Il Cagliari tiene la Sardegna del calcio in serie A

I rossoblù del capo di sotto battono il Sassuolo e centrano la salvezza. Per Claudio Ranieri l’ennesima impresa con uno sguardo al futuro che lo dovrebbe comunque vedere ancora sulla panchina cagliaritana

Anche nella prossima stagione la Sardegna avrà la sua rappresentante nel massimo campionato di calcio. Battendo per 2-0 il Sassuolo il Cagliari ha infatti conquistato la salvezza matematica in un’annata nella quale per larghi tratti, veder giocare la squadra rossoblù non aveva trasmesso buone vibrazioni, dando anzi la sensazione di non avere sufficiente qualità e carica agonistica per la categoria e di essere destinata al ritorno immediato nella cadetteria. Ma con un timoniere come Claudio Ranieri non bisogna mai dare niente per scontato e dopo la “quasi” miracolosa promozione di 12 mesi fa, il tecnico di Testaccio ha compiuto un’altra impresa. Intendiamoci, anche lui è un uomo e non è stato esente da errori durante l’anno, ma alla resa dei conti ha avuto ancora una volta ragione e con i suoi modi, il suo calcio concreto e il suo carisma, ha portato la nave in porto, tirandola fuori da acque bruttissime nelle quali, sempre con lui al timone si era cacciata.

«Se il problema sono io mi faccio da parte», aveva detto lo scorso 10 febbraio nelle quattro mura dello spogliatoio, subito dopo la sconfitta casalinga per 3-1 con la Lazio. Dimissioni respinte dalla squadra, con in testa capitan Pavoletti e da li in avanti è stata tutta un’altra storia. Sono arrivati nell’ordine i pareggi sul campo dell’Udinese, l’1-1 casalingo col Napoli, le due vittorie consecutive con Empoli e Salernitana. La sconfitta si è ripresentata in maniera del tutto immeritata sul campo del Monza (0-1 con un eurogol di Daniel Maldini). Poi la striscia di quattro risultati utili consecutivi contro Verona, Atalanta, Inter e Juventus, sicuramente inaspettata e decisiva nell’accumulare punti per guadagnare quel margine necessario a giocarsi la volata finale con l’acqua non proprio alla gola, anche per via delle successive pesanti sconfitte con Genoa e Milan, inframmezzate dallo stentato pareggio casalingo in inferiorità numerica conquistato con il Lecce che stavano rimettendo tutto in discussione. Sino ad arrivare ad oggi, con un Mapei Stadium di Sassuolo invaso da migliaia di tifosi rossoblù che, hanno spinto al traguardo Ranieri e i suoi ragazzi.

Un’annata particolare, con tante difficoltà, errori e infortuni, salvata e rimessa in piedi dall’esperienza di Ranieri ma anche dagli innesti di Mina e Gaetano nel mercato di riparazione. Il saluto del tecnico sotto la curva rossoblù, con a fianco il presidente Giulini è stato un momento forte, nel quale si è celebrata l’unione fra tifosi, squadra e società. Ma a guardare bene l’espressione del volto di Sir Claudio, il commosso saluto a quella che può essere tranquillamente definita la sua gente, oltre ad avere un forte sapore di felicità e liberazione, ha trasmesso la sensazione di un retrogusto diverso, ovvero la possibilità che fosse un punto definitivo ad una storia iniziata nel 1988. Le energie spese, soprattutto a livello mentale, sono state tante, per un allenatore, ma soprattutto per un uomo di 72 anni che, già qualche mese fa aveva dichiarato che il Cagliari sarebbe stata l’ultima squadra di club che avrebbe allenato in carriera, lasciando uno spiraglio per un’eventuale chiamata di qualche Nazionale. Di sicuro Sir Claudio ha pensato a questa possibilità e nei prossimo giorni ci rifletterà ancora, ma alla fine l’entusiasmo e il fuoco dentro, che lui stesso ha dichiarato a fine gara di avere sempre, potrebbero far si che il matrimonio continui, per la gioia di società, tifosi e dell’intera Sardegna sportiva, felice di avere un uomo con qualità morali e forti valori come Claudio Ranieri, tra i suoi più autorevoli rappresentanti.

Aldo Gallizzi

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