Palazzo Ducale diventò quindi proprietario del cinemateatro – affidato in gestione alla famiglia Guarino, titolare di tutti i cinema in città – e dei locali occupati fino a poco tempo fa dal bar; il restò andò alla Provincia, insieme al caseggiato a fianco che ospita tuttora alcuni istituti scolastici.
Negli anni il cinema fu riservato alle pellicole a luci rosse, tranne che per il periodo natalizio, quando, curiosamente, venivano proiettati i lungometraggi dei cartoni animati giapponesi, che ancora non venivano chiamati anime: tutti i bambini sassaresi di fine anni ’70 qui videro le versioni cinematografiche di Heidi e Goldrake, film ottenuti assemblando gli episodi delle serie trasmesse dalla Rai (con parecchi spezzoni inediti per la tv). Poi tra fine anni ’90 e nuovo millennio la chiusura.
Nel 2007 il bando per la ristrutturazione prevedeva un finanziamento complessivo di 5 milioni di euro, che con i ribassi d’asta diventarono 3 milioni e 600mila, finanziati nell’ambito del Pia SS04 della Regione. Il bando fu inizialmente vinto dalla Cavani, ma poi, dopo un ricorso al Tar, a fine 2008 subentrò l’ati tra Vacomic e Cosaco. Nel febbraio 2010 l’apertura del cantiere con l’avvio effettivo dei lavori nel luglio successivo. Da subito ci furono dei ritardi in corso d’opera. Innanzitutto si scoprì che i solai andavano consolidati e che bisognava intervenire anche sui pilastri, adesso rinforzati con travi in fibra di carbonio, mentre le travi di cemento armato dei solai sono state sostituite con l’acciaio. Rinforzati anche i muri portanti.
«È preferibile che ci sia un unico ente proprietario. Confidiamo che entro i primi del 2015 il cineteatro sia operativo, anche se abbiamo bisogno di un’area parcheggi e servizi. L’obiettivo è realizzare una cittadella del cinema e del teatro in piena città», spiega l’assessore Ottavio Sanna. La consegna del cantiere avverrà in queste settimane. In ritardo rispetto a quanto preannunciato dallo stesso assessore in Consiglio a settembre. «Si era parlato di fine ottobre. Ma a parte questo l’interrogativo riguarda la presenza di locali della Provincia a piano terra. È auspicabile che la struttura diventi un unico grande centro», dice Rosanna Arru (Sassari Progetto Comune).
Due i limiti della struttura, come hanno messo in evidenza diversi consiglieri. Innanzitutto i problemi di accesso per i disabili: si può entrare solo dal cortile interno e non dall’ingresso principale di corso Margherita di Savoia (la scalinata storica è vincolata dalla Soprintendenza); e poi i servizi igienici, presenti solo al secondo piano, raggiungibile anche con l’ascensore. Il secondo problema è la balaustra della galleria, troppo alta per la prima fila (la stessa cosa accade al nuovo Teatro Comunale di Cappuccini), da cui non si vede il palcoscenico.
«La sfida adesso è rendere fruibile la struttura, che non deve essere destinata esclusivamente a teatro e cinema, ma anche al contesto generale delle scuole. Deve cioè essere utilizzata a scopi didattici. Per questo sarebbe utile acquisire il piano terra adesso della Provincia, in modo che sia accessorio e complementare alla sala», è il commento del presidente della Commissione Lavori Pubblici Franco Era (Centro Democratico). Rimane invece ancora da definire l’aspetto della gestione del cineteatro Astra. «Mi sembrava giusto e opportuno che insieme all’assessore vedessimo lo stato dell’arte. È importante che si riesca a consegnare alla città un altro teatro. Abbiamo verificato che è strutturato molto bene e lo abbiamo trovato decisamente innovativo rispetto agli altri spazi già attivi. Faremo una seconda battuta con l’assessore alla Cultura Monica Spanedda», aggiunge la presidente della Commissione Cultura Carla Fundoni (Pd). Insieme alla I Commissione, presieduta da Lalla Careddu (Ora Sì), si lavorerà adesso alla predisposizione di un albo delle associazioni che operano nel settore dello spettacolo e della musica, oltre che dei servizi sociali. Il progetto è di pubblicarlo sul sito web del Comune (nel quale è presente comunque da tempo una lista di soggetti e di associazioni). (Luca Foddai)
Galleria fotografica







