Elezioni regionali, il ritorno di Gavino Sale
Il leader di iRS, già consigliere regionale e provinciale a Sassari, è candidato nella coalizione di Renato Soru

Sassari. Adesso è ufficiale. Gavino Sale, già consigliere provinciale a Sassari e consigliere regionale (seppure per uno scorcio soltanto di legislatura: la sua elezione era poi stata annullata dopo oltre un anno dopo un riconteggio), è candidato all’Assemblea legislativa sarda nel collegio di Sassari per il suo movimento, iRS, nella lista Vota Sardigna, a sostegno di Renato Soru, candidato presidente della Coalizione sarda. Lo slogan della campagna è “Il coraggio di vivere liberi”, tradotto anche nelle tre lingue parlate nel territorio del collegio elettorale: sardo, sassarese e algherese. Il coraggio di vivere liberi diventa così Su corazu de bìvere lìberos, Lu coràggiu di campà lìbbari e Lo coratge de viure lliures.
La candidatura di Gavino Sale è ispirata dalla sinergia tra l’indipendentismo progressista e il nuovo autonomismo messo in campo da Renato Soru. Un’alchimia politica che può far avanzare la nostra terra verso un futuro più equo e giusto.
È il momento di riscrivere lo Statuto e di acquisire nuovi poteri utili a superare la stasi politico-economica, riaffermare la nostra cultura, conoscere la nostra storia e definire il nostro ruolo nel Mediterraneo.
Chi è. Gavino Sale nasce a Banari nel 1956. Si diploma perito agrario. Da giovane studente di veterinaria a Parma, vive in prima persona la contestazione studentesca e ha occasione di viaggiare in Europa e Nord Africa. La sua indole indomabile e irrimediabilmente sintonizzata con le sofferenze culturali e i problemi sociali della sua terra lo spinge a frequentare Su Pòpulu Sardu. Tornato in Sardegna, è tra gli animatori di forze indipendentiste: Partidu Sardu Indipendentista e Sardigna Natzione. Agli inizi degli anni duemila è tra i fondatori di iRS di cui è leader naturale. Un movimento innovativo che adotta il principio della nonviolenza e che con un lavoro intenso ed azioni eclatanti ottiene lo sdoganamento del concetto di indipendenza e l’inserimento nell’agenda politica sarda di temi e soluzioni impensabili fino a qualche anno prima.
Conduce battaglie a fianco di centinaia di attivisti: contro speculazione bancaria ed energetica, inquinamento ambientale, diritti dei pastori, occupazione militare e sovranità dei sardi sul proprio territorio nazionale.
Nel 2005 è eletto consigliere provinciale di Sassari per due legislature. Nel 2014 è in Regione, un’esperienza durata un anno e mezzo perché una sentenza abbastanza discussa lo estromette dal parlamento dei sardi.







