Dal M5S un ordine del giorno a difesa delle donne

Il primo firmatario è Marco Boscani. «È importante fare in modo che alle belle parole seguano i fatti». Proposti “casa di fuga”, “taxi salvavita” e un conto corrente per il Centro Aurora

 

 

GruppoM5SSassari. Le donne vanno rispettate e non vanno mai lasciate sole: l’importante è fare in modo che alle belle parole seguano i fatti. Altrimenti è tutto risulta inutile, e futile. Nonostante le norme – legge regionale n. 8/2007 in tema di centri antiviolenza e che di accoglienza – e la sensibilità mostrata a riguardo dal Comune di Sassari, al momento occorre fare qualcosa di più. Lo Statuto del Comune del 1991, nonostante le modifiche all’articolo 2 relativo ai “Principi”, non ha mai previsto una specifica tutela delle condizioni della donna e un contrasto alla violenza sulla stessa. Nello specifico, il Centro Aurora istituito dal Comune, nonostante fornisca un valido sostegno alle persone che vivono situazioni di maltrattamento, violenza fisica e sessuale, conflittualità di coppia, è insufficiente per tutti quei casi in occorre un intervento immediato e urgente. E allora? In un ordine del giorno firmato dai portavoce in Consiglio comunale del Movimento Cinque Stelle Sassari – Marco Boscani, primo firmatario, Desirè Manca e Maurilio Murru – la richiesta è esplicita e esplicitata: dalle parole si passi ai fatti, a difesa della donna.

Come? Intervenendo come Istituzione nel condannare ogni forma di violenza e discriminazione, contrastandola con tutti i mezzi disponibili e a tutti i livelli possibili; potenziando il centro “Aurora”, struttura già esistente e operante, dotandolo di una cosiddetta “casa di fuga” riservata a donne e bambini, un luogo protetto dove trovare rifugio immediato e godere del sostegno di personale qualificato, e attivando un servizio taxi “salva vita” per le situazioni di particolare emergenza e gravità; attivando un conto corrente ad hoc, in aggiunta alle eventuali risorse pubbliche a disposizione, funzionale alla raccolta di donazioni; attivando raccolte di generi di prima necessità, mobili e oggetti utili all’allestimento delle sopra citate “Case di fuga”; sottoscrivendo un protocollo di intesa con la Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento Pari Opportunità, finalizzato all’adesione alla “Rete Nazionale Antiviolenza” contro la violenza di genere e lo stalking; facendo in modo che il database del servizio sanitario locale sia collegato con il posto di Pubblica Sicurezza, operativo presso l’Ospedale Santissima Annunziata, e in contatto con il Corpo di Polizia Municipale, così da monitorare i casi che presentino lesioni tipiche della violenza e compiere eventuali accertamenti.

Quanto sopra riportato rappresenta solo una possibile soluzione ad una criticità grave e troppo spesso sottovalutata. Soluzioni che puntano a creare una serie di sovrastrutture utili al rispondere all’esigenza/emergenza, ma che devono poi necessariamente poggiare su politiche sociali e di forte sensibilizzazione chiamate ad affondare le radici nella società e nella comunità. Prevenire la violenza, ascoltare, proteggere le vittime e punire i colpevoli sono punti cardini e obiettivi palesati dalla legge contro il femminicidio. Proprio il femminicidio è realtà che troppo spesso emerge alla ribalta della cronaca salvo poi “sparire” archiviata come “semplice” omicidio. Da non sottovalutare, in riferimento alle possibili violenze subite, il fenomeno collegato all’incremento dei flussi migratori con un numero sempre crescente di donne migranti che, anche a Sassari, sono tristemente inserite nel circuito della prostituzione schiavizzata.

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