Alessandra Todde: «Sono orgogliosa di essere la prima donna presidente della Sardegna»
Prima conferenza stampa della nuova governatrice. «Vorremmo un’isola che diventi moderna, pulita, meta per chi vuole vivere in un contesto del terzo millennio»
Cagliari. «Sono felice ed mozionata di essere qua con voi. È stato un testa a testa lungo e faticoso. Però, come tutte le cose faticose, poi portano risultati importanti». Alessandra Todde si presenta così in conferenza stampa, la prima da presidente della Regione Sardegna. Ancora manca ovviamente l’ufficialità, ma il risultato è acquisito. Anche perché poche ore prima lo stesso Paolo Truzzu aveva ammesso la sconfitta, escludendo anche una eventuale richiesta di riconteggio. La differenza tra i due è infatti (ma i dati non sono definitivi) di appena 2900 voti (45,4 per cento per Todde, 45 per cento per Truzzu). «Sono felice e orgogliosa di essere la prima donna presidente della Sardegna. Dopo 75 anni siamo riuscite a rompere questo tetto di cristallo e veramente ottenere un ruolo che nessuna di noi era riuscita ad avere. Questo per me è importantissimo anche per il ruolo che nella squadra hanno avuto le donne che mi hanno supportato e che hanno lavorato con me in maniera incredibile».
«È importante – ha proseguito Todde – ricordarci che oggi si deve iniziare a lavorare per la Sardegna e quindi quello che dobbiamo fare è rendere pratico il nostro programma elettorale. Partire dalla sanità, dall’assalto eolico che stiamo subendo, dai giovani che emigrano e che non hanno occasioni per rimanere in Sardegna. Vorremmo un’isola che diventi moderna, pulita, meta per chi vuole vivere in un contesto del terzo millennio. Su questo ci impegneremo perché la nostra isola finalmente rinasca e cambi faccia».
«Credo che la Sardegna non sia un laboratorio perché i sardi non sono delle cavie – ha ripreso Alessandra Todde –. Sono stata contentissima di avere condiviso questo passaggio con Giuseppe Conte ed Eddy Schlein perché mi hanno supportato durante tutta la campagna con tutti gli uomini e tutte le donne del Partito Democratico e del Movimento 5stelle. E sono molto contenta che questo progetto di unione, al quale ho lavorato anche quando stavo al Governo, possa avere trovato un riscontro solido e saldo per dimostrare che la nostra alleanza può funzionare. Dobbiamo parlare di Sardegna, di problemi e priorità per il nostro popolo. Mi hanno poi molto colpito i fatti di Pisa nei giorni scorsi, dove ho studiato, con ragazzi che stati curati in pediatria, neanche in ospedale. Non ci si deve mai dimenticare che i diritti non sono scontati. Da questo punto di vista sono felice che i sardi si siano ricordati della loro storia e che abbiano risposto ai manganelli con le matite».
«Paolo Truzzu mi ha detto che ci saremmo rivisti in Consiglio e io ovviamente gli ho risposto che, visto che la Sardegna dovrà ralizzare molti progetti trasformativi e che devono includere tutti, perché voglio essere la presidente di tutti i sardi, sarà importante trovare la modalità di lavorare insieme. E ho aggiunto che tra persone per bene, perché lo considero una persona perbene, non ci saranno difficoltà», ha proseguito la nuova presidente della Regione Sardegna. E la Giunta come sarà? «Si distinguerà per competenze e per capacità, dobbiamo essere efficaci. Gli elettori si attendono un cambiamento profondo. Trasporti e sanità richiedono interventi immediati. Adesso occorre trovare figure che possano incarnare competenze ma siano anche riconosciute o riconoscibili per i compiti che saranno chiamate a svolgere». (lf)







