Faradda, il volto di Sassari
Grande partecipazione alla festa della città. Il Voto all’Assunta è stato però sciolto solo intorno alle due. Fischi al sindaco, come da tradizione
Sassari. Una festa ancora una volta ricca di fascino, che rivela l’anima secolare di fede e devozione di un’intera città. Undici candelieri, che hanno attraversato il cuore della città, da piazza Castello fino a Santa Maria di Betlem, passando per corso Vittorio Emanuele e corso Vico. Migliaia di persone, che hanno tributato il loro omaggio ai ceri legni che ballavano e ai loro portatori, insieme ai gremianti che indossavano abiti di un passato fatto di corporazioni di arti e mestieri. Macellai, Fabbri, Piccapietre, Contadini, Viandanti, Falegnami, Ortolani, Calzolai, Muratori, Sarti e Massai, in ordine di partenza. Gerarchie che si capovolgono a Santa Maria, dove il primo arrivato passa poi il portone per ultimo, seguendo riti e modalità di ingresso anche queste consegnate alla storia. E poi l’omaggio alla Vergine Assunta, che più volte nei secoli liberò Sassari dalla peste e da altre epidemie (per esempio, quella, terribile, di colera del 1855). Partiti con piglio spedito, i ceri sono poi arrivati a Santa Maria con grande ritardo. Un malore a un portatore dei Calzolai avrebbe rallentato la sfilata. Il voto è stato così sciolto solo verso le due.
Fischi o applausi? E ancora una volta era tanta l’attesa per un aspetto della Faradda di contorno alla festa vera e propria, ma che con gli anni ha assunto un significato particolare. I fischi rivolti al sindaco all’uscita da Palazzo di Città sono stati tanti, tantissimi, fino a coprire la musica della Banda Città di Sassari che attendeva i Massai e la Municipalità. Ma fin qui niente di particolare. Da anni è così (la contestazione fu “istituzionalizzata” negli anni ’80). All’arrivo a Santa Maria l’intensità dei fischi era invece nettamente inferiore rispetto anche solo allo scorso anno. Ma la domanda da porre è un’altra: a cosa porta contestare in maniera fragorosa e sguaiata l’Amministrazione comunale nel corso di un evento inserito dall’Unesco nella lista dei beni dell’umanità non certo per la partecipazione del sindaco in coda alla sfilata?
Lo scioglimento del Voto. L’emozione era palpabile all’interno di Santa Maria, chiesa ferita e protetta da una rete che ne preserva i tesori architettonici. Un intervento di restauro è quanto mai urgente, non più rinviabile. E vedere i candelieri che entrano nella navata e poi rendono omaggio all’Assunta è sempre un momento di grande fascino. Alla fine l’omaggio anche del sindaco Nicola Sanna, i portatori dei candelieri che si inginocchiano e gli interventi del padre guardiano Silvano Bianco e dell’arcivescovo padre Paolo Atzei (per lui l’ultima Faradda in questa veste).








