Dinamo, tanti segnali positivi

Contro Pesaro buone note sia a livello di squadra che di singoli. Ma servono conferme contro avversari di maggior spessore. Il punto di Aldo Gallizzi

 

di Aldo Gallizzi

DinamoPesaro2Tante note positive sia a livello di squadra che di singoli, ma fino a dove arrivano i meriti dei sassaresi e iniziano i demeriti della Consultinvest Pesaro? La considerazione giunge spontanea all’indomani del sonante successo dei ragazzi di Federico Pasquini contro una squadra giovane e troppo morbida come quella marchigiana. Non è mai semplice capire come stanno le cose, ma di certo la Dinamo vista ieri al PalaSerradimigni è piaciuta e non poco. Pasquini chiedeva risposte a livello di approccio e di intensità difensiva e le avute, immediate e positive. L’eccellente approccio difensivo ha messo in ritmo l’attacco e questo era un altro dei punti cardine del piano partita e più in generale delle aspettative di crescita del gioco di squadra. Non a caso molti punti sono stati realizzati in transizione dopo aver recuperato palla in difesa. Per quanto riguarda i singoli partiamo dalle certezze Odom, Savanovic e Stipcevic, quest’ultimo sempre più leader e particolarmente galvanizzato dalla fiducia che ripone in lui il coach.

Le note positive sono arrivate da Lacey, Carter, Lydeka, Monaldi e Devecchi. Il capitano, una certezza lo è sempre stato, ma ieri ha risposto presente partendo dal quintetto, causa le non perfette condizioni fisiche di Savanovic e Sacchetti (quest’ultimo non è stato utilizzato per precauzione) offrendo il suo grande contributo sia in difesa che in attacco. Monaldi invece, zitto, zitto si sta ritagliando i suoi spazi, è diventato un’arma difensiva importante e in attacco ha personalità da vendere. Lydeka, contro la sua ex squadra ha fatto vedere le caratteristiche per le quali Pasquini lo ha fortemente voluto, ovvero consistenza, peso e gioco sporco nel pitturato. I segnali più decisi però sono arrivati dai due giocatori che nelle ultime apparizioni avevano fatto storcere un po’ il naso, ovvero Carter e Lacey. Il primo è partito alla grande mettendo quattro triple nel solo primo quarto, ma l’aspetto più positivo è che è stato messo in ritmo dai compagni che lo hanno servito come deve essere servito, ovvero sfruttando la sua innata capacità di tirare in un nano secondo in uscita dai blocchi. Il giocatore è andato in fiducia e questo gli ha consentito di prendere anche molte iniziative vincenti in uno contro uno, risultando immarcabile per i pesaresi.

Trevor Lacey invece è stato fin da subito propositivo e intraprendente, non si è nascosto e ha fatto malissimo agli avversari. Probabilmente a livello mentale, lui che ancora non ha grande durezza, è stato agevolato dal fatto che la fisicità e l’intimidazione della difesa pesarese è stata decisamente al di sotto delle righe molto ma molto lontana da quella proposta dalle squadre di vertice e in campo europeo. In questo senso ci sarà immediatamente la possibilità di una controprova, quando mercoledì prossimo arriverà al PalaSerradimigni lo Charleroi, per il terzo turno della Champions.

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