Giorgetti: «Alla Sardegna serve un nuovo grande progetto di rilancio»
No però a finanziamenti senza programmazione. A Sassari il ministro dell’Economia e delle Finanze per una iniziativa elettorale promossa dalla Lega

Sassari. Il ministro dell’Economia e delle Finanze Giancarlo Giorgetti era domenica sera a Sassari per una iniziativa organizzata dalla Lega, partito di cui è vicesegretario federale. L’incontro, organizzato nella sala conferenze del Villino Ricci in viale Dante, era inserito nel calendario degli eventi della campagna elettorale per il rinnovo del Consiglio regionale sardo, il prossimo 25 febbraio. In prima fila i candidati della Lega per la circoscrizione di Sassari. Ma Giorgetti è soprattutto il ministro dell’Economia: in sala c’erano così anche i rappresentanti regionali di Confcommercio, Cisl e altre organizzazioni, oltre all’assessore della Sanità Carlo Doria. A introdurre l’intervento del ministro è stato Michele Pais, coordinatore regionale del partito, che ha accolto l’esponente del Governo insieme al coordinatore provinciale Vincenzo Corrias. «La Sardegna ha il diritto di vivere tutto l’anno, non solo in estate. E di avere gli stessi diritti delle altre regioni», ha ricordato Pais. I temi dell’incontro, richiamati anche su sollecitazione dei tanti che hanno rivolto domande al ministro, sono stati quelli ormai consolidati dei trasporti e dell’arretratezza infrastrutturale, oltre alla servitù energetica, di grande attualità dopo il passaggio di proprietà nei giorni scorsi della Saras di Sarroch, la più grande raffineria del Mediterraneo, ceduta dalla famiglia Moratti. «Sono testimone che dal Governo in questo anno e mezzo dall’insediamento, c’è stata un’attenzione diversa. È importante allora capire le prospettive per l’Italia e la Sardegna».
«Come sapete, sono abituato a fare discorsi di verità e a dire cose reali», ha esordito Giancarlo Giorgetti. «L’Italia è un Paese con un alto debito pubblico. Che sarebbe anche una cosa tollerabile o gestibile se avesse un’economia in crescita. Secondo gli economisti un Paese cresce se aumenta il Pil. In realtà questo non basta. Cresce quando nascono bambini, oltre ad altri fattori. E capite bene con l’invecchiamento della popolazione quali problemi avremo. Noi stiamo cercando di mettere in chiaro alcuni concetti. Con la legge di bilancio abbiamo cercato di aiutare le famiglie con figli affinché fosse rimosso il limite economico rispetto ad averne o meno».

Ma oltre al contrasto all’inverno demografico, per far ripartire bene l’economia va premiato chi investe rispetto a chi viene mantenuto dallo Stato. «Bisogna cercare di selezionare interventi solo a favore di chi ha reale bisogno e spronare chi può a diventare direttamente imprenditore. E a chi accetta la sfida dobbiamo dare un sistema fiscale che sia facile da capire e che miri ad agevolare attività di impresa», ha spiegato Giorgetti.
Venendo alla Sardegna c’è la necessita di coniugare il presente con il futuro. Bisogna garantire infrastrutture minime e collegamenti efficienti. «Qualche progresso è stato fatto. Mi rendo conto che c’è però una cosa che non possiamo fallire: l’appuntamento con il Pnrr. In Sardegna sta andando un po’ meglio rispetto ad altre regioni – ha messo in evidenza il ministro dell’Economia –. Un conto però è fare regolamenti sul Pnrr e avviare le procedure di appalto. Altro discorso è fare bene le opere. Entro giugno 2026 devono essere finite».
Ci sono, come detto, anche altri temi, come istruzione, educazione, assistenza e sanità. «Ho sempre dato una mano a risolvere i problemi della Sardegna quando mi avete chiamato. Penso però che il nuovo Consiglio regionale e il nuovo presidente non si debbano limitare a giocare in difesa. Occorre andare all’attacco e risvegliare l’orgoglio dei sardi, altrimenti ci si limita a tappare i buchi. Bisogna diventare quindi imprenditori politici. Se aspettiamo che qualcuno venga ad aiutarci a risolvere i problemi non andremo molto avanti», ha proseguito Giorgetti, che ha voluto ringraziare chi ha accettato di candidarsi. «Oggi fare politica non è una cosa piacevole. E per me c’è sempre un dovere superiore, saper dire di no. Se dicessi di sì a tutti lo Stato andrebbe in default in tempi brevi».
Altro tema l’autonomia differenziata. «Il discorso è capire che bisogna avere idee chiare a casa nostra», ha ripreso il ministro. Ecco allora che per la Sardegna serve un nuovo grande progetto di rilancio. E sulla base di questo chiedere risorse. Con il Pnrr sta accadendo il contrario: sono arrivati i fondi e solo dopo si è dovuto procedere a individuare i progetti da finanziare. «Il principio fondamentale è premiare chi fa. La Sardegna non ha avuto il tempo di programmare. Occorre pensare invece ai nostri nipoti, neanche ai nostri figli», ha detto ancora Giancarlo Giorgetti.
E le elezioni regionali? Poche e sintetiche parole. Il centrodestra vincerà. «Partendo dal concetto di autonomia che qui dovrebbe essere di casa, sono convinto che si possa fare bene. Soprattutto di concerto con il Governo nazionale, che sarà omogeneo con quello sardo. Noi della Lega possiamo garantire una attenzione particolare alle richieste che arriveranno dalla Sardegna».
Luca Foddai







