Cultura e identità per il rilancio del centro storico di Sassari

L’Amministrazione comunale punta sugli Iti (Interventi Territoriali Integrati) per finanziare il Museo dei Candelieri ed il Polo del Gusto. Obiettivo 20 milioni di euro. Il vecchio Mercato pronto per Natale

 

 

SassariCorsoVittorioEmanueleSassari. Riqualificare il centro storico con due interventi di carattere culturale ed identitario, entrambi nell’area di San Donato. Con il Museo dei Candelieri ed il Polo del Gusto si potrà così avviare un programma per la creazione di percorsi di recupero di aree del centro storico cittadino e di edifici che fungano da punti di riferimento per l’intera città. Per poterli realizzare i fondi si punta ad accedere agli Iti, Interventi territoriali Integrati. Due le regole, alternative, da rispettare: la richiesta può riguardare un intervento su un quartiere o su un problema specifico che investe però l’intera città. «Adesso c’è una cesura da piazza Tola in giù. Il patrimonio identitario è l’asset per lo sviluppo. La riqualificazione passa attraverso gli Iti e in Regione, tra fondo sociale e fondo per lo sviluppo regionale che consentono di finanziare questi interventi, sono disponibili circa 50 milioni di euro, da suddividere tra Cagliari, Sassari e Olbia. Siamo in una fase di negoziazione con la Regione sui contenuti e sulle risorse da destinare ai nostri progetti. Stiamo lavorando per l’obiettivo di 20 milioni». È quanto ha spiegato l’assessore alle Politiche per lo sviluppo locale, programmazione, cultura e turismo Monica Spanedda, intervenuta lunedì mattina davanti alla Commissione Programmazione e Bilancio del Consiglio comunale, presieduta da Salvatore Sanna (Pd).

CommBilancioProgrammazioneAssessoraSassari ha bisogno di un marchio urbano ed i Candelieri patrimonio Unesco sono un indicatore sul quale puntare. «Analizzando le realtà che hanno ottenuto il riconoscimento immateriale dell’Unesco – ha detto Monica Spanedda – abbiamo notato una sensibile attenzione da parte della comunità internazionale. Un interesse che si traduce in aumento delle percentuali di turismo. Ecco perché – ha proseguito l’assessora – abbiamo pensato sia necessario dare un rafforzamento a quelle azioni che possono incrementare questi flussi. L’ipotesi sulla quale stiamo puntando allora è quella di un recupero di spazi che consenta la creazione di un percorso museale dei Gremi e dei Candelieri». Gli edifici interessati dall’itinerario di recupero sono il Palazzo della Frumentaria, l’edificio daziario e l’ex scuola di Sant’Apollinare. «L’idea è quella di un museo multimediale, con suoni e musiche. Ma ancora, è importante coinvolgere tutti gli attori per valorizzare la festa non solo nel mese di agosto, quanto piuttosto renderla appetibile ogni giorno dell’anno». Un’azione che va accompagnata da altre che consentano una vera e propria integrazione con il territorio. A questa si affiancherebbe la riqualificazione della valle del Rosello che darebbe uno “sfogo” verde al quartiere e il collegamento con la mobilità sostenibile, attraverso le piste ciclabili, un anello attorno al quartiere di San Donato con stazioni di bike sharing.

MercatocivicoVecchioLavoriAltro itinerario è quello del Polo del gusto, delle arti e dei mestieri manuali. Il fulcro qui potrà essere il vecchio Mercato Civico, in questi giorni interessato da una serie di lavori. Sono stati smantellati i vecchi banconi centrali e si è proceduto con la pulizia dei marmi con le microsabbiature, la tinteggiatura dai box, lo smaltimento di materiali abbandonati e la rifinitura della pavimentazione. Per Natale questi spazi saranno utilizzati da commercianti e artigiani, risultando così la più grande piazza al coperto della città. «Il Mercato – ha detto l’assessore Spanedda – è destinato a diventare il luogo delle abilità artigianali ma deve svolgere anche funzioni sociali stabili, anche attraverso una biblioteca di nuova concezione legata alle tecnologie informatiche. Potrà ospitare, inoltre, a rotazione, attività artigianali legate alle tradizioni». A queste azioni si legano anche lo sviluppo di nuove attività imprenditoriali. In quest’ambito l’Amministrazione comunale sta studiando, assieme alla Regione, la possibilità di finanziare azioni di start up imprenditoriale attraverso gli strumenti normativi più adatti.

Entrambi gli interventi si inseriscono nel tessuto sociale di San Donato, realtà difficile. «Il rischio di questi programmi è pensare che gli extracomunitari siano sempre relegati al centro storico. Ho paura che il loro ambito venga ghettizzato. Mi piacerebbe vedere iniziative in tutte le scuole di Sassari, non solo a San Donato. Perché non pensiamo a portare i Candelieri in un istituto per una settimana?», ha proposto Antonello Sassu (Sassari Progetto Comune). «I due progetti non si focalizzano solo sulle strutture fisiche ma puntano al recupero di edifici strutturati architettonicamente. Sono interventi che in grandi città vengono fatte nelle periferie. E del resto San Donato è una periferia al centro», è il pensiero di Efreem Carta (Ora Sì). Per accedere a questi fondi serve però anche un ufficio programmazione ben attrezzato, ha avvertito Giuseppe Masala (Pd). «Colgo che si tratta di proposte che erano già nel nostro programma. Ma chiedo: ci dobbiamo concentrare solo sulla storia o anche sul futuro?», ha aggiunto Maurilio Murru (M5S). «La programmazione è il tema focale: se si sgarra, si sgarra ogni programmazione della città. Questa amministrazione parla molto di integrazione, ma anche di rivitalizzazione del centro storico. Io sono contrario a questa Ztl, e lo ripeto. E allora dico: che idea di città avete?», è la domanda di Nicola Lucchi (Sassari è). «Stiamo insistendo su San Donato. Adesso in Regione le cose sembrano cambiate: prima aveva il collo storto verso Tunisi. La programmazione strategica scade nel 2020. Ma quella per il periodo 2006-2013 vede circa 400 milioni di euro non spesi», ha ricordato Simone Campus (Pd).

«L’idea di città va coniugata con le singole idee di cui siamo portatori. Con gli Iti abbiamo scelto di puntare sul recupero del patrimonio identitario della città. Stiamo portando avanti un lavoro con la Regione. Certo, anche la la programmazione strategica va aggiornata. Ci siamo mossi sentendo i vari stakeholders, con azioni volte ad organizzare in modo strutturato un processo partecipativo», ha risposto l’assessora. Per i Candelieri va studiato un marchio che identifichi la festa, ma sui ceri votivi ogni ragionamento si ferma sulle regole: possono uscire una sola volta all’anno per statuto. Le azioni di intervento sono comunque volte ad attenuare o risolvere le problematiche del quartiere di San Donato, a partire dal disagio minorile e familiare a quello giovanile e alla disoccupazione, da quello abitativo e delle povertà a quello della scarsa integrazione degli anziani e dei disabili. «Perché – ha concluso Monica Spanedda – il disegno strategico intende affrontare e correggere l’impoverimento delle funzioni urbane del quartiere di San Donato, rivitalizzandolo da un punto di vista economico, sociale, culturale e ambientale».

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