Gremio dei Fabbri, celebrata la Festa Maggiore

Al mattino l’Intregu tra l’obriere uscente Tore Ara e quello entrante Alessandro Sanna, in serata la processione

Sassari. Giovedì 1° dicembre nel duomo di San Nicola il Gremio dei Fabbri ha rinnovato la propria Festa Maggiore nel giorno dedicato al patrono Sant’Eligio (detto in sassarese Sant’Alò), al quale è dedicata la cappella in cattedrale. Qui, al termine della messa delle 11, durante la tradizionale cerimonia dell’Intregu nella cappella del santo, è avvenuto il passaggio della bandiera grande dal parajo (obriere) maggiore uscente Tore Ara a quello entrante Alessandro Sanna, alla sua prima esperienza con la bandiera grande. La santa messa è stata celebrata dal parroco di San Nicola, monsignor Marco Carta. L’animazione musicale è stata curata dal Coro di Nulvi diretto da Fabrizio Mangatia.

Nella serata del 1° dicembre si è svolta inoltre la tradizionale processione con partenza alle 19.30 dalla cattedrale. Il rito è ritornato dopo due anni di fermo conseguenza dello stato di emergenza da epidemia di Covid19. Alla presenza degli altri gremi cittadini (c’erano tutti), di alcune confraternite e del Gremio dei Fabbri di Alghero, il simulacro di Sant’Eligio è stato portato in processione lungo le vie del centro storico, seguendo un percorso inedito a causa dei lavori in corso in alcune strade, con ritorno a San Nicola. I passaggi musicali sono stati curati dalla Banda Musicale Luigi Canepa.

Le cariche per il 2022-23: obriere maggiore Alessandro Sanna; obriere di candeliere Gianfranco Poddighe; obriere di cappella Oreste Antignano; fisco maggiore Tore Ara.

Il Gremio dei Fabbri (e affini), in sassarese chiamati Li Frairaggi, è antichissimo e risale al Medioevo. Protagonisti dell’economia cittadina, la maestranza comprendeva anche orafi e argentieri. Dal 1515 la cappella del gremio si trova nel Duomo di San Nicola; in precedenza la sede era nella chiesetta-oratorio nell’area delle concerie intitolata al patrono Sant’Eligio, vescovo francese morto nel 660. Del 1521 sono i primi Statuti della confraternita, i più antichi tra quelli pervenuti dei gremi sassaresi. I Fabbri non scioglievano il Voto all’Assunta prima dell’ammissione del gremio nel 2007 alla Faradda del 14 agosto, anche se diversi documenti (in particolare del XVIII e del XX secolo) riportano tra le spese in bilancio quella per un candeliere.

Il candeliere del gremio dei Fabbri è di color rosso fuoco, elemento del lavoro. Benedetto dall’allora arcivescovo padre Paolo Atzei il 2 dicembre del 2006. È il quarto a partire da piazza Castello e il decimo a entrare a Santa Maria di Betlem.

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