Faradda, il Voto sciolto all’una di notte
Mezz’ora in meno rispetto al 2024, cercando di rispettare una ideale tabella oraria. I candelieri rimangono nel chiostro di Santa Maria fino all’Ottava del 22 agosto

Sassari. Una Faradda più veloce rispetto alle ultime edizioni (a 13 candelieri, ma anche a quelle precedenti con un numero inferiori di grandi ceri), mezz’ora in meno dello scorso anno. Il padre guardiano del convento francescano di Santa Maria di Betlem Salvatore Sanna ha proclamato “Il Voto è sciolto. A zent’anni!” all’una e tre minuti. Il cronoprogramma predisposto dal Comune e dall’Intergremio quest’anno è stato rispettato alla lettera. Si pensi che solo nel 2023 la conclusione della festa di Sassari, ovvero la cerimonia religiosa, era stata alle 02,50. Se per il 2024 si era parlato di una Discesa composta, stavolta è possibile parlare anche di un Faradda ordinata. E il giudizio dei cittadini sull’operato dell’Amministrazione comunale? Occorre ripetersi: solo applausi per il sindaco Giuseppe Mascia. E stavolta è ancora più significativo, perché il “tribunale del popolo” non era in luna di miele ad appena due mesi dall’insediamento. C’è un anno in più di governo della città, tutto il tempo per un primo giudizio.
Il padre guardiano Salvatore Sanna, come vuole la tradizione, ha accolto ciascun gremio nella piazza, affidando la candela all’obriere di candeliere (compito che può però essere delegato a un confratello frate minore conventuale), al quale spetta inserirle in uno dei due grandi candelabri collocati vicino all’Assunta, un retaggio, questo gesto, dell’antica cerimonia medioevale di origine pisana.
«Fratelli e sorelle, il Signore vi dia la pace! Siamo qui ancora una volta per sciogliere il Voto della nostra città alla Beata Vergine Assunta in cielo. Siamo qui perché certi che la speranza non delude. Questo ci ricorda il Giubileo che stiamo celebrando come chiesa. Nel cuore di ciascuna persona è racchiusa la speranza come desiderio e attesa di bene, pur non sapendo cosa il domani porterà con sé. La speranza cristiana non delude, perché nessuno potrà mai separarci da Dio. Speranza nutrita dall’amore e così ci permette di andare avanti nella vita, come diceva Papa Francesco nella bolla di indizione del Giubileo. È ancora vivo il ricordo e l’emozione di quanto vissuto lo scorso anno con l’incidente al candeliere del Falegnami. Noi tutti siamo qui questa notte e, come diceva Sant’Agostino, non si si vive senza queste tre propensioni di credere, sperare e amare. Vogliamo guardare al futuro con speranza, avendo una visione della vita carica di entusiasmo da trasmettere, che voi avete portato con la “danza” del candeliere. Nel mistero della pasqua di Maria, madre di Gesù e madre nostra, possiamo contemplare una donna vestita di sole, segno di consolazione e di speranza. La invochiamo ancora contro la peste, che oggi è anche la peste della guerra», le parole di padre Salvatore Sanna.
Per lo scioglimento del Voto e la recita della preghiera all’Assunta, padre Salvatore ha chiamato accanto a sé l’amministratore diocesano monsignor Antonio Tamponi, che ha impartito la benedizione solenne. «Il percorso della Faradda ci riporta a quello della vita. In Maria troviamo segno di consolazione e di speranza. Siate protagonisti di questo tempo», ha detto.
In conclusione, il coro “Laudate et benedicite” di Santa Maria, diretto da Jana Bitti, ha intonato il Salve Regina.
Due le bande musicali coinvolte, la Banda Città di Sassari sotto Palazzo di Città e in chiusura di corteo e la Banda “Luigi Canepa” che ha aperto la Discesa. Ospiti i rappresentanti di Nola e di Viterbo della Rete delle Feste delle Grandi macchine a Spalla, di cui fa parte Sassari.
I 13 candelieri erano partiti alle 17,57 da piazza Castello, un po’ in velocità, tanto che dopo appena un quarto d’ora i Piccapietre si stavano già affacciando all’incrocio con via Politeama, dopo Braccianti, Autoferrotranvieri, Macellai e Fabbri. Tantissimi gli applausi per i “balli” lungo il percorso e un pubblico che con il passare delle ore è cresciuto tantissimo, soprattutto nella parte finale di corso Vittorio Emanuele, in corso Vico, fino a piazza Santa Maria.
Alle 21,20, in linea con il 2024, il brindisi “A zent’anni!” con i Massai e subito dopo l’uscita da Palazzo di Città del sindaco e della Municipalità. Solo applausi, si diceva. E poi ancora manifestazioni di consenso lungo il percorso.
Addirittura prima delle 22 l’ingresso in piazza Santa Maria del primo candeliere, quello dei Braccianti. In lutto il gremio dei Piccapietre, che ha scelto di sfilare con compostezza, senza balli e in silenzio.
I candelieri sono stati inizialmente disposti nella porzione alta di piazza Santa Maria, subito dopo corso Vico, fino all’altezza del distributore di benzina. Rispettati i riti della consuetudine, anche il triplice inchino di fronte alla Vergine Dormiente. Al termine, i grandi ceri sono stati sistemati nel chiostro, dove rimarranno sino all’Ottava del 22 agosto.
Luca Foddai







