Expo Sassari all’Officina del Mercato
Bilancio altamente positivo per l’esperimento di rivitalizzazione del Centro storico concluso il 6 gennaio. Gli organizzatori: «Abbiamo l’ambizione di andare avanti». Grande partecipazione ai laboratori e ai concerti della Città dei bambini
Sassari. Rivitalizzare il Centro storico missione impossibile? D’ora in poi i più pessimisti dovranno ricredersi. L’Expo Sassari al vecchio Mercato ha rappresentato un esperimento senza precedenti, quasi un azzardo, per far riprendere a battere il cuore della città. Missione compiuta: migliaia di visitatori, stand di ogni genere, prodotti gastronomici e artigianali, laboratori per bambini e adulti, presentazioni di libri, eventi, degustazioni, concerti e serate di ballo. In 23 giorni di attività, l’organizzazione non si è fatta mancare niente, con un bilancio altamente positivo nonostante le criticità incontrate, come il freddo pungente della settimana natalizia e la chiusura della struttura da oltre due anni. Convincere la gente a rifrequentare il Mercato non è stato facile, ammettono gli organizzatori, che hanno scelto il nome “Officina” per simboleggiare un lavoro partecipato in progress: un’officina di idee. Ma alla fine il risultato si è visto, grazie anche alla collaborazione delle associazioni come Confcommercio e Confartigianato, e al sostegno di Camera di Commercio e Amministrazione comunale.
Lunedì un pubblico calorosissimo ha accolto l’esibizione di Giuliano Rassu, che ha invitato i sassaresi ad avere cura dei propri gioielli, «come questo bellissimo contesto che sta regalando vita, musica, colore e arte». Martedì il pubblico ha cantato insieme ai Filastrocche’n’Roll, l’esilarante duo cagliaritano formato da Gianfranco Liori e Renzo Cugis, commossi dal «grande affetto dimostrato dai fan del nord-Sardegna». È stato un tripudio di colori con i Florovivaisti, i piccoli trampolieri guidati da Marco Ceraglia, i giullari e la pittura sui pannelli. Un’atmosfera quasi magica ha accompagnato la “Città dei bambini”, con i laboratori di Petali di Carta, gli spettacoli di Mandala Son’Ora, le lavorazioni a maglia, la manipolazione della creta, i giocattoli artigianali della Uisp e tanto altro.
Soprattutto negli ultimi giorni la gente ha iniziato a considerare il Mercato come un luogo d’incontro e di aggregazione. «L’esperienza è stata bellissima perché è stata intergenerazionale – ha affermato Michelle Kramers del Theatre en Vol – ho iniziato a capire che possiamo condividere tante cose insieme, ed è fondamentale per una rinascita di Sassari, all’insegna della “Lumaca”, che vuol dire trasformazione, rinnovamento, e di questo hanno bisogno la città e il suo Centro».
Carlo Colombino, Checco Cadoni e Sonia Martinelli – membri dello staff assieme a Tommaso Sussarello, Stefano Sotgiu e Carlo Parisi – sul palco dell’Expo Sassari hanno salutato la chiusura di questa prima fase di progetto. «Abbiamo l’ambizione di andare avanti – ha affermato Cadoni – anche se nelle prossime settimane probabilmente si aprirà solo nel weekend o la domenica con iniziative tematiche». L’obiettivo è quello di studiare la collocazione ottimale delle attività, con un mix equilibrato tra profit e no-profit. Grazie ai diversi incontri del “Mercato che vorrei”, molti cittadini hanno potuto dire la loro con suggerimenti interessanti che nei prossimi giorni saranno sottoposti all’interesse delle Istituzioni. Tra i punti principali: la volontà di un collegamento diretto tra il vecchio e il nuovo mercato, per suggellare un rapporto di continuità non solo fisica ma anche ideale tra il passato e il presente.
Insomma, un mercato che sia veramente di tutti: dei residenti nel Centro storico, della città e nondimeno dei turisti. «Vorremmo che questo sia un simbolo di ripresa e di riappropriazione degli spazi pubblici – ha sottolineato Carlo Colombino, presidente di Confcommercio –. E speriamo che quest’esempio sia contagioso nel recupero di tutto il Centro storico, a partire dall’area circostante al Mercato».






