A Tergu non si pagherà la Tasi

Il Consiglio comunale vota importanti provvedimenti, tra cui il bilancio, la Tari, il programma triennale delle opere pubbliche ed il regolamento sulla Iuc (imposta unica)

NostraSignoraTergu
La chiesa di Nostra Signora di Tergu

Tergu. Venerdì scorso il Consiglio comunale di Tergu ha approvato importanti provvedimenti su IUC (imposta unica comunale), IMU, TASI, TARI, programma triennale delle opere pubbliche, bilancio ed riconoscimento di debiti fuori bilancio.

Primo punto di discussione all’ordine del giorno, approvato all’unanimità, quello relativo all’approvazione del regolamento di disciplina dell’imposta unica comunale. La IUC (IMU, TASI E TARI) è stata introdotta con la legge di stabilità 2014, non un tributo di per sé ma un “contenitore” in cui si collocano i tre sopra citati tributi. Nel dettaglio, l’IMU è l’imposta municipale propria e la TASI è il tributo per i servizi indivisibili (luce, strade e manutenzione) che nella sostanza reintroduce, sotto altro nome, l’IMU sulle abitazioni principale e le altre fattispecie previste dalla legge. La TARI è invece il tributo pagato dal contribuente per le spese di raccolta, trasporto e conferimento dei rifiuti. Il decreto legge 201 del 2011 (art.13) ha introdotto la possibilità di concessione del beneficio per case che vengono concesse in uso gratuito a parenti (padre e madre a figli), purché non si abbia una rendita superiore a 500 euro. Sono inoltre definiti nel dettaglio i fabbricati per cui si può ridurre la base imponibile, per cui lesioni verticali, orizzontali e di altro tipo non siano sanabili con interventi di manutenzione ordinaria. La Giunta dovrà determinare i valori di mercato delle aree fabbricabili basandosi su determinati parametri, e in particolari situazioni si potrà deferire il pagamento di massimo 12 mesi. Una volta accertato il tributo con adesione, sarà può rateizzare il pagamento per importi superiori a 500 euro.

Per quanto riguarda l’IMU, in riferimento alle abitazioni principali, il sopra citato decreto esclude gli immobili classificati A1, A8 e A9, considerate case di lusso, mentre si applica il tributo di base dello 0,20 per cento (aliquota di base), per le seconde case invece si ragiona sullo 0,76, e sull’1,06 per le attività produttive. Confermata invece la detrazione di 200 euro per le abitazioni principali. Registrata l’astensione della minoranza, la proposta è passata a maggioranza dei presenti.

Sul fronte TASI, si conferma l’intenzione dell’Amministrazione del sindaco Gian Franco Satta di non voler appesantire ulteriormente il carico fiscale che grava sui cittadini. Per questo è stata impostata una politica di razionalizzazione delle spese che ha consentito di raggiungere l’importante obiettivo della non applicazione della TASI. Il Comune pagherà chiaramente allo Stato per questa scelta allo Stato, consistente nell’1 per 1000 del fondo di solidarietà. All’unanimità il Consiglio comunale ha deciso di non applicare l’imposta.

Il piano finanziario TARI si riferisce sempre all’anno precedente e, nello specifico, è riscontrabile una variazione. Nonostante il risultato eccellente riscontrato nel Comune di Tergu grazie alla responsabilizzazione e collaborazione dei cittadini, primi in Sardegna e terzi a livello nazionale nella raccolta differenziata rifiuti, si registra un aumento dovuto all’incremento dei costi di conferimento ed al fatto che in precedenza anche la FRIEL contribuiva all’abbattimento del suddetto costo del servizio. Il costo del servizio risulta quindi essere di complessivi 111.867,34 euro, il Comune interverrà per 38mila euro.

È stato inoltre approvato il programma triennale delle opere pubbliche che, per il 2014, prevede opere complessive per un valore complessivo di 3.675.929,54 euro.

Altro punto importante l’esame è l’approvazione bilancio. Non è stato però un bilancio di lacrime, piuttosto un bilancio figlio del lavoro e dell’impegno, un bilancio sudato con la consapevolezza di aver fatto tutto il possibile: i trasferimenti della Regione Sardegna sono passati da 636,890 euro del 2013 ai a 600,500 euro del 2014, mentre i trasferimenti dello Stato centrale hanno subito un decremento che dai 119,744 euro del 2013 li ha portati ai 85,891 euro del 2014. Le spese correnti del “Titolo I” sono passate da 3.145,358 del 2013 a 3,095,23 del 2014 (spese del personale, con il segretario che presta servizio presso l’Unione dei Comuni e il taglio dell’IRAP che passa dall’8,5 per cento al 2,5 per cento, da 51mila a 6,440 euro). Il bilancio sociale però conferma lo stesso stanziamento di risorse (43mila euro), i servizi a domanda individuale hanno una copertura del 27,83 per cento, si ritiene di proporre un costo di 2 euro al servizio prelievi. Da sottolineare le opere in conto capitale del “Titolo II”, che passano dai 790,400 euro del 2013 ai 1,037,409 euro del 2014. Da mettere in evidenza il fatto che lo Stato ha stimato un maggior gettito IMU (9,296 euro, voce di bilancio in “oneri straordinari per la gestione corrente”) e restituzione di tributi per 1,000 euro e 22mila euro di debiti fuori bilancio. Il bilancio ha fatto registrare il voto di astensione della minoranza, la proposta è passata a maggioranza dei presenti.

Infine, ultimo punto in discussione, si è votato all’unanimità il riconoscimento dei debiti fuori bilancio per complessivi 22.253,62 euro, riferiti alla sentenza di assoluzione dell’allora responsabile del servizio tecnico per la vicenda delle autorizzazioni al parco eolico nel Comune di Tergu e ad un risarcimento derivante da un incidente in moto nel centro urbano.

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