Dinamo, al PalaSerradimigni è tutta un’altra storia
La bella e netta vittoria centrata contro gli insidiosi francesi del Le Mans lo ha ulteriormente confermato. Il punto di Aldo Gallizzi
di Aldo Gallizzi
Sassari. Gli indizi sono talmente tanti, che la prova sia ormai tangibile e inconfutabile; al PalaSerradimigni è tutta un’altra Dinamo. La bella e netta vittoria centrata ieri contro gli insidiosi francesi del Le Mans, primo dei due match valevoli per gli ottavi di finale della Champions League di pallacanestro, lo ha ulteriormente confermato. Fra le mura amiche, la formazione allenata da un Federico Pasquini sempre più sul pezzo, sembra quasi sentirsi con le spalle coperte, gioca con grande fiducia e trae linfa vitale dalla spinta del pubblico. È una cosa normale potrebbe dire qualcuno e in parte è così, ma per superare quel famoso gradino che trasforma una buona squadra in un’ottima squadra è innegabile che questa notevole differenza di rendimento tra casa e trasferta, debba essere se non annullata, quantomeno limata.
Certamente i sassaresi stanno attraversando una fase della stagione nella quale il dispendio di energie è al massimo e in questo senso vanno inquadrate le recenti sconfitte a Nymburk (indolore) e a Pesaro (occasionissima gettata alle ortiche). Giocatori come Bell e Savanovic, ovvero i “vecchietti” del gruppo, sono in difficoltà fisica e si vede. Coach Pasquini però, sta gestendo il loro minutaggio nella maniera migliore possibile e ne ha dato dimostrazione anche nel finale del match di ieri, con un minuto di sospensione chiamato in un momento nel quale Savanovic in campo era un rebus per gli avversari, ma con la lingua in terra per la fatica. Il time out ha consentito al serbo di riprendere fiato senza il bisogno di sostituirlo e il buon Dusko ha risposto da par suo, affossando definitivamente i francesi.

Quella di ieri è stata anche la giornata dell’esordio di David Lighty, un eccellente esordio. L’americano non si è fatto tradire dall’emozione e nonostante, evidentemente gli vada dato ancora un po’ di tempo per entrare al 100 per cento nei meccanismi e automatismi di squadra, ha confermato le sue doti principali, un’ottima attitudine difensiva e una grande rapidità nei movimenti sia quando parte in palleggio e sia vicino a canestro, che ne fanno un giocatore difficilmente marcabile. Ha anche confermato di non essere un gran tiratore da fuori, ma di esserne consapevole e di non cercare con insistenza questo tipo di soluzione. Un giocatore solido e concreto insomma, nel complesso più affidabile rispetto a Josh Carter, che le sue occasioni le ha avute ma evidentemente non ha mai reso secondo quelle che erano le aspettative e soprattutto il suo peso a livello di ingaggio.
In attesa della gara di ritorno coi francesi, in programma martedì prossimo alle 18,30, i sassaresi torneranno sul parquet di piazzale Segni sabato alle 10,30, per affrontare Pistoia. Il tour de force dunque continua e chissà che coach Pasquini non stia pensando di far rifiatare qualcuno dei suoi uomini, magari proprio in vista della partita in Francia rispolverando Olaseni o lo stesso Carter e riproponendo nelle rotazioni quel Diego Monaldi che da ormai diverso tempo, complice la crescita esponenziale di Lollo D’Ercole, guarda i compagni dalla panchina.








