Democrazia partecipativa e comitati di quartiere, lunedì convegno

È organizzato dalla Costituente per Sassari. Presentata la proposta di modifica dello Statuto comunale. Assemblee di cittadini, referendum e istruttoria pubblica

Da sinistra, Salvatore Casu, Mariano Brianda, Paoletta Farina (ufficio stampa Costituente per Sassari), Stefano Sotgiu e Uccio Virdis

Sassari. “Le nuove forme di democrazia partecipativa”. È il titolo del convegno in programma lunedì pomeriggio alle 18 nella sede delle Costituente per Sassari in viale Umberto 122. A confronto le esperienze nazionali ed estere, con una ulteriore analisi delle prospettive per la città del ruolo dei comitati di quartiere. Sarà infatti presentato l’articolato che modifica lo Statuto Comunale per introdurre a Sassari gli strumenti di democrazia partecipata: i comitati di quartiere, le assemblee di città, l’istruttoria pubblica e il referendum comunale. Interverranno Mariano Brianda, già magistrato e attualmente consigliere comunale, Stefano Sotgiu, esperto di innovazione democratica e presidente dell’Associazione Prossima Democrazia, e Salvatore Casu, amministrativista, che sabato mattina nella sede della Costituente hanno incontrato la stampa per presentare il convegno. Con loro anche Uccio Virdis, presidente del Comitato di quartiere di Cappuccini.

«Noi proponiamo una riforma che, se approvata, farà contare ogni cittadino nel governo della città, al fianco delle istituzioni che per legge sono chiamate a prendere delle decisioni, come il Consiglio comunale – ha rimarcato Mariano Brianda –. Stiamo avviando delle procedure che permettano alle assemblee dei cittadini e ai comitati di quartiere di esprimersi su un determinato atto. Se non si seguirà questo iter, proponiamo, l’atto finale sarà viziato».

Lo scorso 5 dicembre il progetto, che si concretizzerà in una proposta di riforma dello Statuto comunale, è stato anticipato al presidente dell’Assemblea Civica Maurilio Murru, che si è dichiarato interessato e che si è impegnato a presentare il documento all’esame della conferenza dei capigruppo affinché possa essere calendarizzato nei lavori delle commissioni permanenti e del Consiglio comunale. «Noi proponiamo due modifiche, che riguardano l’istruttoria pubblica, prevista all’articolo 67 e che puntiamo a rendere obbligatoria (adesso è solo facoltativa a discrezione della giunta, ndr) per gli atti della Giunta e del Consiglio in determinate materie, come l’urbanistica, il commercio e i piani della mobilità, e il referendum cittadino, allargando i soggetti che possono richiederlo secondo l’articolo 81 – ha spiegato Brianda –. E due novità: le assemblee dei cittadini, in un nuovo articolo 72bis, e i comitati di quartiere, modificando l’articolo 78, che attualmente parla solo di forum di quartiere e aggiungendo un articolo 78bis sui requisiti dei comitati».

L’obiettivo è aumentare la partecipazione attiva dei cittadini sassaresi. «A questo si affianca il problema di una insufficienza dei partiti a Sassari e non solo. Abbiamo avuto dal 2000 a oggi cinque giunte, di sinistra, di destra e di un presunto civismo – ha proseguito Brianda –. Pensiamo sia necessario che ci sia un civismo vero che aiuti i partiti. Quando i mediatori non funzionano, e parliamo dei partiti, i cittadini è bene che si riapproprino della sovranità popolare e che vengano pensati procedimenti amministrativi da seguire in maniera cogente, senza i quali gli atti diventano illegittimi. Se crescesse il controllo da parte dei cittadini non sarebbero presenti opere sgradite, come le piste ciclabili, realizzate male, e il famigerato canalone. Con il coinvolgimento ci sarebbero state soluzioni più consone». L’assemblea, se passa la modifica, sarà costituita da 50 membri, selezionati con campionamento casuale stratificato fra tutta la cittadinanza residente, che abbiano compiuto 16 anni. Rimangono in carica un anno. Il campionamento è eseguito dagli uffici competenti del Comune, assicurando un rapporto bilanciato di genere, età e di distribuzione sul territorio (ad esempio, quartieri del centro abitato e frazioni), mirando a un appropriato grado di rappresentatività della popolazione cittadina. Possono essere previsti ulteriori criteri addizionali, come il livello di istruzione, la categoria professionale, il livello di reddito o altro.

L’articolato della proposta di riforma è il frutto di un lavoro e di un confronto con i comitati di quartiere che prese avvio nel febbraio del 2021. In particolare, otto comitati su dieci (uno, quello di Monte Rosello, non risulta più attivo e un altro non ha aderito) hanno sottoscritto il testo. «Siamo contenti che il presidente Murru si sia espresso positivamente. Ci ha garantito che avrebbe portata la proposta all’attenzione della conferenza dei capigruppo. L’obiettivo è permetterci di intervenire e illustrare alla conferenza il testo e poi andare in commissione», ha spiegato Uccio Virdis.

Adesso la proposta di modifica dello Statuto comunale è stata depositata presso le Commissioni consiliari permanenti e lunedì sarà illustrato alla cittadinanza che parteciperà al convegno. Se non verrà presa in considerazione dall’attuale maggioranza diventerà tema elettorale. «Chiediamo che il prossimo governo della città si faccia carico come primo atto di portare avanti questa riforma – ha concluso Brianda –. Noi siamo civici fino in fondo e lo siamo realmente. Ma civici che dialogano con i partiti. Se vinciamo le prossime elezioni le modifiche saranno approvate nelle prime settimane della nuova amministrazione. Insomma, se saremo noi al governo di Sassari cambierà il mondo cittadino. La differenza, infatti, tra noi e le città più evolute sta che lì i cittadini sono già abituati a interloquire con gli amministratori. Bisogna trovare gli strumenti per far sì che i cittadini contino realmente. E vedremo come un governo dei cittadini potrà stare con i partiti. Sassari è la seconda città della Sardegna: vogliamo andare ancora più in basso?».

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