La Brigata Sassari celebra la Festa di corpo e delle Bandiere di guerra
Giovedì 2 febbraio è stato ricordato il 105° anniversario della “Prima battaglia dei Tre Monti”. La cerimonia nella caserma Gonzaga
Sassari. Giovedì la Brigata Sassari ha celebrato nella Caserma Gonzaga la “Festa di corpo e delle Bandiere di Guerra del 151° e del 152° reggimento fanteria”, in occasione del 105° anniversario della “Prima battaglia dei Tre Monti”, combattuta e vinta sull’altopiano di Asiago dal 28 al 31 gennaio 1918. Fu una vittoria fondamentale per gli esiti della Prima Guerra mondiale, tanto che la gloriosa unità dell’esercito ricevette il 15 giugno del 1920 la seconda Medaglia d’oro al Valor Militare alle bandiere di guerra dei suoi due reggimenti.

Il comandante della Brigata Sassari, il generale Giuseppe Bossa, ha esortato i sassarini «a saper cogliere e interpretare al meglio il senso profondo e autentico di un anniversario così epocale, affinché sia un punto di partenza verso i nuovi impegni e le difficili sfide che la nazione vorrà affidarci. È una precisa responsabilità che va assunta con il costante impegno nell’addestramento e nella crescita professionale, per essere sempre pronti a servire la Forza Armata e il Paese e a compiere fino in fondo il nostro dovere in ogni situazione e in qualsiasi contesto». Parole significative, pronunciate di fronte ai reparti schierati e alle bandiere di guerra dei due reggimenti, ciascuna delle quali è decorata della Croce di cavaliere dell’Ordine Militare d’Italia, di due Medaglie d’oro al Valor Militare e di una Medaglia d’oro al Valore dell’Esercito. Presenti le autorità cittadine, provinciali e regionali, i gonfaloni delle città di Cagliari, Sassari, Nuoro, Tempio, Sinnai e della Città metropolitana di Cagliari, il prefetto Paola Dessì, il prorettore Andrea Piana, è stato il sindaco di Sassari Nanni Campus a ricordare che «oggi voi gridate “Forza paris”, ma allora, solo la Brigata, quando partiva all’assalto, per trovare coraggio e incutere timore al nemico, non urlava “Avanti Savoia”, ma “Avanti Sardegna”, unici soldati dell’Esercito Regio, perché si combatteva con spirito di fratelli, c’erano i fedales del ’99. Credo allora che l’orgoglio che ci deriva dal ricordo indelebile del sacrificio di 12mila sardi debba essere lo spirito con cui oggi voi vestite quella divisa e portate quei colori, il bianco e il rosso, che hanno fatto la storia d’Italia. Siatene orgogliosi, perché davvero i nostri nonni hanno meritato il nostro rispetto e la nostra gratitudine perenne».
Lo scorso 28 gennaio, a Cagliari, i militari del 151° reggimento hanno concluso una staffetta all’interno delle Caserma Monfenera percorrendo, nell’arco di 12 ore, la simbolica distanza di 105 chilometri.
La battaglia dei tre monti. La battaglia, combattuta per l’intera giornata del 28 gennaio 1918 dal 151° e dal 152° reggimento fanteria della Brigata Sassari, vide momenti drammaticamente cruenti nelle contese trincee di Col del Rosso, Col d’Èchele, e Monte Valbella, culminati con la morte del comandante del 151° reggimento. Esaurite le munizioni i fanti si difesero anche con i sassi. Gli austriaci, resisi conto della difficoltà del momento dei sassarini, poiché isolati e senza munizioni, si lanciarono all’attacco sicuri di riconquistare le posizioni perse. Tra i reparti della “Sassari” ci fu un attimo di esitazione, svanito nell’istante in cui ci fu la consapevolezza che indietreggiare avrebbe significato perdere ciò che si era conquistato a caro prezzo e che l’unica alternativa possibile, arrendersi, non era nella loro indole. In quegli attimi terribili il richiamo all’Isola lontana risvegliò l’orgoglio e la fierezza tipica del popolo sardo. I “diavoli rossi” decisero di contrattaccare all’arma bianca. Dalle file della “Sassari” si levò alto il grido “Avanti Sardegna!”. All’incitamento “Avanti Sardegna!” giunse il grido di guerra “Forza Paris!”, urlato all’unisono, che accompagnò il terribile contrattacco alla baionetta, condotto dai sassarini con la forza della disperazione, disorientando e sorprendendo gli austriaci benché fossero in numero più elevato, ben armati e meglio equipaggiati. Tutto ciò consentì di mantenere le posizioni. Il capo di Stato Maggiore dell’Esercito, generale Armando Diaz, nel congratularsi con i sassarini reduci dalla battaglia, ebbe a dire «….Voi non sapete, e forse non saprete mai, quanto avete fatto per l’Italia…».
Motivazione conferimento seconda Medaglia d’oro al valor militare alle Bandiere di Guerra del 151° e del 152° reggimento fanteria “Sassari”. Data del conferimento: 15 giugno 1920
Espressione purissima delle forti virtù dell’intrepida gente di Sardegna, diede il più largo tributo di eroismo alla gloria dell’Esercito e alla causa della Patria, dovunque vi furono sacrifici da compiere e sangue da versare. Nei giorni della sventura, infiammato di fede e di amore, riconquistava con meraviglioso slancio le munitissime posizioni nemiche di Col del Rosso e di Col d’Echele (28-31 gennaio 1918). All’imbaldanzito invasore oppose sul Piave l’audacia della sua indomabile volontà di vittoria, la fierezza sublime e la granitica tenacia della sua antica stirpe (16-24 giugno 1918). Nella battaglia della riscossa non conobbe limiti di ardimento nell’inseguire il nemico. 26 ottobre – 4 novembre 1918









