Pronta la fregola biologica
Ricerca del Cnr di Sassari. La sperimentazione costituisce una terza via per gli agricoltori. Al via la produzione, basata sul grano duro “karalis”, adatto anche per malloreddus e altri tipi di pasta
Sassari. Nei giorni scorsi il Cnr, in località Baldinca, ha ospitato la presentazione dei risultati della ricerca portata avanti nella sede sassarese del Consiglio nazionale delle ricerche. La fregola bio, ottenuta grazie ad un progetto finanziato dalla Regione, si propone come sperimentazione applicata che può costituire una terza via di produzione di grano biologico per gli agricoltori isolani ma non solo. Finora infatti la scelta era limitata ad un sistema tradizionale a basso reddito e ad un altro più moderno che però, per ottenere rese elevate, deve pagare il conto del ricorso ai pesticidi chimici. Grazie alla sperimentazione finanziata con i fondi del PSR 2007/2013 (Asse 1 misura 124), è adesso possibile utilizzare le “precessioni” per ottenere ottimi raccolti in modo naturale, biologico e senza l’utilizzo di pesticidi chimici. Il risultato è una semola perfetta per la pasta e il pane: il grano sardo può essere così lavorato in autosufficienza, senza dovere per forza ricorrere ai grani duri importati e che sono in prevalenza OGM.
Il risultato della sperimentazione è stato applicato alla fregola sarda, prodotta da imprese isolane e utilizzata direttamente in cucina, coniugando le eccellenze gastronomiche alla materia prima locale. La ricerca illustrata presso il Cnr di Baldinca è stata così inserita nel progetto BIOFREGOLA. Per ottenere il prodotto si farà ricorso alle metodiche di coltivazione della specialità di grano duro sardo “Karalis”, che garantisce maggiori performance al momento dell’essicazione rispetto all’altra specialità, “Amsicora”. Il mercato è in costante espansione: quattro anni fa si consumavano mille quintali di biologico al mese; oggi si arriva al triplo. Fregola quindi, ma anche malloreddus ed altri tipi di pasta, rigorosamente bio e sardi doc.
La ricerca, come detto, è inserita in un progetto più ampio, che ha trovato il sostegno della Regione, tramite l’Argea, con i primi bandi rivolti non a singoli imprenditori ma a partnernariati. L’obiettivo rimane l’incremento occupazionale. Per questo si pensa di riprorre nuovi bandi, anche per fare in modo che le aziende sarde riescano a superare la diffidenza ad aggregarsi.
Alla presentazione sono intervenuti Gianni Re e Leonardo Sulas del Centro Nazionale delle Ricerche, Cristiano Sainas, titolare del pastificio artigianale “I Cagliaritani”, Salvatore Turra, titolare dell’omonima azienda agricola partner, e Gianluigi Deaddis che ha eseguito personalmente le lavorazioni in campo agricolo. Andrea Prato, della società di consulenza “Albatros”, ha illustrato le prospettive di mercato del nuovo prodotto. (lufo)




