Conflavoro Pmi, Mario Ara vede il viceministro Nencini
«Le aziende del nord Sardegna devono poter competere come le altre». L’incontro nei giorni scorsi a Firenze
Sassari. A Firenze spazio anche per il nord Sardegna. Del resto, lavoro e contrattazione non conoscono latitudine. Al seminario su contratto nazionale e bilateralità organizzato da Conflavoro PMI nazionale, anche le istanze del territorio isolano hanno raggiunto il viceministro alle Infrastrutture Riccardo Nencini. A sottoporgliele il presidente regionale Mario Ara, che dell’esecutivo nazionale è anche vicepresidente. Dalla contrattazione collettiva di secondo livello al gap infrastrutturale atavico del territorio isolano, l’agenda delle problematiche da risolvere sul territorio è più che mai fitta.
«La nostra presenza è importante nella misura in cui si dimostra quanto il nostro territorio abbia necessità di essere sostenuto e di quanto le nostre dinamiche imprenditoriali siano del tutto specifiche rispetto ad altre zone – dice Mario Ara – il viceministro Nencini ha dimostrato di conoscerle e di comprendere quanto sia necessaria un’azione di concerto con tutte le componenti territoriali, ma che al tempo stesso si stanno mettendo in atto una serie di attività per la risoluzione dei problemi. Soprattutto di carattere generale sul tutto il territorio nazionale e che possano investire anche le imprese locali».
Infatti, il viceministro ha individuato tra i nodi da sciogliere, il progetto esecutivo «molto più impegnativo soprattutto per le imprese che si occupano della realizzazione di grandi opere, e rimane aperto un piccolo problema sul massimo ribasso sulla soglia». Si è parlato di “sburocratizzazione”, perché – ha sottolineato Nencini – il codice risponde proprio a questa problematica, in particolare «al caso dell’opera pubblica italiana che non procede, ma anche alla carenza progettuale, in quanto il progetto di fattibilità manifesta una serie di varianti che appesantiscono il costo dell’opera».
Oltre al problema dell’intervento della magistratura direttamente legato all’impresa: «In un anno si parla di 65 mila ricorsi al Tar, delle quali un terzo sono legate al campo dell’opera pubblica». E infine, parlando di Pmi, il viceministro ha invitato le aziende a consorziarsi: «È l’unico modo perché la piccola e media impresa sia favorita dal nuovo Codice: bisogna mettere insieme energie, meglio se d’eccellenza».
La qualità fa la differenza, questo è certo ғanche perché – dice ancora Ara – le nostre imprese non sono seconde a nessuno. Il problema nasce dal fatto che per evidenti motivi non possono competere al pari con le altre. Su questo fronte dobbiamo agire tutti insieme ed è questa la finalità delle politiche che Conflavoro PMI sta portando avanti su tutto il territorio nazionale e locale che porta ad un concreto risparmio per le aziende senza intaccare le tutele per i lavoratori. L’obiettivo è far entrare i contratti collettivi nazionali all’interno dell’azienda, attraverso una contrattazione di secondo livello. Le nostre imprese non possono avere più le stesse regole e necessità in tutto il territorio nazionale. Dobbiamo certificare i contratti d’appalto e sub appalto, formare i nostri sindacalisti d’impresa, dare voce al merito con premi di produzione».








