“Frida” di Eva Duda lunedì a Sassari

Alle 20,30 al Teatro Comunale nuovo appuntamento con “La Grande Danza” del circuito CeDAC

Sassari. Viaggio nella storia e nella cultura del Novecento con “Frida”, una creazione originale della pluripremiata coreografa e regista ungherese Eva Duda, ispirata alla vita e alle opere della celebre pittrice messicana, con musiche di Izsák Farkas e Tibor Molnár, costumi di Kató Huszár e Julcsi Kiss, disegno luci di József Pető e video mapping a cura di Gábor Karcis e Mátyás Fekete, produzione Eva Duda Dance Company, in cartellone lunedì 7 aprile alle 20,30 al Teatro Comunale di Sassari sotto le insegne della Stagione 2024-2025 de La Grande Danza organizzata dal CeDAC / Circuito Multidisciplinare dello Spettacolo dal Vivo in Sardegna con il patrocinio e il sostegno del MiC / Ministero della Cultura, della Regione Autonoma della Sardegna, del Comune di Cagliari e del Comune di Sassari e con il contributo della Fondazione di Sardegna.

Riflettori puntati su due straordinari interpreti, la danzatrice italiana (di origini sarde) Eleonora Accalai nel ruolo della protagonista accanto a Zoltán Csere, nel ruolo del grande pittore e muralista Diego Rivera, suo maestro e mentore, marito e amante, in una liaison appassionata tra tradimenti e riconciliazioni, accanto ai ballerini della Eva Duda Dance Company (Vera Bundschuh, Noémi Pataki, Eszter Lajter e Zsófia Temesvári, Kristóf Deák, Dominik Gyugos, Mátyás Kovács, Máté Váth e Konstantinos Charalampous) per un intrigante racconto per quadri in cui episodi dell’esistenza travagliata di Frida Kahlo si intrecciano all’iconografia dei suoi dipinti, intrisi di simboli e temi della tradizione messicana e riferimenti autobiografici, trasfigurati con una cifra peculiare e inconfondibile, in un potente realismo magico.

Tra virtuosistici assoli e raffinate geometrie di corpi in movimento, “Frida” di Eva Duda rappresenta un inedito ritratto dell’artista messicana, icona del Ventesimo Secolo: donna moderna e emancipata, libera e trasgressiva, e insieme colta e intelligente, brillante e riflessiva, coraggiosa e determinata, immersa nella vivace temperie della capitale del Paese del Centro America ma anche capace di ammaliare la critica e il pubblico d’oltre oceano. Una pittrice dotata di un immenso talento e di una spiccata personalità, in cui l’impegno politico e lo spirito rivoluzionario si fondono a una ricca interiorità, segnata dal terribile incidente e dalle tragedie familiari, le cui opere riflettono la sua personale evoluzione (e situazione) come la serie di autoritratti, che si arricchiscono via via di elementi, con declinazioni sempre nuove e interessanti, divenendo una sorta di specchio dell’anima.

In un felice intreccio tra danza e teatro, musica e arti visive, attraverso l’uso delle nuove tecnologie, “Frida” propone un itinerario in «un mondo onirico» dove vita e arte si mescolano: Eva Duda mette l’accento sulle sfide che una donna e un’artista di forte temperamento come Frida Kahlo ha saputo affrontare e superare, e insieme sulla dimensione psichica delle sue opere, che sembrano trarre nutrimento dall’inconscio e insieme da una memoria ancestrale, dalle radici di una civiltà antichissima reinterpretata in chiave moderna. «Quello che viene mostrato non è la vita di Frida Kahlo, ma una visione teatrale di un mondo sensibile e pieno di colore, ispirato al percorso di vita dell’artista – si legge nella presentazione –. Frida è un’artista conosciuta in tutto il mondo, e questo lavoro permette, per chi la ama, di vedere la sua arte e la sua vita in una nuova prospettiva… Lo spettacolo, con un punto di vista contemporaneo, ci immerge nel Messico profondo, nella terra natale di Frida, con le sue sorprese e rivelazioni, mettendo una veste nuova alle emozioni e passioni che segnarono la sua vita».

“Frida” trasporta sulla scena le visioni fantastiche e quasi surreali della pittrice messicana, insieme alle atmosfere e ai colori del Centro America, indaga seguendo il filo dei pensieri e dei ricordi, delle sensazioni e delle emozioni di un’artista e una donna straordinaria e indimenticabile, affascinante e enigmatica. Un’opera multimediale di forte impatto, firmata da una delle artiste contemporanee più interessanti del panorama europeo e internazionale: Eva Duda, classe 1977, originaria di Szeged (Ungheria), laureata all’Università della Danza di Budapest e perfezionatasi in regia all’Università di Marosvásárhely, ha iniziato la carriera a ventitré anni creando le sue prime coreografie e cimentandosi con il teatro musicale, per poi collaborare con varie istituzioni e compagnie europee, in Austria, Germania, Repubblica Ceca, Romania e Polonia, alternando l’attività artistica e l’insegnamento universitario, prima di fondare la Eva Duda Dance Company. Tra le sue creazioni, “Lunatika” (Premio Lábán Rudolf), “Faun”, “Overdose”, “Virtus” e “Frida”. Artista eclettica amante della sperimentazione, la coreografa ungherese spazia tra danza contemporanea, produzioni operistiche e musicals, teatro sperimentale, films e video musicali, accostando differenti linguaggi e attingendo alle tecniche del nouveau cirque come alle danze urbane e popolari: «sensibilità, energie nuove e potenti e grandi qualità fisiche caratterizzano il suo lavoro, dandogli un carattere unico e particolare».

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