Faradda 2025, l’Intregu dei Massai a Palazzo Ducale
Dopo lo scioglimento del Voto all’Assunta a Santa Maria gremio e Municipalità rientrano nella sede del Comune per la restituzione del gonfalone e il passaggio della bandiera al nuovo obriere maggiore
Sassari. La Faradda 2025 celebrerà l’ultimo atto questa sera a Santa Maria al termine della messa delle 19 con l’Ottava, ovvero i candelieri ritorneranno nelle cappelle dove sono abitualmente ospitati nel corso dell’anno. In realtà, i gremi che hanno casa nella chiesa francescana non potranno farlo a causa della chiusura per lavori della navata e dell’ingresso principale dell’antico edificio religioso. I grandi ceri però devono trovare una sistemazione. E quindi, ancora per il terzo anno, i candelieri che nel corso dell’anno stanno a Santa Maria saranno ospitati in altre chiese, come Sant’Antonio Abate e il duomo di San Nicola.
Un altro atto che i più conoscono poco si svolge invece nella notte tra il 14 e il 15 agosto, al termine della Faradda, dopo, insomma, lo scioglimento del Voto all’Assunta. Dopo il saluto dal padre guardiano del convento francescano e la benedizione dell’arcivescovo, i Massai e la Municipalità, con il sindaco e gli assessori, rientrano al palazzo comunale (non Palazzo di Città ma proprio Palazzo Ducale), insieme alle due bande che aprono e chiudono la Discesa, che quest’anno sono state la Banda “Luigi Canepa” (in apertura) e la Banca “Città di Sassari” (in coda, insieme a Massai e Municipalità, dopo avere atteso di fronte a Palazzo di Città per tutta la Discesa).
Una volta rientrati a Palazzo Ducale avviene così l’Intregu dei Massai. Quest’anno è stato fatto all’una e 40 minuti, venti minuti buoni prima di quanto avvenuto lo scorso anno (nel 2023 erano state invece abbondantemente superate le tre). L’Intregu dei Massai, del tutto particolare rispetto a quello degli altri gremi che invece si svolge al termine della messa del mattino nel giorno della propria Festa Grande, completa altri due momenti della giornata del 14 che vedono protagonisti i Massai. Al mattino, i Massai si recano a Palazzo Ducale: in piazza del Comune si unisce a loro il sindaco con gli assessori. Tutti insieme si recano a Palazzo di Città. Qui, nella sala dell’Intregu, avviene la “vestizione” della bandiera bianca del gremio, che viene subito esposta al balcone, dove rimane fino alla cerimonia del brindisi “A zent’anni”, la sera, nella stessa sala, in coda al corteo dei Candelieri. Contestualmente l’obriere maggiore subentrante dei Massai prende in consegna il gonfalone del Comune, che quindi sfila alla Faradda nelle mani del gremio, mentre l’obriere uscente riceve dal primo cittadino la bandiera rimasta esposta al balcone per tutto il giorno. I Massai invitano quindi il sindaco a unirsi al corteo.
Dopo avere sciolto il Voto a Santa Maria, si rientra così a Palazzo Ducale, dove avviene il passaggio inverso, l’Intregu appunto: il gonfalone del Comune viene restituito al sindaco. Secondo il disciplinare che sovrintende alla Faradda, al termine dello Scioglimento del Voto a Santa Maria il vicesindaco anticipa sindaco e Municipalità e si avvicina a Palazzo Ducale. Qui attende l’arrivo del primo cittadino. Quest’anno ha esordito nel ruolo Pierluigi Salis, che all’1,55 ha accolto sul portone il sindaco Mascia, al quale il Gremio dei Massai ha reso un ultimo omaggio con la bandiera. Nell’androne di Palazzo Ducale, dopo la restituzione del gonfalone del Comune al primo cittadino, si è svolto così il passaggio da parte del primo cittadino della bandiera tra obriere maggiore uscente e nuovo obriere maggiore del Gremio dei Massai. Il nuovo obriere maggiore per il 2025-26 è Marcello Pittalis, che subentra a Edoardo Usai, diventato fisco maggiore (come accade in tutti i gremi). Emilio Polo e Franco Erre sono invece gli obrieri minori. Il sindaco in carica, come da statuto, è socio onorario. Le cariche in realtà erano state ufficializzare lo scorso 1° maggio, nel giorno della Festa del gremio. Solo la notte del 15 agosto diventano però effettive.
Il candeliere dei Massai – completamente rinnovato nel 2015 con un nuovo cero ligneo – è l’ultimo a partire da piazza Castello e anche ad arrivare a Santa Maria, dove tutti gli altri ceri lignei lo attendono. È infatti il primo a entrare in chiesa (in realtà, anche quest’anno, in piazza), insieme al sindaco.
I Massai sono storicamente gli agricoltori-proprietari, dediti alla coltivazione dei cereali e delle campagne. Lo stendardo è in damasco di colore bianco: sul lato destro è raffigurata la patrona Beata Vergine delle Grazie, sul sinistro i Protomartiri Turritani.
Luca Foddai








