Giovanni Andrea Zanon, a Sassari il grande violinista
Giovanissimo, appena 19 anni, è già una star e si appresta a conquistare le platee di tutto il mondo. È il “Genio del violino”. Ha eseguito il concerto di Max Bruch
Sassari. Un giorno non tanto lontano sarà una stella mondiale della musica. Sabato sera al Teatro Comunale di Sassari, per la stagione lirica e sinfonica dell’Ente Concerti Marialisa de Carolis, Giovanni Andrea Zanon, già chiamato “il genio del violino”, ha incantato il pubblico, che si aspettava l’esibizione di un grande virtuoso. E così è stato, anzi, molto di più. Ad appena 19 anni il fenomenale artista veneto affascina gli spettatori, letteralmente stregati dalla sua bravura.
Il concerto si è aperto con l’Orchestra dell’Ente Concerti, diretta da Giulio Plotino, che ha eseguito l’Ouverture dalle “Nozze di Figaro” di Wolfgang Amadeus Mozart. Una partitura eseguita con brio e velocità, come piace oggi. Subito dopo ecco la Sinfonia n. 4 in Si bemolle maggiore di Ludwig van Beethoven, uno dei capisaldi della musica classica. Applausi per una interpretazione nel solco dei grandi direttori, da Abbado a Karajan. Un Giulio Plotino che ha insomma confermato di saperci fare anche con la bacchetta, lui che è il violino principale “di spalla” dell’Orchestra sassarese.
La seconda parte del concerto è stata interamente dedicata a Zanon. Il giovanissimo violinista di Castelfranco Veneto è arrivato a Sassari dopo essersi esibito come solista in ben 170 concerti in giro per il mondo, dall’Italia agli Stati Uniti, dalla Svizzera alla Russia, dal Canada all’Austria e alla Germania.
Il concerto per violino e orchestra n. 1 in sol minore di Max Bruch, composizione della seconda metà dell’Ottocente che permette di esaltare le qualità virtuosistiche dell’interprete, ha fatto capire il grande livello del giovane violinista. Non solo un “enfant prodige”, ma la certezza che il prossimo futuro lo vedrà protagonista in tutto il mondo, magari con i Berliner. Gli applausi del pubblico hanno strappato due bis: l’Adagio dalla Sonata per violino solo n.1 in sol minore BWV 1001 di Johann Sebastian Bach e la trascrizione di “Meditation” dall’opera “Thaïs” di Jules Massenet.
A seguire il concerto erano presenti oltre cinquecento persone. Un numero non piccolo ma che poteva essere ben più consistente. Sassari non ha ancora la cultura della musica sinfonica. Eppure l’evento di sabato era più di un normale concerto. Peccato insomma per chi era assente. E un plauso all’Ente Concerti, che sta proponendo una stagione di grande livello, con due opere, Turandot e Barbiere di Siviglia che hanno convinto sotto tutti gli aspetti e con una serata dedicata alla musica sinfonica che è già una pietra miliare degli spettacoli sassaresi. (lufo)








