Già al 60 per cento i lavori di riqualificazione dell’ex Hotel Turritania

Il Comune sta realizzando 18 appartamenti che saranno affittati a prezzi calmierati a chi non si può permettere il canone di mercato

Sassari. La fase esecutiva dell’intervento era iniziata il 18 aprile del 2024. L’impresa “Dott. Mario Ticca” srl a oggi ha realizzato circa il 60 per cento dei lavori previsti, come da programma. Sono state così eseguite le demolizioni e ricostruzioni dei solai ammalorati, realizzati i massetti di pavimento, le partizioni interne degli alloggi e degli ambienti destinati ai servizi locali urbani, il vano dell’ascensore, la predisposizione degli impianti e si sta procedendo all’installazione degli infissi esterni. La fine dei lavori è prevista entro dicembre 2025, in tempo utile per terminare le operazioni di collaudo e consegnare l’opera nei tempi previsti dal Pnrr, nell’ambito del programma innovativo “Qualità dell’abitare”. Il termine ultimo per la consegna delle opere collaudate è infatti il marzo 2026: quindi tra dicembre e marzo ci saranno tre mesi a disposizione per il collaudo e le altre operazioni.

«Il futuro di questa struttura ci attendiamo sia roseo, con 18 appartamenti che saranno consegnati come housing sociale e servizi locali urbani (Slu) che garantiranno servizi al cittadino e anche ai condomini. Con l’housing house permette a coloro che sono collocati nella “fascia grigia”, ovvero non possono aspirare a una casa popolare ma al tempo stesso non si possono permettere un affitto ai costi del mercato. Si dà a costoro la possibilità di accedere a un affitto calmierato. Non saranno esclusivamente ai residenti del centro storico. Speriamo al contrario di attirare residenti in altri quartieri, in modo di dare origine a quella mixitè sociale a cui teniamo, un concetto legato ai temi della città contemporanea e in particolare all’inclusione sociale», ha dichiarato l’assessora comunale al Patrimonio e alle Politiche della casa Patrizia Mercùri. «L’intervento è inoltre particolare perché per la prima volta si lavora con immobili che appartengono esclusivamente all’Amministrazione comunale. Ci sono altri esempi in Italia, in genere contratti tra pubblico e privato. In questo caso inoltre è tutto del Comune».

La Commissione Bilancio e Patrimonio del Consiglio comunale, presieduta da Antonio Paoni (Pd), ieri mattina, ha compiuto un sopralluogo, presente, oltre all’assessora, anche l’architetto Alessandra Bertulu (Rup, responsabile unico del progetto): «Abbiamo già realizzato la partizione dei 18 appartamenti che troveranno qui collocazione, suddivisi in quattro bilocali, dieci trilocali e quattro quadrilocali, progettati con criteri di alta efficienza energetica, abitabilità e con criteri moderni di distribuzione degli spazi», ha spiegato. Un edificio per anni abbandonato al degrado verrà così definitivamente recuperato. Non dimenticando che la Soprintendenza ha sempre detto no al suo abbattimento: i primi due piani sono infatti un esempio di architettura “brutalista” della fine degli anni ’40, su progetto dell’architetto Vico Mossa. Impensabile inoltre ripristinare la vecchia strada regia, come da più parti era stato proposto, per il banale motivo che la sottostante ferrovia non è allo stesso livello della strada e risulterebbe impossibile abbassare il livello delle linee ferroviarie (la sopraelevazione è invece già presente di fronte a corso Trinità).

La fase esecutiva vera e propria, già dall’avvio del cantiere, non ha subito ritardi, anche grazie alle attività preparatorie durante le quali l’edificio è stato liberato dai rifiuti che per anni lo hanno eletto a simbolo di degrado, sfruttando i tempi di legge necessari al rilascio delle autorizzazioni da altri Enti come il nulla-osta della Soprintendenza.

Infatti, preventivamente all’accantieramento, per ottimizzare i tempi, è stato affidato il servizio di rimozione dei rifiuti e bonifiche alla ditta “E’ ambiente” srl di Porto Torres, che ha portato allo smaltimento di 41 tonnellate rifiuti oltre a 600 chili di guano.

L’assessora Patrizia Mercùri

Il cantiere ha superato una fase delicata delle demolizioni di tutte le strutture rovinate, a causa della vetustà e degli agenti atmosferici che in questi anni hanno imperversato, insieme agli atti vandalici all’interno della struttura. Le demolizioni, attuate secondo un apposito piano elaborato dall’impresa esecutrice, sono state precedute da attente verifiche delle condizioni di conservazione e di stabilità delle varie strutture da eliminare e, all’esito di tali approfondimenti, eseguite le opere di rafforzamento e puntellamento necessarie a evitare che, durante la demolizione, si potessero verificare crolli.

Gli interventi di demolizione, che hanno coinvolto la quasi totalità dei solai compreso quello di copertura, sono stati eseguiti rimuovendo le parti con cui ciascuna struttura è costituita, procedendo nell’ordine inverso a quello seguito nella costruzione: sono così intervenute condizioni di equilibrio analoghe a quelle che caratterizzano il sistema durante la costruzione, per cui è stato necessario l’impiego di uguali opere provvisionali di puntellatura.

Successivamente sono state consolidate le volte a crociera del piano seminterrato e realizzati i nuovi solai dei piani superiori, procedendo per “sezioni verticali”, con un’attenzione sempre costante alla sicurezza del cantiere e dei lavoratori impiegati.

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