Giunta comunale sassarese: e l’attesa continua…

Ancora non è arrivato l’accordo per gli assessori. Il sindaco Nicola Sanna continua il lavoro con il Pd e gli altri partiti della coalizione. Si attende anche la proclamazione dei consiglieri

 

ProclamazioneNicolaSanna4Sassari. Niente da fare: la nuova Giunta comunale ancora non è nata. Martedì sembrava il giorno decisivo. Ma così non è stato. E adesso? La risposta è una sola. Occorre attendere e capire se finalmente gli ultimi dubbi sono finalmente risolti.

La Giunta e gli assessori. Lo avevamo scritto già due giorni fa: l’accordo con Giacomo Spissu e Silvio Lai avrebbe portato alla definizione della Giunta. E che questo ancora non ci sia pare chiaro. In realtà qualcosa è avvenuto. Lunedì sera lo stesso Nicola Sanna era a Cagliari, in via Emilia, nella sede del Pd. Lì era convocata la riunione della direzione regionale con all’ordine del giorno l’illustrazione da parte dell’assessore agli Enti Locali Cristiano Erriu del progetto di riscrittura del sistema amministrativo della Sardegna: quattro province, quelle storiche richiamate dallo Statuto Speciale (che ha rango costituzionale) più Oristano, istituita nel 1974 con legge ordinaria del Parlamento, via le altre quattro, create con legge regionale. Gli enti provinciali però non avrebbero più il passaggio elettorale ma un vertice di secondo livello, scelto dai Comuni. E Sassari? Per la nuova Giunta qualche abboccamento con Spissu e Lai è abbastanza facile dire che ci sia stato. Tra l’altro, la riunione della direzione permetteva la presenza contemporanea anche del presidente del Consiglio regionale Gianfranco Ganau e dei consiglieri regionali, tra cui Salvatore Demontis, ma anche Gavino Manca e Luigi Lotto.

SalaConsigliocomunale2Ed ecco allora un possibile schema di Giunta. Innanzitutto il Pd. Cinque gli assessori per il partito maggiore. Innanzitutto Antonio Piu, che avrebbe anche il ruolo di vicesindaco, per la componente che fa riferimento a Salvatore Demontis, che si sarebbe così smarcato dal duo Lai-Spissu di cui era stato compagno di viaggio a sostegno di Angela Mameli alle Primarie. Poi Gianni Carbini (Manca-Dettori), a cui dovrebbe andare una delega importante; idem per Monica Spanedda (ex Progetto Sardegna e vicina al neosindaco algherese Mario Bruno), con un assessorato nuovo di zecca. Entrambi erano già nella Giunta Ganau, protagonisti alle primarie di aprile e legati a Nicola Sanna con un patto di ferro nato in occasione del ballottaggio vinto contro Angela Mameli, e gli altri due assessori, uno a testa per Silvio Lai e Giacomo Spissu (che dotrebbe avere proposto il nome di Fabio Pinna, dirigente provinciale del partito e a lui vicino fin dagli anni di Federazione Democratica; il nome che suggellerebbe l’accordo sarebbe comunque quello di Esmeralda Ughi). Per la componente del senatore e segretario regionale del Pd nei giorni scorsi si parlava (almeno fino a sabato scorso) di un ritorno in Giunta di Dolores Lai, che da un paio di mesi ha comunque un incarico di consulente giuridico della Presidenza del Consiglio regionale. Poi gli altri assessori: due per Sassari Bella Dentro, la lista civica di Nicola Sanna, con Alessio Marras, anche lui assessore uscente, e Grazia Manca. Un assessorato anche per l’altra civica, Ora Sì: Sanna avrebbe chiesto un nome femminile, per assicurare la quota di genere in Giunta, ma il candidato con maggiori possibilità sembra invece il capogruppo uscente Efreem Carta, rieletto il 25 maggio scorso insieme a Nanna Costa, la più votata, e Lalla Careddu. Rimane un assessorato, che dovrebbe essere assegnato al quarto partito della coalizione, l’Upc: non più però a Marilena Paulotto, che dopo i mugugni interni all’Unione Popolare Cristiana e resi poi pubblici su Facebook sarebbe stata messa da parte (e l’interessata non avrebbe affatto gradito il trattamento).

La proclamazione dei consiglieri. Un assessorato all’Upc sembra ormai certo. Anche perché per tutta la giornata di martedì è girata la voce, che non ha avuto nessuna conferma, che proprio al partito di Antonio Satta spetterebbe un secondo seggio. Riconteggi o, meglio, riletture dei verbali che potrebbero portare ad un Consiglio un po’ diverso rispetto a quello emerso all’indomani del voto. Quindi, oltre a Tonino Falchi (con un piede già fuori dalla maggioranza: una sua elezione a presidente dell’Assemblea è davvero lontana), l’Upc dovrebbe avere anche un posto per il capogruppo uscente Rino Tedde, che potrebbe a questo punto andare direttamente assessore e permettere l’ingresso in Consiglio di Cesco Scanu. Chi perderebbe però questo seggio? Forse lo stesso Pd (e allora rimarrebbe fuori Lisa Benvenuto, espressa dal gruppo di Salvatore Demontis) o semplicemente uno degli altri partiti del centrosinistra. Ma è in dubbio in realtà lo stesso numero totale dei consiglieri della coalizione di Nicola Sanna. Dalla settimana scorsa infatti è stata avanzata l’ipotesi che il sindaco non abbia superato la percentuale del 65 per cento: un verifica dei verbali avrebbe portato ad un ritocco verso il basso della cifra finale. Quindi non più 24 ma 22 consiglieri. Un’eventualità che comunque non ha trovato finora alcun riscontro a Palazzo Ducale e che potrebbe essere semplicemente frutto di un’errata lettura dei documenti di proclamazione del sindaco.

Qualcun altro invece dovrebbe vedere crescere il numero dei propri eletti. Per la coalizione di Nicola Lucchi i seggi sarebbero tre, non più due. Allo stesso Lucchi ed a Enrico Sini (Sassari è) si aggiungerebbe Peppino Palopoli, per i Riformatori, che martedì mattina ha dato la comunicazione della sua elezione direttamente su Facebook.

L’opposizione potrebbe crescere inoltre di due unità, ma per altri motivi. Il decano Tonino Falchi, quasi 80 anni e ancora tanta energia, si è già proposto, come detto, alla presidenza dell’Assemblea. Senza successo, finora. E lo scarso entusiasmo nei suoi confronti non gli è per niente piaciuto. La carica potrebbe andare allora a Ora Sì, che ha tre consiglieri, come Sassari Bella Dentro, e invece un solo probabile assessore contro i due dell’altra lista civica; oppure a uno degli altri partiti della coalizione. Per il Partito dei Sardi invece il posto in Giunta potrebbe sfumare definitivamente. L’unico consigliere eletto, Giancarlo Serra, ha già spiegato che se il coordinatore provinciale Ottavio Sanna sarà assessore lui lascerà immediatamente il partito. Molto probabile comunque che Serra rimanga in maggioranza, formalmente capogruppo per la lista in cui era candidato e con un ruolo importante magari in una delle Commissioni consiliari permanenti, che sono in tutto sei e che potrebbero vedere assegnate le presidenze ai partiti minori ed alle componenti del Pd sacrificate in Giunta. Gli assessori saranno in ogni caso sicuramente nove: il rischio di scontentare qualcuno è insomma dietro l’angolo.

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Un dato è finora certo: la proclamazione dei consiglieri eletti ancora non è arrivata. E meno male che stavolta (nel 2010 l’attesa superò i 20 giorni) sembrava tutto a posto.

Luca Foddai

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