Fototrappole contro l’abbandono dei rifiuti
Oppure potenziare la videosorveglianza nelle zone sensibili. È la proposta del consigliere comunale del M5s a Palazzo Ducale Federico Sias
Sassari. Predisporre ove possibile impianti di videosorveglianza oppure sistemare fototrappole che possono essere anche spostate tra le zone dove il fenomeno dell’abbandono dei rifiuti è diventato una costante. È la proposta del consigliere comunale del M5s a Palazzo Ducale Federico Sias, che ha depositato una mozione rivolta al sindaco Nanni Campus e che sarà discussa in una delle prossime sedute dell’Assemblea Civica.

«Il fenomeno dell’abbandono dei rifiuti – spiega Sias – è una piaga sociale di difficile individuazione ed eliminazione anche nella nostra città. In questi mesi si sono intensificati i controlli delle forze dell’ordine per cercare di individuare chi illecitamente abbandona rifiuti in tutto il territorio di competenza comunale. È stato divulgato un numero verde per consentire anche ai cittadini di segnalare eventuali irregolarità legate all’abbandono rifiuti. Grazie a questi controlli e a diverse segnalazioni da parte di cittadini sono stati individuati e multati diversi trasgressori. Ci sono però ancora troppe zone dove questi controlli sembrano non bastare per bloccare il fenomeno, soprattutto nelle aree più periferiche della città, dove l’abbandono dei rifiuti anche ingombranti è all’ordine del giorno. Nelle linee programmatiche del sindaco Campus si legge “Sarà necessario realizzare un potenziamento dei servizi di vigilanza sull’abbandono dei rifiuti anche con l’installazione di telecamere di videosorveglianza”».
Con la mozione quindi si chiede al sindaco e all’assessora all’Ambiente Antonella Lugliè «che possano essere individuate le zone più crìtiche anche con l’aiuto delle segnalazioni provenienti da consiglieri e cittadini e di predisporre ove possibile degli impianti di videosorveglianza o in alternativa dotare gli addetti delle competenti strutture di dispositivi elettronici come le fototrappole che possono essere anche spostate tra le zone dove il fenomeno dell’abbandono dei rifiuti è diventato una costante».







