Ecoforum, i cantieri dell’economia circolare
Nei giorni scorsi a Sassari evento di Legambiente dedicato al tema della gestione del rifiuto umido nella transizione ecologica
Sassari. Lo scorso 27 febbraio gli spazi della sala conferenze dell’Ersu di Sassari hanno ospitato la terza attesa tappa della V Edizione dell’Ecoforum – Sardegna [I cantieri dell’Economia Circolare], evento patrocinato dalla Regione Sardegna e portata avanti da Legambiente e Comuni Ricicloni Sardegna.
Il punto di partenza è una analisi reale della situazione e delle circostanze, sviluppata poi su base scientifica in cerca di soluzioni e risposte in rapporto alle problematiche che il nuovo millennio presenta al pianeta, all’ecosistema, alle donne, agli uomini, alle nuove generazioni. Di questi temi, con spirito propositivo e positivo, hanno parlato diversi autorevoli relatori chiamati a sviluppare – nel corso dell’incontro odierno organizzato in sinergia importanti sponsor – il tema della “Gestione del Rifiuto umido nella Transizione Ecologica”. Moderatore dell’incontro il giornalista Giovanni Dessole.
Michele Meloni, responsabile rifiuti di Legambiente Sardegna, ha raccontato di aver iniziato il percorso da ambientalista guardando un convegno sulle bio plastiche. «Mi si accese la lampadina – ha spiegato –. Avrei dovuto fare un intervento su prevenzione e riutilizzo, ma vi do esempio concreto. Parlo del Centro di riuso di Sassari gestito da Legambiente: con l’Angioy abbiamo chiuso un rapporto di Pcto. Alle parole però devono seguire i fatti: dare seguito alla prevenzione, che ha un senso, da lì parte il ciclo dei rifiuti. Dalle politiche di educazione ambientale, ma andando anche oltre. I comuni virtuosi? Complimenti ai cittadini sardi e agli amministratori. E complimenti alla Regione che ha innescato un meccanismo da implementare. Ci serve mantenere la curva in salita, possiamo essere virtuosi e di esempio per tutti».
È intervenuta Laura Brambilla, responsabile nazionale dei Comuni Ricicloni. «A livello nazionale – ha detto – la Sardegna è posizionata bene, la seconda in Italia sulla raccolta differenziata. Oltre a portarvi come modello occorre lavorare sul mantenimento dei risultati, cercando di essere sempre più ambiziosi. Il Pnnr è una opportunità: chiudere il cerchio dell’economia circolare all’interno della regione, rende tutelato e garantito un futuro sostenibile». «Grazie a chi è presente, in platea e al tavolo – ha dichiarato Annalisa Columbu, presidente di Legambiente Sardegna, mentre sullo schermo scorrevano alcune slide –. GSecondo il rapporto Ispraa la Sardegna è seconda in Italia dietro solo al Veneto in tema di raccolta differenziata. A seguito della pandemia la produzione è in crescita: più rifiuti ci sono da trattare più esiste un problema in termini di sostenibilità. La frazione organica è quella prevalente in Italia, 43,6 per cento per la Sardegna. Il Pnnr? Finanziamenti rivolti alle future generazioni, quelle che faremo oggi devono essere quelli giusti. Due linee per l’economia circolare, investimenti pubblici e progetti privati. Già pubblicate due graduatorie in tal senso. I prossimi appuntamenti del 2023 ci porteranno a visitare gli impianti».
È inoltre intervenuti Marco Porcu, assessore regionale dell’Ambiente. «La Sardegna si attesta al vertice nazionale per raccolta differenziata, merito della attività programmata e svolta a livello regionale. Siamo circa al 75 per cento, l’obiettivo è l’80 e dovremo trovare nuovi sistemi per mantenere i risultati evitando la decrescita. Circa il 40 per cento deriva dallo scarto alimentare. Sto verificando al momento l’impostazione di un nuovo sistema di premialità per i Comuni. Confidiamo nel miglioramento del dato di Sassari per migliorare la nostra posizione nazionale».
E proprio la situazione di Sassari è stata messa in evidenza da Antonello Sassu, assessore comunale all’Ambiente: «Ci confrontiamo quotidianamente con Legambiente, cercando di mettere insieme un percorso che possa dare risposte a quesiti che arrivano. Per Sassari il tema è complesso. Cresciamo con percentuali del 2-2.5 per cento all’anno, scolliniamo il dato del 60. Ma la raccolta dei rifiuti è un servizio che pagano i cittadini: Sassari, in Sardegna, ha la tassa tra le più basse. A Cagliari circa il doppio. A un pagamento maggiore corrisponde un servizio superiore, questo va detto e bisogna aiutare tutti a comprenderlo. Se vogliamo che la Sardegna primeggi, serve aiutarci a far comprendere il prospetto dei costi. Ancora: la città compatta è una cosa, Sassari ha però un agro vastissimo. Stiamo lavorando per riportare i dati già quest’anno a un livello in linea che permetta di uscire dalla penalità che siamo costretti a pagare. A breve ci saranno ulteriori novità», ha concluso Sassu.
Sono inoltre intervenuti Vittorio Gazale, direttore del Parco Nazionale dell’Asinara, Mariano Mariani, direttore del Parco regionale di Porto Conte, Marco Versari, presidente del Consorzio Biorepack, Fabrizio Pilo, amministratore di Verde Vita srl, mentre Emilio Bianco (Legambiente) ha curato il dossier Comuni Ricicloni 2022. «Venti anni fa – ha ricordato Bianco – la Sardegna era agli ultimi posti a livello Nazionale. La Sardegna si è impegnata, ha fatto la sua parte ed ha scalato la classifica portando i suoi Comuni alla ribalta per virtuosa applicazione. Solo otto comuni sono al di sotto del 60 per cento. Ma si può migliorare, lo dice la storia recente dell’Isola. La Città metropolitana di Cagliari è la più virtuosa d’Italia e la Sardegna è una terra virtuosissima».









